martedì 25 febbraio 2014

Una specie di discorso sulla gentilezza.

Non voglio fare la scarpe a George Saunders perché non ne sarei capace e non mi si caga nessuno e, peraltro, non ho trovato quel suo discorso sulla gentilezza così inspirational come mi è sembrato pensassero tutti sull'internèt. Tipo: facciamone un poster e appendiamolo nelle scuole. Ecco, magari ci sono un altro milione di cose che aspettano in fila da secoli di assere sfoggiate nelle auele dei nostri giovani virgulti.
Ma sto divagando.
Come avrete notato dall'andazzo della mia settimana appena conclusa, penso sempre alla gentilezza ultimamente, e al fatto che sia una disposizione d'animo facilissima e gratuita. Più facile del pane, intendo. Non devo nemmeno mettermi dei jeans e andare nella panetteria sotto casa. Nemmeno quel minimo di sforzo, zero, nada.
Sono diventata una persona molto gentile e sono portata a credere che dipenda dalla vecchiaia. Ricordo benissimo che a 14 anni trovavo pesante l'adulto che si lamentava del suo milione di pseudo-torti subìti. Ero una ragazzina educatissima ma non possedevo questo tipo di sensibilità verso me stessa o gli altri. La gente poteva trattarmi un po' come gli pareva, io avevo altre cose a cui pensare, tipo baciarmi con l'Architetto in un vicolo.
Comunque.
Ero consapevolmente indifferente alla gentilezza degli altri verso di me, ecco cosa voglio farvi capire.
Poi forse crescendo si inizia ad assomigliare a quello che saremo, cioè gli anziani che guardano i cantieri lavorare o stare fermi.
Poi forse ho iniziato a fare questo lavoro in cui, tra le mille cose, rispondo al telefono, quasi aprendo in questo modo la porta al potenziale cliente.
Poi forse devo sentire quel senso di gratuità rispetto qualcosa, qualsiasi cosa, che bilanci il senso di dare per avere che la vita vera mi impone di sentire.
Così ho deciso di essere gentile perché mi riesce facile e non costa niente - certamente comunque meno di quanto mi costa essere il contrario di gentile.

http.anitaleocadia.tumblr.com

Vorrei fosse chiaro a tutti: essere gentile non significa essere come Amélie de Il Favoloso mondo di A. che  si accontentava di mettere le sue stupidissime mani negli stupidissimi sacchi di lenticchie al mercato.
Secondo me una risposta garbata e un'attenzione concessa è una cosa bella e stop.
Non vado a correre nei prati raccogliendo margheritine per questo. L'altra persona non tornerà sui suoi passi se quei passi lo stavano portando a salire su una sedia strategicamente posta sotto un cappio decorativo da lampadario.
Essere gentili è un cazzo di dovere e ricevere gentilezza è un cazzo di diritto. A nessuno piace camminare in un mondo popolato di sconosciuti bastardi, nascosti nell'ombra, in attesa di tagliarti la gola o rubarti il portafoglio.
Io magari sono particolarmente bella e ho un bel sorriso, quindi potrebbe riuscirmi più facile rispetto a tanti altri, però ecco, non voglio essere il tipo losco nascosto nell'ombra di nessuno.
Allora è facilissimo che in questi giorni mi vediate salvare ragazzine, aiutare signore senza denti e impostare come missione di vita per i successivi 10 minuti quella di far ridere il cliente che ho al telefono.
Non salvo nessuno e non salvo me stessa, e non posso smettere di pensare che la gente sia stronza, e continuerò a mandare affanculo il maleducato. Anzi: lo manderò affanculo sfoggiando una maleducazione elevata a potenza.
Ma sarò stata gentile a caso, quando se ne è presentata l'opportunità.
Mi sembra una cosa che valga la pena di fare a prescindere, come quando ci laviamo i denti 3 volte a giorno, sapendo che comunque un giorno cadranno.
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4 commenti:

  1. La gente ha perso la gentilezza perché tutti stanno sulla difensiva,per paura di soffrire etc..etc..Basta vedere da che persone siamo circondati, qualche domanda c'è chi se la fa. Sarà che..io sono sempre molto spontanea, se si deve soffrire si soffre,se si deve star bene faccio altrettanto.
    :)

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  2. La gentilezza a caso la pratico anche io. E tanto. A volte, e sì lo so sono retorica, basta davvero un semplice gesto per far cambiare la giornata a qualcuno.

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  3. a me piace essere gentile...purtroppo mi piace di piu essere stronza.
    La faccio solo con gente che conosco, con gli stranieri sono sempre gentile, perche' poi mi piace vederli partire con un sorriso...

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  4. belle parole.. a me piace essere gentile, poi faccio un lavoro dove lo devi essere per forza e quindi boh alla fine tanto vale vederla come cosa buona e giusta.. la maggior parte delle volte lo sono,però a volte anche essere stronza aiuta.
    baci

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