Questo è un momento che ritaglio per l'ansia.

Sono esattamente come tutti gli altri, quelli che per iniziare la palestra devono comprarsi le Nike da un quarto di milione di euro, per fare yoga scovano il tappetino ingegneristico che viene dall'Australia, per cuocere una torta di mele aspettano di possedere la teglia norvegese con i i cervi in rilievo e per bere il tè si fanno arrivare il matcha dal Giappone. 
Mi sono rimessa a scrivere ma solo perché ho preso un portatile nuovo e prego gli dei vecchi e nuovi che starò ancora scrivendo fra tre mesi, perché la vita mi ha sorriso sempre un po' più forte quando ho buttato il sangue e gli occhi sullo schermo, ma non lo so non lo so, è difficilissimo fare tutte le cose che alle persone adulte si richiede di fare, figuriamoci inserirci in mezzo cose che non interessano a nessuno tranne che a te. C'è uno smottamento di vita vera che ti corre dietro e occupa tutto lo spazio che c'è e non ce ne rimane per nient'altro.


Ad esempio, questo è un piccolo momento che ritaglio per l'ansia, per fare ad alta voce l'elenco delle paure, per dire che sono incapace e fra tre giorni smetterò di scrivere e non riuscirò bene in niente e dieci anni fa riuscivo a parlare con la gente mentre adesso non mi va più e dovrei accontentare tutti quelli che mi vogliono bene e poi anche me stessa. La vita vera sembra essersi curvata sulle linee giuste assottigliando così il nervosismo e lo spazio per il malumore. Ma questo momento lo devo ritagliare perché l'ansia, il nervosismo e il malumore sono stati per 31 anni un lato del carattere e allora come faccio, non ho più la cifra del mio comportamento.  
Sono felice e sotto la superficie ho paura e sotto la paura c'è l'ansia e sotto ancora più in profondità c'è il centro della Terra e nel nucleo forse un altro poco di felicità, e sono fatta così, non è che si possono saltare le parti nel mezzo.