martedì 23 settembre 2014

In mezzo ai maschi.

Non ho ancora imparato a camminare i mezzo ai gruppi di maschi, succede addirittura che attraversi per cambiare marciapiede, così perdo minuti e arrivo sempre tardi.
Prima sono andata al bar a prendere il caffè per tutti ed ero contenta perché per cinque minuti non sarei stata illuminata dai neon che mi fanno la pelle verde e mi seccano gli occhi.
Camminando riprendevo il mio colorito umano e sorridevo, poi un gruppo enorme di ragazzini che tornavano da una partita di calcetto - borsoni Legea, rossi in faccia - ha occupato il marciapiede. Ma io ero proprio a due passi dal bar, che senso avrebbe avuto attraversare? Così non l'ho fatto, ci sono passata in mezzo veloce e con la testa bassa e nessuno di loro mi ha degnato di uno sguardo. Ho quasi trent'anni e loro la metà, ma vincono sempre loro anche se non mi notano, anche se sono piccoli, vincono sempre perché mi sono buttata nel bar con il sollievo che se fosse stato un rifugio antinucleare durante una guerra termonucletcetc e se non mi hanno notato oggi lo faranno poi.


La mattina durante il tragitto per raggiungere l'ufficio incontro esattamente tre gruppi di maschi: uno fuori alla macelleria (c'è il macellaio col camice insanguinato, due fattorini con le mucche in spalla), uno fuori al parrucchiere (le parrucchiere sono tutte nel negozio, i parrucchieri tutti fuori), uno davanti alla casupola del portiere del palazzo in cui lavoro (c'è il portiere, il figlio, il postino: la portiera dissolta nel nulla condominiale).
Mi guardano sempre, questi uomini aggregati, spesso smettono di parlare quando chiedo permesso, come se fossi una gran bellezza o una gran bruttezza o un gran disturbo, non so c'è qualcosa che mi sfugge, mi sfugge la caratteristica mia e loro, la motivazione, mi sfuggono le donne che cercano l'occhiata e la desiderano, mi sfuggono quelle che si fanno le foto soft porno e su instagram aspettano che i maschi commentino "ti verrei in faccia" per rispondere " ;) ".
E poi il portiere pare sempre divertito, ma che cazzo ride non lo so. Cosa hanno da ridere tutti, fatemi capire, non sono incazzata con i maschi - mi piacciono un sacco i maschi -, non giudico quelle che flirtano su Ig, perché flirto, e mi faccio fare i complimenti e mi faccio guardare ma solo da chi ha il permesso di farlo, e questo permesso gliel'ho dato io. Ma voglio capire, voglio capire perché ad alcune sta bene e ad altre no, perché certi lo fanno e certi no, perché fate paura lì riuniti sul marciapiede, perché mi viene da attraversare, perché c'è ancora quella frazione di secondo durante la quale penso di aver ricevuto i complimenti di uno che passa per qualcosa in cui mi sono veramente distinta, povera scema, e non per come porto il culo.
Voglio capire se è un problema mio o un problema vostro o se il problema non esiste. Ma non credo.
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6 commenti:

  1. Il problema esiste nella misura in cui tu gli dai importanza. Io non ho mai temuto gruppi di uomini che ho incontrato o incontro per strada. Anzi, ci passo appositamente davanti o in mezzo, proprio perché non voglio che siano un problema per me.
    Ovvio che non lo faccio se i tipi sono poco raccomandabili, ma se si tratta di gente comune sì. E non lo faccio per essere notata, anche perché non ci sarebbe nulla da notare se non uno schermo 32 pollici al posto del culo. E se qualcuno di loro commenta sono pronta a guardarlo male.

    Riguardo a quelle che si fanno le foto soft porno...beh, che dire? Poverelle, ché hanno bisogno di un'approvazione virtuale per sentirsi belle.

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  2. Capisco il ragionamento e capita anche a me ma di solito evito il marciapiede con ragazzi della mia età e non mi faccio problemi a passare (in mezzo, vicino, di lato, volando, facendo le capriole ecc.) in mezzo a uomini comuni. Però c'ha ragione MichiVolo se facciamo finta che quel problema non esiste e anzi lo eliminiamo tutto è ben presto risolto xD

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  3. A me succede con gli adolescenti. Maschi e femmine. Probabilmente perché sono stata un'adolescente sfigata e "mai all'altezza" e quindi, ancora, soffro la paura del giudizio. Mi faccio forza, di solito, però, e ci passo in mezzo cercando in me una fierezza che un solo loro sguardo distruggerebbe.

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  4. Sai che io invece mi sento più in difficoltà a passare in mezzo ad un gruppo di femmine?! Perchè sono sicura che loro giudicano. Noi donne giudichiamo dalla mattina alla sera e nel momento in cui un gruppo di donne vede un'altra donna passargli in mezzo non possono fare a meno di lanciare occhiate di sufficienza...e quelle io le odio!
    Mi sento molto più a mio agio in mezzo agli uomini, sinceramente, perché non credo che loro giudichino e se non sei quella gran bellezza (come me) e se sei vestita normale (come io mi vesto di solito) nemmeno si accorgono di te!

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