martedì 10 maggio 2016

Se alle 10 di sera hai voglia di salmone affumicato, esci a vai a comprarlo.

Mi limito a infilare le scarpe da ginnastica e rimango vestita come sto, con la felpa da casa e senza reggiseno, però ho la decenza di buttarmi addosso il parka e così andiamo al Carrefour aperto tutta la notte. Sono struccata, con i capelli crespi per il casco, il vento caldo preso in Vespa mi è entrato in bocca e negli occhi e mi fa lacrimare polline. Mi sento bellissima mentre spendiamo 20 euro perlopiù in gelato e salmone, e torniamo a casa senza una sola preoccupazione al mondo - qualcuna, ma lontanissima - perché siamo nel momento della nostra vita in cui, di una cosa, decidiamo semplicemente se è adatta a noi o no, se ci va di farla o no, se l'accettiamo o la rifiutiamo. Non è come avere genitori permissivi. Non mi viene concessa nessuna libertà di azione: agisco se allungo la mano, qualsiasi movimento è la conseguenza di una volontà compatta che proviene solo da me. Non ho avuto modo di rendermene conto fino a 31 anni ma tant'è, non c'è da ragionare sui motivi o fare riflessioni: tra quando ho comprato la mia prima bici e quando ho comprato il salmone, in un momento tra venerdì e domenica, ho sentito la vertigine della libertà, della paura e delle possibilità.
Possiamo fare qualsiasi cosa: mi sembra da non credere, ecco perché devi ricordarmelo di continuo.


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7 commenti:

  1. Splende, questo post e la tua interezza in esso. Che bellezza.

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  2. La bellezza di questo post, l'amore, il senso di possibilità, il senso di futuro, la vita. Sei meravigliosa.

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  3. La libertà, spesso, sa essere una gabbia insopportabile.

    G.

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