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Visualizzazione dei post da 2016

Cominciare da qualche parte.

Il nostro giradischi si è rotto. Non era un oggetto di particolare qualità - era il nostro primo giradischi, ci è servito a riavvicinarci all'idea che la musica sia contenuta fisicamente in degli oggetti, come quando compravamo i cd -  ma è stato più che sufficiente per oltre due anni e ha fatto il suo lavoro egregiamente. Adesso dobbiamo comprarne uno nuovo e lo vogliamo di qualità un po' migliore. Allora ho iniziato a fare ricerche, capire le marche, i pezzi che ci vogliono, le fasce di prezzo. Sono finita su un forum di patiti dell'alta fedeltà. Leggo il thread di un signore che dice più o meno così:
Svuotando la soffitta con l'aiuto di mio nipote sedicenne, ho scovato un vecchissimo giradischi e il ragazzo ne è rimasto affascinato. Vorrei comprargliene uno con cui cominciare, in modo che capisca effettivamente se può piacergli, se vorrà comprare dischi, se si appassionerà. Ho visto che esistono quelli compatti con le casse integrate. So che non sono di grande qual…

Da una parte tutto e dall'altra niente.

Quando avevo tredici anni una mia amica mi mise in braccio il suo coniglio domestico: un affare caldissimo e lungo quanto lo spazio che andava tra la mia spalla e l'ombelico. Fece in tempo a respirarmi contro il seno solo una decina di secondi prima che lo restituissi di corsa alla padrona. L'altro giorno ho abbracciato una persona che era insieme felice e in preda al panico. Era quello che mi sentivo di fare ma ho anche dovuto farlo per evitare che mi guardasse in faccia. Indossavo una t-shirt sottile di cotone e veniva un calore inumano dalla sua parte, mentre io ero calda il solito. Il suo cuore mi batteva contro lo sterno, picchiava attraverso strati di vestiti contro la mia gabbia toracica, ma ero già lontana anni luce, seduta nell'angolino di un altro sistema solare a riflettere su di me e su tutto il materiale che quella felicità aveva dissotterrato. Questa persona mi ha tenuto stretta per lunghissimi secondi e io pensavo a un coniglio vecchio di quasi vent'ann…

La ricerca del cretino.

Non lo so se è fisiologico, voglio dire: che dopo un po' internet inizi a seccarti, che non ci trovi più le cose giuste, che diminuiscano quelle che ti piacciono, che i siti inizino a starti antipatici come le persone - perché i siti sono fatti da persone e quindi il ragionamento un poco fila. Allora finisci per leggere quelle tre o quattro cose scritte da quelle tre persone o quattro di cui ti fidi ancora, interagisci con quei cinque account che ti fanno sorridere o di cui hai conosciuto personalmente i pupari e il resto boh, è il rumore del frigorifero di notte.  Mi allontana soprattutto la ricerca del cretino che molti fanno in occasione di una morte o di una tragedia, ma a ben pensarci anche in occasione di cose belle o neutre tipo i concerti e i programmi alla televisione. Penso proprio che alcuni ci provino gusto a scovare quello che tuitta di non conoscere il morto, quello che dice la porcata durante il terremoto, quello che dice quanto siamo cretini in base a chi piangiam…

Filatelia.

Alle volte le cose che più mi piace fare mi estenuano. Desidero così ardentemente farle in ogni momento, ritaglio quindici minuti per potermici dedicare, se non mi ci dedico mi intristico e mi sento in colpa, ragiono sulla mia vita sul perché dovrebbe valere la pena lavorare o vivere se non c'è poi la forza o il tempo. Ecco come mi estenuano , le cose che più mi piace fare. Così alle volte mi arrendo perché, ehi, sono solo delle cose che mi piace fare, tipo un hobby, tipo la filatelia. Può piacerti da morire, ma non è necessario riempire faldoni di francobolli. Sei un piccolo animaletto felice quando giri per francobolli e ne trovi alcuni che cercavi e magari ci spendi pure parecchi soldi. Ma se non farlo ti avvelena le giornate, amen, allora ci metti una croce sopra. Niente più francobolli. Sono solo pezzetti di carta che ti piace infilare in buste di plastica. È vero, il lavoro o la vita ti sottraggono tempo, ma non è che puoi preferire i francobolli alla vita. Ecco come mi arr…

Gli auguri del compleanno.

