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Visualizzazione dei post da 2015

We live in a kingdom of bullshit.

Ho rimuginato un po' sulla sicurezza delle mie password e sul mio source code.  Da bambina avevo staccato gli adesivi di Christian Slater dalla copertina del Cioè e li avevo messi nel diario, col corredo classico di cuori trafitti e tremolanti. Ma perché da piccola conoscevo Christian Slater? Che ha fatto oltre Intervista col vampiro? Fra poco andrò a gugolare, ma adesso sarò onesta: me ne sono dimenticata. Eppure stava lì nel diario. Mr. Robot mi è piaciuto. Elliot è un sociopatico che finalmente sta zitto, non come quelli della tivvù che più hanno problemi a stare tra la gente più parlano e sono brillanti. Voglio dire, sono approcci ugualmente legittimi, ma questo ad oggi mi pare più raro e lo percepisco come più sincero. Mr. Robot non mi è piaciuto. Dopo Dexter trovo intollerabile qualsiasi personaggio che parli tra sé e sé. Quando parlate con voi stessi fate gli spiegoni? Non credo.Nessuno parla davvero con se stesso. Voglio dire, nessuno dialoga.  Mr. Robot mi è piaciuto e non …

I'd like to buy the world a Coke.

Non mi importa più molto di essere puntuale. Credo di averlo già scritto da qualche parte: ho scoperto che mi piace guardare una serie o un film quando tutti gli altri hanno smesso di farci casino intorno.  Tra qualche ora andrò a vedere Inside out (probabilmente domani sarà fuori programmazione) e soltanto ieri sera ho visto il finale di Mad men. Ho vissuto mesi ignorando completamente quello che dicevate riguardo alla Coca-Cola, l'Om, e i pianti che Don non s'è mai fatto in sette stagioni, e la scena a Bonneville - come se Mad men non fosse tutto un quadro di Vettriano in movimento. E' liberatorio decidere di mettersi in disparte, non stare volontariamente sul pezzo, scegliere il momento più adatto per interessarsi. Niente ansia da prestazione social, niente di intelligente da dire prima che lo dicano gli altri. E' un delirio sportivo quello di voler fare tutti la stessa cosa, nello stesso momento, anche se con lo sport ancora mi capita. Sa provocare una bizzarra ma…

It's another B.

Con un certo ritardo ho visto - e finito di vedere - Better call Saul. Era da tempo che non mi interessava così tanto il destino di un personaggio on screen, o almeno: che mi interessava nella maniera in cui ti interessa il destino delle persone vere, perché siamo tutti d'accordo che Jon Snow non è una persona vera, come pure Will Graham o Vanessa Ives. Sicuramente Don Draper era una persona vera, come pure Walter White, ma il loro destino mi stava a cuore in una maniera perversa, come ti sta a cuore un esperimento psicologico: vuoi vedere dove arriva, quando si rompe, c'è una strana empatia ma maligna.  La storia di Jimmy Mcgill invece è come certi romanzi o certi racconti: vicina quel tanto che basta per lasciarti a pezzi, e vuoi vedere come finisce ma hai paura che sarà l'ennesima altra mazzata sui denti. E' tutta umiliazioni e sorrisi tirati e calci in culo.



Verso la terza o quarta puntata ho detto ad alta voce Ma quante ne potrà sopportare ancora? Non so mica se…

Cambia qualcosa nel finale.

Ho pensato che, in fondo, siamo grandi ottimisti, anche quelli di noi più cinici e scazzati, anche quelli che hanno visto tutto e hanno letto tutto, perché andiamo sempre fino in fondo e sopportiamo, come se ne dipendesse la vita, merda come la seconda stagione di True detective soltanto nella speranza che possa andare meglio verso la fine.
Da oggi assumerò questa come pietra di paragone, a favore di tutti quelli che mi diranno che sono negativa o penso sempre al peggio.
Io ho guardato la seconda stagione di True detective fino alla fine perché credevo potesse migliorare. Puoi dire che sono una sognatrice but I'm not the only one.


Da quando ho attivato la modalità santona buddhista la mia vita lavorativa ha visto un miglioramento spaventoso (no more sbranare i capi, no more picchiare tutti forte con un Devoto-Oli), ma la conseguenza è stata che mi sono ritrovata con la reattività di una medusa. Voglio solo dormire e dormire ancora un po' e giocare a Two dots sul telefono e poi…

La raccolta differenziata.

Sto leggendo racconti, solo racconti da mesi, perché ho i minuti contati. Alle 13 stacco, alle 13:30 ho finito di mangiare, 5 minuti di telefonata con l'Architetto o Madre, lettura. La sera troppo stanca. Non ho ancora capito se mi piace o no che la vita mi si offra in questa maniera - Prendimi così, non posso fare di meglio - ma forse non è qualcosa che mi debba piacere, è solo così, è la vita da adulta, baby, e ti attacchi al cazzo ti abitui.
Al di là di queste contingenze, le storie brevi stanno esercitando un potere calmante sul mio spirito ferito e sudato. L'idea che tutto quello che rimane fuori da un racconto non sia necessario è liberatoria, diosanto. Tra le potenzialmente infinite cose da dire se ne scelgono pochissime e si scarta il resto.


Viviamo così, vi va? Guardiamo alle cose come se non fossero necessarie. Sembra una cosa zen, in realtà vorrei che fosse piuttosto un esercizio di selezione, tipo la raccolta differenziata.
La selezione è una buona abitudine davve…

Il meno possibile.

Ho passato la pausa pranzo a pensare, perché non avevo con me un libro. Ho pensato ad alcune cose che dicono di me. 

Mi fa strano che alcuni si lascino sfuggire certe frasi che contengono giudizi forse molto netti, forse no, però insomma, intanto la frase è uscita fuori. E' anche strano che alcuni si scomodino in generale a dire qualcosa di me, perché ho molto lavorato nel corso degli anni per dare il meno fastidio possibile e farmi vedere il meno possibile e tutto il meno possibile. Mi hanno detto: "Se lavorassi con Tale Persona, te ne andresti dopo un solo giorno". Ecco, in che senso? Nel senso che non resisterei perché sono debole, o nel senso che non sopporterei il comportamento autoritario di Tale Persona - nota per il comportamento autoritario? Nel senso che io e Tale Persona genereremmo uno scontro titanico di personalità simili o di personalità agli antipodi? Sono rimasta lì senza chiedere in che senso? ma è quello che avrei sinceramente chiesto. Ma appunto, il-…

Fuori tempo massimo.

Vorrei che alcuni fenomeni fossero più precisamente scontornabili. Ad esempio: nel 1939 i mariti picchiavano le mogli e le minacciavano di morte. Era un fenomeno trasversalmente presente in tutte le classi sociali. Nel 1960 una legge ha reso illegale l'usanza. Alcuni recidivi furono incarcerati nei mesi immediatamente successivi alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e, sempre più sporadicamente, fino al '63, anno a partire dal quale non sono più noti episodi.
Ho come l'impressione che certe cose accadano fuori tempo massimo. Ad esempio: l'alcol ha fatto vedere al mio ragazzo qualcosa che non c'era. Mi ha trascinato via da un gruppo di amici maschi tirandomi per i capelli. Ad esempio: so che cambierà. Lo amo. Ad esempio: Lo amo anche dopo che mi ha messo le mani addosso quattro volte. Fuori tempo massimo intendo adesso, intendo a ragazze che hanno la mia età, lavorano, non devono pensare al corredo e a levarsi dalle palle dei genitori. Fuori tempo massimo int…

Breve discorso inutile sull'onomastico.

Nasce una bambina e probabilmente la chiami Melody o Chanelle o Natascia o Princess Consuela Bananahammock, ma è uguale anche se la chiami Maria o Giulia o Rita. Ho gugolato "onomastico" e sono capitata su un forum cattolico. Lì dicono che dare un nome a qualcuno significa inserirlo in una linea di continuità familiare e, contemporaneamente, sperare che riceva la protezione di una donna a cui migliaia di anni fa hanno amputato un seno.

Mia sorella si chiama come un lontana zia scema di mia madre. Scema significa che aveva qualche malattia che 70 anni fa non si era in grado di diagnosticare - mentale, fisica, forse era solo un po' strana e non aveva figli, questo contava moltissimo. Comunque era la zia scema che aveva il nome di una sovrana d'Inghilterra, nessuno l'andava mai a trovare perché nessuno sa parlare con le zie, figuriamoci con quelle strane. Non credo che mia mamma volesse inserire una neonata in una qualche tradizione familiare di disturbi cognitivi:…

Piccioni.

Mi sono svegliata stanca morta perché ho sognato tutta la notte certe cose normalissime.
C'erano le persone che incontro ogni giorno e facevamo le cose che facciamo più o meno tutti i giorni. C'era un piccione che saltellava davanti ai miei piedi alla maniera stupida dei piccioni.
Nel sogno pensavo Ma perché non sveltisce la pratica e vola via, invece di avanzare a passettini correndo il pericolo di prendere un calcio? e questo è quello che penso esattamente ogni volta che, da sveglia, vedo un piccione per strada comportarsi da idiota.
Non è questo il punto del sognare, credo.



Fingete un attacco di tosse e non rispondete.

Un pomeriggio avrei dovuto lavorare, invece stavo su Reddit a guardare le foto dei gattini e le gif degli skaters che si lanciano miserevolmente dai tetti. Quel pomeriggio incontro goldnx, un utente che pone questa domanda alla community di Reddit Books:

This may not sound right but can you guys teach me how to read?
Frequenta l'ultimo anno di liceo e non sa come iniziare a leggere. Ovviamente sa leggere, ma non sa leggere la letteratura, non è capace di appassionarsi e la cosa gli sembra strana poiché è un appassionato di film, anime, videogames ma di libri proprio no. Tante persone si godono un buon libro e a goldnx gli brucia.
Avevo una certa quantità di tempo libero, quel pomeriggio in cui avrei dovuto lavorare, così mi chiesi chi fosse questo goldnx che voleva a tutti costi leggere la letteratura, e perché avesse chiesto aiuto su Reddit. E poi perché sentisse il desiderio di fare una cosa che, ovvio, non gli veniva bene, quando sicuramente Assassin's Creed gli dava un sac…

Altered states.

Penso che non riusciamo ad andare veramente mai avanti perché attribuiamo nuclei di significato a oggetti di per sé insignificanti, così non ci rendiamo mai liberi, non facciamo quello che desideriamo, non parliamo di quello che vorremmo, non andiamo nei posti che ci vengono in mente, preferiamo piuttosto la strada lunga. Ci sono storie personali, solo mie, sul processo geologico di formazione delle montagne, sulla parmigiana di zucchine, sul guidare l'auto con le infradito, sul non dormire la notte, sul dormire la notte, sul fare sesso per dormire la notte. Ho attribuito un significato personale al 2006, al 2000, al 2001, al pulmino della scuola, all'ubriacarsi, al pranzo di Natale, al bucare una gomma, alla punteggiatura sul cellulare, alle panchine del lungomare, alle sedie sfondate, a un gioco su pc che si chiamava Zuma. Non può succedermi niente che non mi sia già successo, non posso possedere un oggetto che non sia già stato posseduto da altri o da me stessa prima, non…

I buoni consigli e il cattivo esempio.

