lunedì 27 giugno 2016

La ricerca del significato.

Ci faccio sempre caso quando mi sposto dalla musica straniera a quella italiana, dal romanzo tradotto al romanzo italiano, dal film americano a quello italiano perché vuol dire che ho bisogno di un significato che mi arrivi diretto, senza codici, melodie, schemi culturali che sono sì parenti, ma comunque acquisiti. Allora basta New York, Parigi, North Dakota, Yorkshire, il banjo, la Scozia, il college, À bout le souffle. Sarà l'afa che ovatta i nervi, il cervello: pare che in questi posti ci metta un'infinità ad arrivare e poi, una volta lì, sono sorda e non sento niente. 
Questo è il momento in cui devo rimanere a casa, parlare dialetto e tornare a capire.
Mi piace pensare che sia parte di un percorso - a dir la verità non è che mi piace: è che spesso è stato così, parte di un percorso. 


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1 commento: