mercoledì 9 settembre 2015

(not) Too much drama.

Vorrei che quest'attitudine da santona budddhista durasse almeno fino a Natale. Non so cosa mi abbia lasciato una - del tutto immotivata - pace dello spirito: sento che la non violenza è l'unica via. Ho drasticamente abbassato i decibel, non gambizzo il capo e i colleghi, non azzanno più alla carotide al minimo stimolo, reagisco all'ambiente lavorativo come sotto Lexotan: niente di tutto questo mi riguarda davvero.
Il risultato è che non ho più il reflusso gastrico.



No more drama.

Cose belle. Niente piagnistei, niente speranze recise come margherite di campo, niente pipponi intergalattici.

Alcune cose che ho visto.
Hannibal.    
Alla terza stagione Hannibal si conclude per ascolti scarsini. Se non vi eravate accorti della sua esistenza: moltomolto male.



Avrebbe meritato il triplo degli spettatori, questa sexy e un po' omoerotica versione delle storie del dott. Lecter. Grazie a dio il finale è stato epico - dopo una stagione che mi ha fatto a tratti ribrezzo - e quindi dico: che belle le cose che terminano in gloria e non si trascinano lente nel fango. La lista delle serie finite in merda fa il giro della Terra 5 volte.

A most wanted man.


 L'ultima interpretazione di Philip Seymour Hoffman fa venire i brividi, ma non è che le altre siano mai state meno. Però dobbiamo dire che l'ultima è stata da brividi per via di, vabè, lo sapete. Ancora piango.
Era uno di quelli che recitava e non te ne accorgevi: così estremamente sotto le righe, nessuna faccia, nessuna smorfia. Nel film Willem Dafoe sembra uno del catering trovatosi lì per caso.

Ascolto sempre la stessa musica.
Il fatto di essere una grandissima pippa in fatto di musica a volte mi disturba. Quindici anni fa ho capito cosa mi piaceva e non ho cambiato quasi più. Quando voglio fare un bagno di nostalgia e di umilità, ascolto playlist come questa che vi riporto sotto, per ricordarmi che adesso vado nei negozi di vinili ma sono stata anche una cazzona.
If I was a rich girl na-na-na-na-na-na-na.



Questo per dire che cerco di aggiornarmi di tanto in tanto, ma con risultati pessimi. Sono un paio di settimane che provo con Ed Sheeran e Jack Savoretti ma no, ragazzi: l'ha già fatto Paolo Nutini e l'ha fatto meglio, quindi ascolto Paolo Nutini come ho sempre fatto, e rimango nella mia comfort zone musicale, e pace.

Leggere, scrivere, quella roba lì.
Sapete che inutile è una cosa a cui tengo molto. Fra poco ci saranno novità, cambiamenti, rimescolamenti, fuochi d'artificio: teneteci d'occhio e share the love.
Sempre in tema: qualche settimana fa ho scritto un racconto su minimaetmoralia. Magari ve l'eravate perso, ma ora non avete scampo. #SorryNotSorry.
Voi cosa state leggendo? Io Le benevole, quell'allegro tomone sul nazismo, gli ebrei e la banalità del male: scende giù che è un piacere, non me l'aspettavo. Mi desensibilizza rispetto alla realtà. Mi è venuto in mente dopo aver letto questo articolo sul Disturbo d'Ansia Generalizzato e aver ridimensionato il tutto - giacché qui né siamo affette dal disturbo, né ci piace pensare al genocidio per arrivare a fine giornata.
Però credo ci siamo capiti: apocalisse > ridimensionamento delle paure > santona buddhista.

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3 commenti:

  1. Spotify è il bene ed è il male. Ci trovi la tua infanzia (sì, ho la playlist delle canzoni dei cartoni animati), la tua adolescenza (Evancensce, Backstreet Boys...) e la tua maturità.
    Devo dire che grazie ad esso ho scoperto nuova musica, se sia più matura o più infantile non so dirti. Anch'io sono ignorante come la calia in questo ambito (come se negli altri brillassi come il sole, vabbeh.)
    Io sto leggendo Cime Tempestose. Non lo pensavo così figo.

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