Nel luglio di dieci anni fa io, mia mamma e mia sorella abbiamo fatto una specie di fuga rocambolesca per metterci in salvo. Ci siamo trascinate dietro i borsoni già pronti, pieni di vestiti per le vacanze, e ci siamo chiuse dietro la porta di casa. Non siamo più tornate. La pentola con l'acqua per la pasta bolliva ancora sui fornelli e rimase a bollire chi lo sa per quante ore. Fui io a mettermi al volante e a spingere fin giù l'acceleratore con le infradito ai piedi. Mi ricordo di aver corso follemente tipo Cary Grant ne Il sospetto di Hitchcock ma, in tutta onestà, possiamo dire che Cary Grant stesse effettivamente guidando a folle velocità ne Il sospetto di Hitchcock? Bisogna ammettere che è un poco difficile fare il Nürburgring tra piazza Nazionale e la rampa della tangenziale a Corso Malta, ma ci metterei la mano sul fuoco di aver corso più del vento quel giorno, allora forse è vero che la realtà non è che il nostro paesaggio interiore. Abbiamo masticato questo episodio…

Libri brutti.

Ho appena finito di leggere quello che ritengo un Libro Brutto. Ebbene, i Libri Brutti sono davvero importanti se vi piace scrivere, un po' meno se vi limitate a leggere, ma credo che anche in questo caso siano capaci di fornirvi un utile servizio. In un Libro Brutto possono essere condensati molte scritture che odiate, molti trucchetti che sgamate subito, oppure anche un solo trucchetto, un solo luogo comune che senza vergogna si ripete per centinaia di pagine, una sola attitudine che vi fa girare gli occhi all'indietro e parlare aramaico alla rovescia. L'ambientazione vi sembra pretestuosa, nessuno dei sentimenti descritti l'avreste mai descritto così e, se non avete mai scritto, nessuno dei sentimenti descritti vi si mostra come in un'epifania: non piangete mai, non sorridete mai, non pensate questo è quello che ho sempre provato ma solo questo tizio l'ha saputo mettere per iscritto. Io ho pianto leggendo quello che DFW scriveva della timidezza che è una ca…

Tag.

Avevamo una lunghissima Lancia beige che mio padre teneva in garage quando ancora abitavamo nella torbida provincia napoletana. Sulla strada di casa doveva sterzare e percorrere una discesa scura per infilarsi sottoterra e, nello spazio di questa manovra, le chiavi appese nell'accensione facevano sempre lo stesso rumore, sempre la stessa sospensione dei tintinnii immediatamente precedenti, poi due secondi di silenzio e un'oscillazione più lenta ma costante, che si interrompeva solo quando papà parcheggiava e spegneva il motore. In ogni viaggio di ritorno mi addormentavo sul sedile posteriore e quel cambiamento di ritmo mi svegliava puntuale per fornirmi le coordinate del momento: la strada è finita, siamo arrivati a casa, tutto procede come previsto, all quiet on the western front. Anche adesso mi pare che suoni e rumori - persino alcune composizioni più articolate - agiscano alla stessa maniera delle chiavi della Lancia: il punto non è se mi emozionino, mi spaventino o mi ri…

La ricerca del significato.

Ci faccio sempre caso quando mi sposto dalla musica straniera a quella italiana, dal romanzo tradotto al romanzo italiano, dal film americano a quello italiano perché vuol dire che ho bisogno di un significato che mi arrivi diretto, senza codici, melodie, schemi culturali che sono sì parenti, ma comunque acquisiti. Allora basta New York, Parigi, North Dakota, Yorkshire, il banjo, la Scozia, il college, À bout le souffle. Sarà l'afa che ovatta i nervi, il cervello: pare che in questi posti ci metta un'infinità ad arrivare e poi, una volta lì, sono sorda e non sento niente.  Questo è il momento in cui devo rimanere a casa, parlare dialetto e tornare a capire. Mi piace pensare che sia parte di un percorso - a dir la verità non è che mi piace: è che spesso è stato così, parte di un percorso. 

