mercoledì 30 settembre 2015

It's another B.

Con un certo ritardo ho visto - e finito di vedere - Better call Saul. Era da tempo che non mi interessava così tanto il destino di un personaggio on screen, o almeno: che mi interessava nella maniera in cui ti interessa il destino delle persone vere, perché siamo tutti d'accordo che Jon Snow non è una persona vera, come pure Will Graham o Vanessa Ives. Sicuramente Don Draper era una persona vera, come pure Walter White, ma il loro destino mi stava a cuore in una maniera perversa, come ti sta a cuore un esperimento psicologico: vuoi vedere dove arriva, quando si rompe, c'è una strana empatia ma maligna. 
La storia di Jimmy Mcgill invece è come certi romanzi o certi racconti: vicina quel tanto che basta per lasciarti a pezzi, e vuoi vedere come finisce ma hai paura che sarà l'ennesima altra mazzata sui denti. E' tutta umiliazioni e sorrisi tirati e calci in culo.




Verso la terza o quarta puntata ho detto ad alta voce Ma quante ne potrà sopportare ancora? Non so mica se ce la faccio e mia sorella ha detto che tutto quell'affannarsi le ricordava se stessa.
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2 commenti:

  1. e niente, io ancora nn l'ho vista. ma questa è forse la recensione migliore che ci ho letto intorno.

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