Passa ai contenuti principali

Siamo quelli scemi.

Mi ha fatto molto ridere questo articolo dell'Indipendent.
Fay Weldon, (chi? L'autrice di She Devil) propone ai suoi colleghi di scrivere sempre due versioni dei propri romanzi.
La prima, che chiameremo L'Originaria, sarà ricca di cose prettamente libresche come le descrizioni, i flussi di coscienza, le velleità artistiche, la profondità psicologica - tutte qualità che si adattano bene alla carta.
La seconda, che chiameremo La Sorella Scema, sarà più semplice, veloce, più-azione-meno-pippe, fatta apposta per essere letta in digitale. Invita quindi i colleghi a non tirarsela troppo, ad abbandonare la propria "literary dignity", consapevole che lo smisurato ego proprio di ogni scrittore gli impedirà di scrivere una versione così-così del proprio capolavoro.
Mi ha fatto molto ridere l'idea, poiché presuppone che l'uso di una tecnologia ci renda più scemi.
Di conseguenza afferma che se leggiamo in treno siamo meno attenti e se non vogliamo trasportare in borsa tomi di mille pagine siamo più svogliati, impermeabili alla comprensione.
La specifica tecnologia dell'e-reader, rendendoci in alcuni casi la vita più semplice, rende più semplice la nostra mente e quindi sarebbe il caso di adattare il contenuto riscrivendolo for dummies.

Uau.

E' molto interessante anche la constatazione che "writers can’t expect the same version of their book to serve both markets", cioè che l'utilizzo di una tecnologia determini la creazione, non solo di due target differenti, ma di due prodotti differenti. Chi ha tempo e modo di leggere sul divano - non so, un pensionato - è naturalmente predisposto a leggere Proust o Virginia Woolf. Il pendolare si beccherebbe la Kinsella ma da oggi, grazie a Mrs. Weldon, si beccherà il Proust scemo.
Quello dove si parla di meno e si scopa di più.

A cosa si deve il profumo della carta?
E' desolante stare ancora a ragionare su un mezzo, un semplice strumento come l'e-reader, ancora a ragionare sul profumo della carta, quando l'unica cosa che davvero dovrebbe importarci è trovare la maniera di far entrare nella nostra testolina qualche brandello di bellezza, fosse anche utilizzando la cura Ludovico Van.

Il 2014 è stato un anno importante per la mia esperienza di fruizione della musica. Ho scaricato Spotify su ogni dispositivo in mio possesso e ho ricevuto in regalo per il mio compleanno un giradischi e dei vinili. Le due cose sembrano ovviamente in contraddizione e ovviamente non lo sono, giacché ho il diritto di ascoltare i Pink Floyd tanto in autobus quanto sul divano con un bicchiere di vino tra le mani e sentire che posseggo i Pink Floyd, che sono fisicamente miei attraverso quei dischi nerissimi. La tecnologia mi permette di fare entrambe le cose e sarebbe stupido non approfittarne.
Non è che divento più scema in autobus.
Non è che in autobus divento fan di Moreno.
Certo possiamo discutere della qualità del suono, della potenza dei bassi, della necessità dell'acquisto di un paio di cuffie Bose - e di nient'altro, non so un cazzo di musica. Però so che Spotify non mi rende un'ascoltatrice più scadente, non ha una sua tech-anima compromessa per colpa della quale gli spettano prodotti pensati compromessi dalla nascita - tipo canzoni che abbiano l'unico merito di superare i decibel del traffico cittadino alle 9 del mattino, adattandosi quindi perfettamente alle condizioni di utilizzo di Spotify stesso. Spotify è solo uno strumento così come la sega circolare: ci posso tagliare pezzi di legno o arti umani.

Allo stesso modo potremmo dire che la tv è la cugina scema del cinematografo, quindi ci puoi guardare in loop soltanto le vecchie puntate de La sai l'ultima? e vaffanculo Breaking Bad o True Detective o Mad men.

