venerdì 31 ottobre 2014

Birthday sadness #26.

Avevo deciso di non comprendere in questo giochino le morti del 1984, perché ci tenevo che fosse un modo per ricordarsi cose allegre o idiote o cazzone o bellissime, e converrete che le morti non lo sono tanto. Però ci ho in parte ripensato perché se ci ricordiamo di una morte avvenuta 30 anni fa significa che quella vita deve aver prodotto qualcosa di più che passabile. Non siamo tipi da fare i sentimentali per nulla.

Questo per spiegare che il 31 ottobre del 1984 morì Eduardo de Filippo, e io non so mai bene cosa dire di Eduardo perché sono napoletana e non riesco a capire come  il suo lavoro possa essere percepito da una sensibilità non napoletana. A volte non riesco a capire nemmeno come si rapporti alla mia di sensibilità perché, al di là della qualità della scrittura teatrale - qualità con la Q maiuscola, ma anche le altre lettere maisucole - mi pare ci sia dell'altro e forse quest'altro lo vede solo un napoletano. Ma non ne sono sicura.
Ad esempio, mi piace tanto Ascanio Celestini, ma a un romano dice di più di quello che dice a me?
Ad esempio, mi piace tanto Marco Paolini, ma a un veneto dice di più di quello che dice a me?
O forse Celestini e Paolini sono nati nei tempi in cui si parla a tutti, e De Filippo no, a iniziato a parlare prima a noi e solo dopo a tutti gli altri. Non lo so. E comunque non ho questa grande cultura teatrale, non saprei formulare molti altri esempi.

Ieri sera mi sembrava la serata giusta, così ho messo su il dvd de Il berretto a sonagli che è di Pirandello, ma Eduardo l'adattò in napoletano. Alla fine, come faccio dopo ogni film, sono stata un'ora su wikipedia a leggere le biografie e vi assicuro che la vita sua - e dei fratelli e delle comparse e persino della terza moglie - sono meglio di molti romanzi che ho letto.
E poi comprò un teatro distrutto e lo rimise in piedi, ma che scherziamo?

Se googlate, Youtube vi restituirà una miriade di risultati, pezzettini di commedie, interviste, scene di film. Non mi fate scegliere.





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