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Visualizzazione dei post da 2014

How to survive a plane crash.

Raga, questo posto mi manca.
Sì, sono come, non so, le bimbominkia? laggente che stava su myspace? le preadolescenti dal diario col lucchetto? Non lo so, tant'è: trascurare le cose è malvagio, soprattutto se le cose te le sei scelte, soprattutto se continuano a rispecchiarti, in un modo o nell'altro, e il fatto che le trascuri dipende da una cosa volgare come il lavoro, o il sonno la sera alle 22:25.
Parlavo con Madre e Madre diceva una cosa che riassumo così: ho fatto una vita di merda, prima come figlia, poi come moglie. Adesso che non sono né figlia né moglie vorrei fare tutto quello che non ho potuto - libri film viaggi musica uncinetto ferri musei - ma è troppa roba, ansia, sto ferma e respiro in un sacchetto di carta. Brace brace. 



Allora ho fatto quello che mi riesce meglio: decontestualizzare le paure degli altri e ricontestualizzarle nel mio personalissimo panorama interiore.
Vedo il mio aereo cadere e sento - come se fosse vera, dio santo - la pena che proverei a d…

Che vor' di'?

Ah beh, sei andata a Bologna a conoscere quelli di inutile.

Eh sì, sono andata a Bologna a conoscere quelli di inutile.

Ah, e poi sei andata anche a Berlino.

Così pare, sì, pare così.

E non ce l'hai una fotina? 

No.

Una fotarella? 

No, mi dispiace.

Un selfie stile Ellen agli Academy? Un suvenìr? 'Na porticina de Brandebburgo Svaroschi?

Oh. No. Noncellò.

Embè ma racconta qualcosa, no? Cosa stai a fa'? Hai rotto le palle col compleanno e sei sparita.

Faccio 'n cazzo. Lavoro. Niente di che. Ho fatto un paio di figure di merda, se valgono nel conteggio di 'sta cose che dovrei raccontare di aver fatto.

Mhm, no, non contano secondo me.

Ah. Ma, sicuro? Guarda che erano belle grosse.

Mhm. No. No.

Ok.

E dai, sbottonati.

Mhm. Mettiamola così: tento un perenne stato di concentrazione.

Che vor' dì?

Che tento di vivere concentrata.

Che vor' dì?

Che mi voglio distrarre poco, parlare poco.

Ma pe' fa' che?

Ma non lo so. Delle cose più importanti.

Ma più importanti de che?

Guard…

Birthday sadness #30.

Non credo che mi imbatterò in uno di quei cambiamenti traumatici come quando non mi è stato più possibile entrare gratuitamente nei musei - ecco, il  >26 ha certamente avuto conseguenze pratiche peggiori.
Anzi non credo mi imbatterò in nessun cambiamento, alla fine si scherza - la mia migliore amica ha partorito 2 giorni fa in una data assolutamente non significativa per nessuna delle due, eppure è un cambiamento con i controcazzi tipo guerra termonucleare globale.
Il perché mi capiti di pensare tanto ai compleanni - al mio, ai vostri, a quelli di tutti - sta in precario equilibrio tra quando Madre organizzava delle feste superbe in stile Giochi senza frontiere ma il 6 novembre pioveva sempre, e piangevo tutto il pomeriggio già vittima di ansie sociali, invece poi i miei amici venivano tutti, e si portavano anche i fratellini più grandi e più piccoli, ed era un gran casino bellissimo - tra questo, dicevo - e quando hai l'età per fare la conta - morti, feriti, mutilati, sopravvi…

Birthday sadness #29.

Karate kid, regia di John G. Avildsen, 1984.

Sono tentata di definire il 1984 come l'anno dei grandi capolavori cinematografici, ma sarebbe un'affermazione troppo cazzona persino per me. Però dai, ci siamo divertiti.




Birthday sadness #28.

Happy days, 1974 - 1984.

C'è questo aneddoto familiare. I miei genitori si conobbero negli anni '70 in ufficio. Pare che Happy days andasse in onda nella fascia oraria che noi chiameremmo pre-serale. Ebbene, mio padre sgattaiolava fuori venti minuti prima ogni giorno per non perdersi nemmeno la sigla. Poi dite che esageriamo con le serie tv. Abbiamo sempre esagerato, dico io. Comunque nell'84 Happy days ebbe il buon gusto di finire per fare spazio a me e a Breaking bad.
(Vabè, su lo guardavo anche io. Nel caso foste colti da nostalgia galoppante, su Youtube trovate un sacco di puntate intere.)


Birthday sadness #27.

Fanny e Alexander regia di Ingmar Bergman  (1982 ma Oscar come miglior film straniero nel 1984, tiè)


Birthday sadness #26.

Avevo deciso di non comprendere in questo giochino le morti del 1984, perché ci tenevo che fosse un modo per ricordarsi cose allegre o idiote o cazzone o bellissime, e converrete che le morti non lo sono tanto. Però ci ho in parte ripensato perché se ci ricordiamo di una morte avvenuta 30 anni fa significa che quella vita deve aver prodotto qualcosa di più che passabile. Non siamo tipi da fare i sentimentali per nulla.

