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Visualizzazione dei post da Luglio, 2014

Piccolo post che parte allegro e finisce in amaro sconforto.

Sarà che ho scritto una cosetta su Buffye mi è salita prepotente la voglia di riguardarmelo, sarà che mia Sorella mi sta facendo vedere su Fb le foto di tutti gli amici di scuola che non vedo da anni - e che sono diventati uguali ai loro genitori: orridi esseri imbolsiti, troppo truccati, troppo vissuti, mentre io sono questa fresca ventinovenne con la mente di una dodicenne nel corpo di una diciottenne -, sarà che ancora pochi giorni e iniziano le ferie e io e l'Architetto tornerermo a Parigi dopo quanto? otto anni? - lo sanno pure i sampietrini che hey! Torneremo a Parigi e finalmente potremo evitare di fare il giro turistico base!- non lo so, non so qual è il motivo, ma sono allegra andante. Ho un sacco di tv da recuperare - non riguarderò Buffy, ahimè - e ho visto belle cose come Hannibal che è una serie sexissima, non credo di avervelo mai detto. Ho letto Gli eroi imperfetti di Stefano Sgambati (Minimum fax) e secondo me è un libro sexissimo. Le cose sexy mi rendono molto fe…

Questo luglio.

Questo luglio sembra durare un anno intero, un anno che ho passato a lavorare per la prima volta in vita mia, che vergogna direbbe qualcuno, ti sei ricordata di incominciare a lavorare a quasi 30 anni, è difficile far passare per buona una cosa così, come la puoi mai giustificare? Domani fa un anno che ho iniziato a giocare a questo lavoro di cui non mi importa niente, anche se non sono sicura che del proprio lavoro debba importarsene davvero qualcosa. Se sei molto fortunato fai il lavoro dei tuoi sogni e ti diverti da morire, se sei mediamente fortunato fai un lavoro per ricevere in cambio dei soldi e comprarti le cose e i momenti che ti fanno felice. È la proporzione tra il tempo dedicato a una cosa e all'altra che, in una qualche maniera, ti fotte fortissimo, ma ci sono quelli sfortunati che in cambio hanno pochi soldi o quelli sfortunatissimi che hanno zero soldi quindi sono a un gradino discreto della scala, almeno secondo quanto mi dice la testa stasera. Quindi mi sento fot…

Io sono quella che vola.

O quella che cade in piscina.
O quella che sta per essere prelevata da un'astronave aliena.
O quella che è stata appena risputata dall'astronave aliena e si schianterà presto davanti a quel gruppetto lì.
In ogni caso è una bella foto e io sono quella che non tocca con i piedi per terra.
Quelli di inutile lo spiegano bene qui e per questo e per molte altre cose ci voglio assai bene.

Il quadro svedese come simbolo di felicità e il conseguente sforzo per appropriarmene.

Mi sono ricordata del quadro svedese, quell'attrezzo tutto riquadri appeso ai soffitti delle palestre delle scuole. La palestra della mia scuola sapeva della gomma che ricopriva il pavimento o delle canne che venivano fumate durante l'assemblea d'istituto, o del sudore dei quindicenni, o del profumo pesante delle professoresse poco sportive. Poi sulla parete in fondo c'era questo mostro di legno, liscio e lucidissimo, senza graffi, marziale se vogliamo, preciso di natura: risaltava per quanto era bello e fuori posto.
Noi il quadro svedese non l'abbiamo mai usato. 


La professoressa col profumo pesante era la nostra: si disegnava il contorno delle labbra con una matita marrone scuro e lasciava il resto in bianco. Veniva a scuola con le decorazioni di paillettes sui jeans, portava spesso i tacchi. I suoi esercizi mischiavano terapia di gruppo e riabilitazione motoria per invalidi gravi: una volta ci ordinò di correre per la palestra a occhi chiusi e, a quasi trent…