Dorate, si spera.

Guardare i fatti nell'insieme un po' mi atterrisce, perciò evito, ho sempre evitato. 
Scomporre invece il problema in piccole parti o, se non c'è il problema, scomporre la vita, di conseguenza le giornate, di conseguenza le ore, scomporre tutto e farne pezzetti gestibili, tessere di mosaico bizantino: dorate, si spera. Task da annotare in ordine sul quaderno a righe. Spuntarle una dopo l'altra, se possibile. 
Controllare il bottino raramente.
Questi periodi tutti passaggi e cambiamenti mi seccano molto e credo dipenda da questa incapacità di tracciare il quadro generale dell'esistenza. 


Che ve ne fate dei quadri generali? Non la sentite la fatica di spingerli dentro le giornate, e adattarli di continuo perché non sono della misura giusta? Beati voi. Io sull'agenda ho scritto della vaghe intenzioni per vivere meglio l'anno nuovo ma mi sono subito vergognata. Ci ho messo su del washi tape con dei gatti dall'aria severissima.

Ormai sono in ufficio.
Non fidatevi di quelli che si annoiano durante le feste. Divano. Plaid. Lucine. Cibo. Film. Dopo di questo viene direttamente il paradiso, teoria di angeli e santi, cori gospel di cherubini. Ripeto, non fidatevi. 
Tra le altre cose, mi hanno regalato il libro illustrato che volevo tantissimo che si è adattato alla perfezione con la visione della seconda stagione di The Knick.
A tal proposito: facciamo che tutte le serie durano 20 puntate e la chiudiamo lì. Breve e intenso. Difficile che in breve spazio qualcosa si sciupi.
Uh ecco, un traguardo a lungo termine: voglio diventare la regina dei fasci muscolari e del sistema arterioso, esperta di tutti quei S. Sebastiano squartati con le viscere in sezione.