venerdì 20 novembre 2015

Quando nei negozi le slitte iniziano a scampanellare, e tu vuoi un libro illustrato.

Ieri ho sentito nettamente nel mio cuore una scintilla di spirito natalizio.
Ho smesso da anni i panni della Christmas-nazi, circondata da gente che si sarebbe versata i tortellini in brodo bollenti sulle gambe piuttosto che cenare alla stessa tavola con la propria famiglia. Adesso m'è un po' passata perché con l'età della ragione inizi a capire il vero senso delle cose: butti via il superfluo e inviti gli altri a farlo. Non sto parlando del metodo del riordino di Marie Kondo (dalla regia mi dicono che dialoghi con le mutande prima di riporle nei cassetti), ma di buttare via le persone che hanno rovinato le tradizioni e tenere le persone non hanno fatto niente di male, in modo da creare nuove tradizioni insieme.
Perciò, viva il Natale tranquillo e no-stress. Natale il cazzo che vi pare, e Pasqua pure, e perché no tutto l'anno.
Ero fuori da Feltrinelli con mia madre, mangiavamo un trancio di pizza prima di entrare, e ho sentito la scintilla, le renne, il camino di cui non ho bisogno perché a qui è ancora primavera. Il camino metaforico nel mio cuore metaforico rivestito di lana grigia grezza come una strepitosa decorazione svedese per interni.
Comunque.
Siamo entrate in libreria, nello stereo erano tutti festanti: scampanellavano senza sosta. I libri erano perfetti, le persone educate, io e Madre vestite benissimo e con una lunga pausa pranzo davanti. Sono stata molto felice per due ore.
C'era una sezione Taschen  di cui ho desiderato ogni volume. Ogni inutile volume tipo: il corpo umano, le zozzerie, i disegni di Leonardo da Vinci, le curiosità della natura con pagine e pagine di conchiglie e armadilli.


I libri illustrati sono una grande invenzione e, anzi, credo di non averne abbastanza. L'architetto ne è pieno perché Taschen vuole più bene agli architetti, e io pure, quindi siamo zeppi di Wiener Werkstatte, albergi tedeschi e le mille più belle sedie mai disegnate.
Voglio ci sia spazio anche per me, per i miei cervelli in sezione, per le penetrazioni acrobatiche a ritmo di grand jetè, per le ottomila specie di pipistrelli esistenti. In realtà, mi sembra più ragionevole che ci siano migliaia di pipistrelli diversi piuttosto che migliaia di sedie.


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2 commenti:

  1. Hai detto Taschen e hai detto felicità.

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  2. Il Natale passato con chi vuoi tu è un'altra storia. E' un pranzo come gli altri solo che ci si fanno gli auguri e mangia come porci.
    Poi c'è chi gioca a carte e chi vince si fa un cicchetto. (Questi siamo noi).

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