Se alle 10 di sera hai voglia di salmone affumicato, esci a vai a comprarlo.

Mi limito a infilare le scarpe da ginnastica e rimango vestita come sto, con la felpa da casa e senza reggiseno, però ho la decenza di buttarmi addosso il parka e così andiamo al Carrefour aperto tutta la notte. Sono struccata, con i capelli crespi per il casco, il vento caldo preso in Vespa mi è entrato in bocca e negli occhi e mi fa lacrimare polline. Mi sento bellissima mentre spendiamo 20 euro perlopiù in gelato e salmone, e torniamo a casa senza una sola preoccupazione al mondo - qualcuna, ma lontanissima - perché siamo nel momento della nostra vita in cui, di una cosa, decidiamo semplicemente se è adatta a noi o no, se ci va di farla o no, se l'accettiamo o la rifiutiamo. Non è come avere genitori permissivi. Non mi viene concessa nessuna libertà di azione: agisco se allungo la mano, qualsiasi movimento è la conseguenza di una volontà compatta che proviene solo da me. Non ho avuto modo di rendermene conto fino a 31 anni ma tant'è, non c'è da ragionare sui motivi o f…

Un film con Wesley Snipes ambientato a Bucarest.

Ho notato che alcune persone si mettono sulla difensiva appena apro bocca, succede molto di frequente negli ultimi tempi, come se percepissero una minaccia o un giudizio provenire dalle mie parti. Questo può certamente accadere, ma se siamo arrivati qui non è importante: vedo che si ritraggono e il cervello mi è già esploso: sto già pensando ai messaggi che lancio, ci sto già rimanendo male perché non vorrei sembrare aggressiva se non in casi molto specifici e sotto stretta sorveglianza, sto già pensando a come rimediare a questo ascesso di aggressività - e a questo punto sto già ridendo per dissimulare, per dire Vedi come sono totalmente non aggressiva? Vedi come rido dell'ultima frase che hai pronunciato? Vedi come sono a mio agio con l'autoironia, come rimedio brillantemente? 

Tutte quelle sullo zen sono molto sagge, ma si tratta comunque di grandi stronzate che richiedono uno sforzo cane. Quelli zen riescono a concentrarsi solo su se stessi ma non credo di avere la sicure…

Questo è un momento che ritaglio per l'ansia.

Sono esattamente come tutti gli altri, quelli che per iniziare la palestra devono comprarsi le Nike da un quarto di milione di euro, per fare yoga scovano il tappetino ingegneristico che viene dall'Australia, per cuocere una torta di mele aspettano di possedere la teglia norvegese con i i cervi in rilievo e per bere il tè si fanno arrivare il matcha dal Giappone.  Mi sono rimessa a scrivere ma solo perché ho preso un portatile nuovo e prego gli dei vecchi e nuovi che starò ancora scrivendo fra tre mesi, perché la vita mi ha sorriso sempre un po' più forte quando ho buttato il sangue e gli occhi sullo schermo, ma non lo so non lo so, è difficilissimo fare tutte le cose che alle persone adulte si richiede di fare, figuriamoci inserirci in mezzo cose che non interessano a nessuno tranne che a te. C'è uno smottamento di vita vera che ti corre dietro e occupa tutto lo spazio che c'è e non ce ne rimane per nient'altro.

Ad esempio, questo è un piccolo momento che ritagli…

Generi di conforto.

