giovedì 17 marzo 2016

Generi di conforto.

La questione in breve: un lungo periodo in cui ho solo bisogno di essere capita, abbracciata, pacchette sulle spalle, carezzine sulla testa, e giaccio del tutto incapace di capire, abbracciare, dare pacchette, fare carezzine.
Sono grande abbastanza per sapere che non può funzionare, che chi mi sta  di fronte vuole a sua volta di rimando la gloriosa combo affetto/amore/comprensione/compassione. Quindi siamo tutti in stallo. Cosa voglio io, cosa vuoi tu, cosa ti posso dare, meglio rimanere fermini ai nostri posti e fingere di fare birdwatching


Grazie agli dèi non solo le persone possono attaccare cerotti sul nostra personcina interiore, ma anche i film, le torte, gli oggetti acquistati compulsivamente, i libri. Evviva! Urrà! Libiamo! Loro non conoscono il significato del termine reciprocità!
Nel caso aveste bisogno, eccovi servito l'agile elenco di oggetti inanimati che mi hanno confortato/emozionato/fatto piangere le lacrime che mi avvelenavano, senza chiedermi nulla in cambio. No more abbraccini dati al vento! No more darsi a qualcuno e pentirsene! No more do ut des!
Oggi è la giornata in cui possiamo riabilitare i rapporti univoci senza vergognarci. Qualche volta non abbiamo la forza di ricambiare niente, nemmeno una stretta di mano: va così, pace. Non siamo per questo delle brutte persone.

Room è il film, tra quelli nominati agli Oscar che più mi è piaciutOPS, volevo dire dilaniato. Piangete fieri e abbiate paura del mondo mentre pregate che il cassone di un pickup sia grande abbastanza per srotolarci un tappeto.

I diari di Sylvia Plath possono sul serio essere di un qualche conforto per chicchessia su un sentimento a caso? La mia risposta è sì. Siamo tutti sia deboli che forti che le sfumature in mezzo e proprio lei può insegnarti che il forno non rappresenta l'unica via.

Quaderni Giapponesi dilata il tempo entro cui è socialmente accettato rimanere fermi a fissare un disegno.

Una foto pubblicata da Marianna (@cosechenonesistono) in data:



- Questo brano.



- La copia economica dei massaggiatori viso costosi.

- Il tè che compro qui e voi comprerete altrove nelle vostre città. Il concetto è il tè con il calore che, generoso, ti concede senza remore, mentre tu hai le mani gelate come gli halibut di Groenlandia e gli rispondi concedendogli disagio.

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5 commenti:

  1. Ma D-Mail è affidabile?! (Come vedi la mia prima riga è rappresentativa di quanto io abbia sentito il tuo post).

    Per il resto ti voglio bene assai.

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    1. Affidabile nelle spedizioni non so, io l'ho preso in negozio. Quell'aggeggio è carinissimo e ti fa la pelle bella.

      (Assai assai pure io.)

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  2. I miei abbracci, le mie pacche sulla schiena, sono i telefilm con cui al momento mi drogo. Prendo da loro e in cambio do poco, se non riconoscenza e teorie strampalate.

    (Vi voglio bene anch'io)

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  3. ...cioccolato e telefilm...
    ...estathe e j.k.rowling...
    ecco i miei immensi abbracci, altroché pacchette sulle spalle

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  4. Io ad esempio mi faccio consolare dai beni materiali

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