mercoledì 2 aprile 2014

Sam, get some sleep. You're very tired.*

Sono le 9:49 di un mercoledì di aprile e sto scrivendo un post con i Mogwai in sottofondo.
No, non sono stata licenziata (nessuno mi licenzia: al massimo me ne vado io).
Sono sola in ufficio fino a venerdì.


Ehm.
In realtà mi ha preso un po' male questa cosa. Se da un lato il livello di ignoranza e pazzia si è di colpo annullato, lasciando un sacco di spazio ai miei pensieri che dal cervello sono passati per le orecchie e si sono messi comodi in giro per la stanza, dall'altro sono sola in ufficio.
Solissima.
Ieri ho passato otto ore a leggere, interrotta di tanto in tanto da qualche telefonata a cui ho risposto in maniera molto sgarbata. Otto ore nella finzione ti fanno schifare moltissimo la realtà e, a lungo andare, ti fanno schifare moltissimo anche la finzione: davanti all'ennesima cazzata/cattiveria fatta da Lila Cerullo avrei strappato le pagine a morsi, se non fosse che leggevo dall'e-reader.
Il cinema, che pure mi ha aiutato a comportarmi (in)adeguatamente in ogni occasione della vita, questa volta ha fallito miseramente.
Ecco alcuni esempi di solitudine cinematografica da cui non voglio trarre ispirazione.

1.  Chuck Noland - Cast away


Cioè, io sono molto attaccata alle mie cose (per esempio alla mia Parker verde menta che non lascio mai in ufficio perché temo che me la rubino/perdano/diano in mano ai bambini per disegnare male) però non vorrei essere costretta a parlare con lei della morte del romanzo e di cazzate similari.

2. Norman Bates - Psycho



Sapete quanto voglia bene a Madre. Eppure non vorrei doverla impersonare per sentirmi meno sola. Non ho grandi skills recitative. Ché poi noi parliamo così spesso di film che non vorrei incappare in una solitaria discussione a due su Psycho con la quale genereremmo una lacerazione nello spazio-tempo, e poi Keanu Reeves, Matrix, il kung-fu, Fringe, Pacey. No.

3. Aron Ralston - 127 ore



Una libreria Billy dall'apparenza innocente che, quando sono distratta, mi frana addosso. Urlo disperata ma la mia voce si smorza tragicamente prima di arrivare all'orecchio di qualcuno. Tento di sgusciare via sfruttando le mie doti atletiche, ma il braccio è rimasto incastrato tra due faldoni (fatture 2012 e fatture 2013). 127 ore scorrono via, mentre decido il da farsi. Poi mi taglio il braccio con il tagliacarte. 
Svedesi dimmerda. 

4. Sam Bell - Moon  (*il titolo l'ho pescato da qua)


 

Avete presente quella sensazione di alienazione che tanto l'ufficio quanto la catena di montaggio sanno dare? Quante volte avete mormorato "Mi sembra di essere nato, cresciuto e vissuto in questo studio dimmerda"?
E se fosse davvero così?
Io sono qui sola e inizio la mia giornata ogni giorno e finisco per dimenticare cosa c'è fuori, perché fuori non c'è niente. Alla fine di ogni giornata (o se impazzisco, o mi impicco, o una libreria Billy mi cade addosso e mi uccide), c'è un'altra me pronta a sostituirmi. Forse sono già la terza o la quarta o la centoventunesima copia di me stessa. I Capi mi osservano da molto molto lontano. Credo siano a Roma per fare formazione, invece si sono stabiliti da anni alle Maldive. Sono il loro Tamagochi.


[ore 12:17. Ho ascoltato nell'ordine i Mogwai, poi i Perturbazione e ora David Bowie. Ci ho messo ore a scrivere, perché alcuni clienti hanno avuto il cattivo gusto di interrompermi e farmi compagnia]

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7 commenti:

  1. Ai miei bei tempi lavorativi, ho passato settimane sola in ufficio mentre loro erano dichiaratamente alle Maldive, a Cuba, a Dubai ecc..sono stati i momenti in cui si, avevo l' impressione di essere sempre nata e cresciuta li, in quell'ufficio senza finestre, dove la luce artificiale ti faceva dimenticare la luce del sole soprattutto a luglio e ad agosto quando uscendo dall'ufficio ne rimanevo accecata!! Credimi però durante quelle settimane io ho conosciuto cos'è la pace! :) a presto!

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  2. Quando si è soli in ufficio si acquisisce una consapevolezza di spazi e tempi che prima non si aveva o che per lo meno non si notava.
    Poi ci sono persone come te che non vengono depresse da questa cosa ma ne tirano fuori un post meraviglioso!

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  3. Ciao! Ti ho nominata nel mio post per una "sfida" di poesie, passa da me per saperne di più ^^
    http://pusherdisogniandati.blogspot.it/2014/04/quella-simpatica-racchia.html

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  4. Premio per te :-)

    http://wannabefiga.blogspot.it/2014/04/il-verbo-del-liebster.html

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  5. già ti avevo scritto facendoti i complimenti per il blog non vedo il commento pubblicato quindi mi ripeto. Complimenti per il blog. Sicuramente è ben scritto e originale. Fare qualcosa di diverso non è facile. Rispetto a tutti gli altri che fanno la solita solfa. Continua cosi. Ciao Ciao.

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    1. Ti ringrazio per le belle parole, davvero, grazie.
      Mi impegno molto per essere così stupida.

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  6. Al negozio è difficilissimo restare sola.
    Di solito leggo (quando non ci sono clienti) con titolare che mi parla in sottofondo. A volte riesco ad isolare ed ignorare la sua voce altre volte no e lo maledico.

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