La questione in breve: un lungo periodo in cui ho solo bisogno di essere capita, abbracciata, pacchette sulle spalle, carezzine sulla testa, e giaccio del tutto incapace di capire, abbracciare, dare pacchette, fare carezzine. Sono grande abbastanza per sapere che non può funzionare, che chi mi sta  di fronte vuole a sua volta di rimando la gloriosa combo affetto/amore/comprensione/compassione. Quindi siamo tutti in stallo. Cosa voglio io, cosa vuoi tu, cosa ti posso dare, meglio rimanere fermini ai nostri posti e fingere di fare birdwatching

Grazie agli dèi non solo le persone possono attaccare cerotti sul nostra personcina interiore, ma anche i film, le torte, gli oggetti acquistati compulsivamente, i libri. Evviva! Urrà! Libiamo! Loro non conoscono il significato del termine reciprocità!
Nel caso aveste bisogno, eccovi servito l'agile elenco di oggetti inanimati che mi hanno confortato/emozionato/fatto piangere le lacrime che mi avvelenavano, senza chiedermi nulla in cambio. N…

Perché continuiamo a parlare di Notting Hill?

O di 500 days of Summer? O di Pretty woman? O di Bridget Jones? O di La verità è che non gli piaci abbastanza? O comunque di quelle commediole romantiche decenti, passabili, o persino carine che possono costituire un piacevole momento di intrattenimento se vi incappiamo una sera in cui non abbiamo altro da fare? Non sono appassionata di commedie romantiche. Forse perché si tratta di un genere che nella sua forma più moderna mi è parso sclerotizzarsi a una velocità spaventosa.
Modello #1 - Il litigio che non emoziona nessuno Dopo vicende personali tristoline Lui e Lei si incontrano e si amano. Uno dei due però nasconde qualcosa e quando l'altro lo scopre si allontana. LA TENSIONE DRAMMATICA DURA SETTE MINUTI poi il colpevole corre all'aeroporto e si confessa a cuore aperto. Ricongiungimento.
Modello #2 - La scalata al successo che non emoziona nessuno Una Lei o un Lui emarginati per bruttezza/condizione familiare/sociale/secchionaggine vengono notati da una Lei o un Lui in un al…

Scarabocchi geometrici tristi sul margine del foglio.

Sto provando a compilare una lista di racconti da far leggere ad alcune persone. Non raccolte di racconti, ma proprio singoli racconti da somministrare come piccole dosi di veleno a queste persone che muoiono dolorosamente quando se ne trovano davanti troppi e tutti insieme.



Direte voi, Che bisogno c'è che si abituino a una cosa che non gli va giù?Non possono campare liberamente?  Ehm, no. In questo momento della mia vita l'assenza di amore per i racconti mi turba, e io sono una di quelle che sulle cose importanti non ti lascia in pace. Tutto quello che faccio di bello, o vedo di bello, o leggo di bello voglio rifarlo e rivederlo in compagnia, rileggerlo e farlo leggere e parlarne la sera a cena o per telefono. Credo che sia l'unica relazione sociale di cui ho necessità. Non ho bisogno di uscire a far casino, di far sapere come sto o sapere come stai, di pranzare periodicamente insieme, di fare telefonate o visite di cortesia, di conoscere in totale più di sette persone a…

Dorate, si spera.

Guardare i fatti nell'insieme un po' mi atterrisce, perciò evito, ho sempre evitato.  Scomporre invece il problema in piccole parti o, se non c'è il problema, scomporre la vita, di conseguenza le giornate, di conseguenza le ore, scomporre tutto e farne pezzetti gestibili, tessere di mosaico bizantino: dorate, si spera. Task da annotare in ordine sul quaderno a righe. Spuntarle una dopo l'altra, se possibile.  Controllare il bottino raramente. Questi periodi tutti passaggi e cambiamenti mi seccano molto e credo dipenda da questa incapacità di tracciare il quadro generale dell'esistenza. 

Che ve ne fate dei quadri generali? Non la sentite la fatica di spingerli dentro le giornate, e adattarli di continuo perché non sono della misura giusta? Beati voi. Io sull'agenda ho scritto della vaghe intenzioni per vivere meglio l'anno nuovo ma mi sono subito vergognata. Ci ho messo su del washi tape con dei gatti dall'aria severissima.
Ormai sono in ufficio. Non fi…