L'equipaggio della Nostromo.

Oh, beh, insomma. Rannicchiata sul letto alle 21:23 a chiedermi se questo sia un attacco di panico.
Non credo.
Ho solo qualche problema alla gola - che pare essersi ristretta - e alle narici - aride come i deserti arancioni e rocciosi nelle foto del National Geographic. Riarse e spaccate. È un problema di collegamenti, a bene vedere: naso - gola. Ci pensate mai che siamo un ammasso di tubi come la Nostromo di Alien, un groviglio che ti fotte perché lo xenomorfo sembra proprio un groviglio di tubi?
Ma cosa ne poteva sapere la Compagnia che ha progettato la nave cargo?
Okay, però intanto l'equipaggio della Nostromo - 
Dallas, Parker, Ash, Lambert, Brett, Kane - è schiattato per via di questa somiglianza.
Un ammasso di tubi, dicevo. Naso e gola - e orecchie, se aspiriamo a un minimo di accuratezza scientifica - sono dei tubi collegati. Eww.


Controllo su Wikipedia i sintomi dell'attacco di panico. Torno subito.

Allora.
Tremori fini o a grandi scosse
Dolore o fastidio al petto
Sudorazione
Sensazione di soffocamento
Respiro corto o sensazione di asfissia
Sensazioni di sbandamento, di instabilità, di svenimento
Palpitazioni o tachicardia
Paura di morire
Sensazioni di torpore o di formicolio
Paura di impazzire o di perdere il controllo
Nausea o disturbi addominali
Sensazioni di irrealtà, di stranezza, di distacco dall’ambiente
Vampate o brividi


Sensazione di soffocamento/Respiro corto: ce l'ho.
Paura di morire: spesso.
Sensazioni di irrealtà, di stranezza, di distacco dall’ambiente: quasi sempre.
Mi sembra pochino.
Ve l'avevo detto che non era un attacco di panico. Mia sorella a volte ce li ha e vi assicuro che non è in grado di elencare l'equipaggio della Nostromo senza googlare.

Senza googlare.

Meno male, eh. Non sono proprio la tipa tormentata, non mi piace soffrire o fingere di. Mia sorella - sempre lei - ci prova gusto a volte: tutti intorno a preoccuparsi, e portiamole dell'acqua, e diamole una tachipirina, e dove ti fa male, dovedove, e dopo un poco guarisce.
Io invece voglio essere sempre in salute a raccogliere i fiorelloni nei campi - bugia, odio i campi e gli insetti - e a sorridere al cielo - bugia - e ad amare il prossimo - terza bugia, salti il turno.
Ma avete capito il genere.
A me di stare male non frega un cazzo. Dallo psicoterapeuta ci mandate le vostre madri. A far parte della Grande Famiglia degli Attacchi di Panico non ci tengo manco per niente. Queste finezze ve le lascio volentieri. Io voglio solo leggere i miei libri e ascoltare la mia musica e fare l'amore e guardare i miei telefilm. Non ho bisogno di nessuna posa da benzodiazepine addicted.


A proposito.
È già capitato che mi sentissi così. Per la stanchezza, tipo, o perché penso troppo a come dovrei raccontare certe storie - basterebbe questo come prova del mio essere loser inside, altro che maledetta - oppure perché la vitamina B12 mi prende male, o perché il vento sulla Vespa mi då alla testa, tipo il Föhn di Phenomena, scombussolandomi i tubi.
Allora torno a casa e mia madre pronuncia la parolina magica.
Lexotan.
E poi subito dopo:
solo una goccia.
Ed è allora che io brandisco la scatola di Filtrofiore Bonomelli come uno scudo e mi faccio una camomilla doppia, liscia.
Mammamma, porca miseria: e se poi mi piace? E se dopo mi sento benissimo, anche meglio di prima? Proprio a me che non so ignorare la busta di taralli pugliesi riposta discretamente nell'armadio fino a che non è c o m p l e t a m e n t e  finita. Proprio a me? E se non posso farne a meno, poi? Non c'ho la stoffa per soffrire: se trovo la soluzione nessuno potrà mettersi in mezzo, altrimenti ne rimarrà soltanto uno e io sono la più carina quindi rimarrò io.
A questo punto è prassi che la goccia se la lasci cadere sulla lingua lei.
Io giro il cucchiaino nella camomilla, inizio a sbadigliare, le dico che avevo ragione, era una cazzata, il Lexotan, figuriamoci. E per fortuna che la camomilla l'ho preparata da sola, altrimenti potrei pensare che l'hai corretta - gesto delle virgolette con le dita - come Cary Grant ne Il sospetto, e tutti avrebbero il sospetto e nessuno la certezza della tua colpevolezza perché alla lampadina nel bicchiere - ehilà, guardate come sono ambiguo in ogni mio gesto! - non hai dato seguito. 
Cary Grant un cazzo, mammina.


Mi sarò innervosita per qualche insignificante particolare della giornata appena trascorsa.
Non sai campare, ora vai a dormire, dice mamma.
Non sai campare, ora vai a dormire, dice il coro.
Che belle vesti avete, dico io. Sembrate quel film di Woody Allen.
Vai a dormire, fa il coro, fuori dalla palle, c'è Eschilo in programma.