I buoni consigli e il cattivo esempio.

Sabato pomeriggio sono entrata da Sephora e ho speso 53 euro. 
Ho preso un pennello, la Tangle Teezer, una matita occhi e una per le sopracciglia. 
Il bello è che non avevo i 3 euro in moneta da mettere accanto alla banconota da 50, così ci ho messo un'altra banconota da 50. 
In altri tempi questa cosa - l'acquisto in sé, ma anche la questione delle monete - mi avrebbe fatto andare al reparto psichiatrico perché il tutto potrebbe ritenersi leggermente costoso e poi si sa che, una volta che hai cambiato i soldi interi, il resto esplode come una gigantesca supernova e non te lo ritrovi più.
Invece sabato sono uscita dal negozio tutta fiera pensando che quel pennello lo desideravo da tipo 3 anni, ed è un peccato struggersi d'amore per un pennello da trucco che costa diciotto euro e cinquanta, forse è un peccato struggersi d'amore per tutto quello su cui è apposto un cartellino col prezzo.
Se siete femmine, le vostre madri vi avranno probabilmente cresciute come la mia: dicendovi di cercare prima di ogni altra cosa non l'amore, non i soldi, non il successo ma l'indipendenza economica, perché ci sono una serie di sfortunati eventi pronti a colpire le tranquille esistenze delle donne e, se colpissero, sarebbe meglio farsi trovare preparate, vale a dire nella condizione di poter pagare gli avvocati, i medici, i consulenti, le baby sitter, le dame di compagnia, il cibo per gatti.
La verità è che si tratta davvero di un ottimo consiglio, presumo proprio perché esce dalla bocca di una donna che non ce l'ha fatta a seguirlo. Un'altra verità è che quando esco da Mac con un rossetto che costa 20 euro, non sto mai soltanto uscendo da Mac con un rossetto che costa 20 euro.