Sabato pomeriggio sono entrata da Sephora e ho speso 53 euro.  Ho preso un pennello, la Tangle Teezer, una matita occhi e una per le sopracciglia.  Il bello è che non avevo i 3 euro in moneta da mettere accanto alla banconota da 50, così ci ho messo un'altra banconota da 50.  In altri tempi questa cosa - l'acquisto in sé, ma anche la questione delle monete - mi avrebbe fatto andare al reparto psichiatrico perché il tutto potrebbe ritenersi leggermente costoso e poi si sa che, una volta che hai cambiato i soldi interi, il resto esplode come una gigantesca supernova e non te lo ritrovi più.
Invece sabato sono uscita dal negozio tutta fiera pensando che quel pennello lo desideravo da tipo 3 anni, ed è un peccato struggersi d'amore per un pennello da trucco che costa diciotto euro e cinquanta, forse è un peccato struggersi d'amore per tutto quello su cui è apposto un cartellino col prezzo.
Se siete femmine, le vostre madri vi avranno probabilmente cresciute come la mia: d…

Siamo quelli scemi.

Mi ha fatto molto ridere questo articolo dell'Indipendent.
Fay Weldon, (chi? L'autrice di She Devil) propone ai suoi colleghi di scrivere sempre due versioni dei propri romanzi. La prima, che chiameremo L'Originaria, sarà ricca di cose prettamente libresche come le descrizioni, i flussi di coscienza, le velleità artistiche, la profondità psicologica - tutte qualità che si adattano bene alla carta. La seconda, che chiameremo La Sorella Scema, sarà più semplice, veloce, più-azione-meno-pippe, fatta apposta per essere letta in digitale. Invita quindi i colleghi a non tirarsela troppo, ad abbandonare la propria "literary dignity", consapevole che lo smisurato ego proprio di ogni scrittore gli impedirà di scrivere una versione così-così del proprio capolavoro. Mi ha fatto molto ridere l'idea, poiché presuppone che l'uso di una tecnologia ci renda più scemi. Di conseguenza afferma che se leggiamo in treno siamo meno attenti e se non vogliamo trasportare in bors…

Quattordici.

La situazione è questa. Gli anni diventano tanti e le parole per raccontarli diventano meno. Ho riletto quello che ho scritto in occasione del nostro anniversario l'anno scorso e l'anno prima. Manca un giorno ma la verità è che anche domani non avrò altro da aggiungere, o non saprò bene come farlo senza schizzare miele dappertutto - odio schizzare miele, se mi chiedete di cosa io abbia più paura vi rispondo che ho paura delle malattie e delle banalità al miele. Il succo è non far casini. Stare attenta. Guardarsi intorno. Curare la piante. Non far casini, concentrarsi, non far casini. Ho un grave deficit di accumulo di esperienza: non imparo. Ero bravissima a scuola e all'università, sui libri non mi batteva nessuno, capivo tutto velocemente. Ma adesso no, sbaglio sempre le stesse cose, sbatto sempre la testa contro lo stesso sportello, ancora non ho capito come si accendono i fornelli in cucina.  Non posso dar consigli a nessuno sulle delusioni d'amore o sui successi …

La marcha de tu reló.

C'è stato un periodo in cui ero andata più volte ai concerti che al cinema. Poi non sono più andata ai concerti e vedevo un film alla settimana. Prima ancora c'è stato un momento in cui non avevo baciato nessun ragazzo e pensavo non sarebbe successo mai ma poi c'è stato il periodo in cui la mattina facevo sempre l'amore e non andavo a scuola a imparare la letteratura e la geografia astronomica. C'è stato un pomeriggio in cui mi sono stesa sul letto della mia vecchia cameretta, e il letto era parallelo a quello di mia sorella, e quel pomeriggio era estate e la scuola era finita ed era tutto perfetto, ma io ero malinconica e ascoltavo una musicassetta. Poi quel momento è finito, insieme al momento in cui si vendevano le musicassette. C'è stato il momento in cui leggevo poi c'è stato quello in cui non leggevo e odiavo qualsiasi parola scritta, eppure continuavo ad andare in libreria, ad esempio stamattina sono andata in libreria e forse questo è il periodo in…