Uau. A grandi passi verso la conquista del futuro parlando del nulla.

Sto leggendo Moby Dick. Ho il bel librone di carta in ufficio, leggo nelle due ore di pausa pranzo e lo lascio lì la sera. A casa ho la versione digitale, proprio la stessa identica tradotta da Pavese: sto più comoda a leggere con l'e-reader a letto, non pesa niente. Sapete com'è nel letto, ci si rannicchia, le braccia si stancano, posizioni fantasiose con il pigiamone di pile, il libro pesante che ti cade in faccia.
Ecco, se fosse per Fey Weldon io la mattina leggerei di una baleniera, e la sera di un uomo che va a comprarsi i bastoncini Findus.

Fonte

Post popolari in questo blog

Alcune cose che potrebbero interessarvi ma, molto più probabilmente, no.

Salerno #2
Quando questo inverno sono andata con l'Architetto a Salerno per una due giorni su due ruote, non sapevamo che sarebbero stati due giorni sotto la pioggia e nel vento polare artico.
Non avevo ancora iniziato a vedere Game of Thrones, quindi non potevo sapere che gli Stark parlavano di Salerno dicendo "winter is coming". Se ne dedusse che Salerno è più fredda del capoluogo di regione.
Ebbene oggi, dopo una due giorni su due ruote, deduciamo che Salerno è anche più calda del capoluogo di regione.
A Salerno sono degli sboroni.
The fucking summer is here.




Io i capelli li lavo con un Chianti del '71.
Ovviamente Salerno significa Lush, che significa fior fior di euro gettati sull'altare della Dea Bellezza, che significa farsi fottere da commesse troppo gentili.
Io ero andata preparata, pronta ad uccidere.
Nessun "voglio dare un'occhiata".
Nessun "non mi serve niente di preciso".
Entro, saluto, CHIEDO quello che mi serve (per le curioso…

Il compleanno del maschio: guida alla sopravvivenza.

Temuto come un attacco di ridarella durante la santa messa, arriva il compleanno dell'Architetto.
O della vostra metà che fa qualsiasi altro onorato mestiere.
Non dite che non vi sale un brivido lungo la schiena, perché non vi crederò. Il compleanno di una persona amata è un momento bellissimo perché potete dimostrargli quanto gli volete bene, attraverso la cura e l'attenzione nella scelta del pensiero per quel giorno speciale.

STRONZATE.
Queste cose lasciatele dire alle decerebrate che insegnano bon ton su real time.
Fare regali a un uomo è difficile, amiche mie. E quanto più lo amate questo uomo, tanto più sarà difficile. E da quanto più tempo starete insieme, a quest'uomo, tanto più sarà difficile.
Maschi che leggete: osate forse dire che fare un regalo a una donzella sia complicato? Lo confermate pubblicamente, davanti alla giuria?
MI OPPONGO VOSTRO ONORE.
Trucchi, gioielli, bigiotteria, smalti. Trucchi rosa, gioielli rosa, bigiotteria rosa, smalti rosa. Rose. Rose ros…

Cinedomeniche vol. XI - Maggio.

Tutti a lamentarvi di questo mese climaticamente pazzerello.
L'avete chiamato in tutti i modi, umiliandolo con neologismi quali maggembre, signori miei.
MAGGEMBRE.
Non vi vergognate? NO, dato che avete partorito anche GIUGNAIO. Meritate 40 frustate. Imparate dai francesi, che sapevano inventare calendari meglio di voi.
Perdonatemi, ma non capite niente. Anche se sono costretta a un abbigliamento inadeguato (ora indosso t-shirt di cotone, cardigan di lana, pantalone di lino, calzini e infradito) sono felice perché ho goduto di un altro mese sul divano con la copertina. E come si guardano film con la copertina, non si guardano senza.
Se c'è bisogno che ve lo spieghi, non so più cosa pensare.