Questo per spiegare che il 31 ottobre del 1984 morì Eduardo de Filippo, e io non so mai bene cosa dire di Eduardo perché sono napoletana e non riesco a capire come  il suo lavoro possa essere percepito da una sensibilità non napoletana. A volte non riesco a capire nemmeno come si rapporti alla mia di sensibilità perché, al di là della qualità della scrittura teatrale - qualità con la Q maiuscola, ma anche le altre lettere maisucole - mi pare ci sia dell'altro e forse quest'altro lo vede solo un napoletano. Ma non ne sono sicura.
Ad esempio, mi piace tanto Ascani…

Birthday sadness #25.

Wham!, Wake me up before you go go, 1984.

Ovvero: Paolo Conte non esclude i guanti gialli di George.

Birthday sadness #24.

Gremlins, regia di Joe Dante, 1984.
I grandi capolavori della cinematografia, cazzo.



Birthday sadness #23.

Paolo Conte, Gli impermeabili, Paolo Conte (1984)

(E non è detto che ve lo proponga una terza volta, che di cose belle e buone non ce n'è mai abbastanza.)

Birthday sadness #22.

La storia infinita, regia di Wolfgang Petersen, 1984.

Io dico solo che la vita è iniziata a sembrarmi difficile dal momento in cui Artax crepa nella Palude della Tristezza.




Bithday sadness #21.

Non ci resta che piangere, regia di Massimo Troisi e Roberto Benigni, 1984.




Avete visto che brava? È un po' che non vi metto un link a tradimentOPS.

Birthday sadness #20.

Sciò live, Pino Daniele, 1984.

Sciò live è probabilmente il più bell'album di Pino Daniele e, se non lo è, è quello che mi piace di più il che lo rende il più bell'album di Pino Daniele.

Birthday sadness #19.

Spot Pepsi - 1984

Considerazioni sparse.
Non ci sono più gli spot di una volta. [Link a tradimento di un epico spot Barilla datato 1993. Prendetene e mangiatene tutti.]A un party di Halloween, 30 persone potrebbero travestirsi tutte da Michael Jackson e sarebbero vestite tutte in maniera diversa.Il bambino con la giacca rossa di pelle è Carlton. CARLTON.

Birthday sadness #18.

I Robinson, 1984.

La prima puntata de I Robinson andò in onda il 20 settembre 1984, yeah! Io avrei visto la luce di lì a poco e avrei poi guardato la serie in replica per tutti gli anni '90, facendomi illusorie fantasie sul concetto di famiglia, così come Friends me le avrebbe fatte fare sul concetto di amicizia e Boardwalk Empire sull'associazione a delinquere. 
In verità vi dico: non indosserei certi vecchi maglioni di mio padre se Bill Cosby non me li avesse fatti percepire come leciti nelle puntate del The Cosby Show.
[Stiamo qui a fare i fighi con le serie tv della HBO, ma abbiamo tutti visto I Robinson - e Il Principe di Bel-air, e Super Vicky, etcetc.]

Io volevo essere Denise, tranne che per i baffi.


Birthday sadness #17.

WHO YOU GONNA CALL?
Ghostbusters, regia di Ivan Reitman, 1984. [Io avrei risposto "Billy Murray!"]


Pare si stiano preparando grandi celebrazioni a tema in tutto il globo terracqueo, con tanto di hashtag #GB30 e ritorno nelle sale il 18-19 novembre.  Finirò per aspettarmi un trattamento simile, e poi invece.






Birthday sadness #16.

Tetris!

Oltre che la letteratura russa, i russi hanno inventato Tetris  il che, voglio dire, è ragione per amarli ancora di più, se ce ne fosse bisogno. E questo è accaduto nel 1984 YEAH! per merito di tale Aleksej Pazitnov che lavorava all'accademia di Scienze Sovietica e, evidentemente, quel pomeriggio si stava annoiando.
Un po' come Mark Zuckerberg con la classifica delle universitarie in The social network.


Birthday sadness #15.

C'era una volta in America, regia di Sergio Leone, 1984



Certo non devo starvi a spiegare le basi.
Mi ricordo che vidi per la prima volta C'era una volta in America a casa di una mia amica delle elementari. Avrò avuto, diciamo, 10 anni.
Ecco, quando avrete dei figli ricordate che 10 anni è un po' poco.





No dai, alla fine non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per le cose belle.




Birthday sadness #14.

Così parlò Bellavista, regia di Luciano De Crescenzo, 1984.





Mi domando e chiedo: cosa trasmettono sulle vostre reti televisive libere? Sulle varie Telelombardia, Antenna Perugia, National Broadcast Roncobilaccio, intendo.
Sulle nostre potete trovare circa 7 volte al giorno un film di Totò a caso, Matrimonio all'italiana ogni settimana, e i film di De Crescenzo mai spesso quanto vorrei.

[Non vi sto a dire quante volte ho visto cose del genere nella vita vera.]

Birthday sadness #13.

Innamorarsi, regia di Ulu Grosbard, 1984.


Meryl Streep è Meryl Streep.
Robert De Niro è Robert fucking De Niro.
Se poi interpreta un architetto, vabè.

Birthday sadness #12.

Michael Jackson, Thriller, 1984.



Wikipedia ci tiene a precisare che il singolo di triller uscì praticamente ovunque nel 1983, mentre negli USA nel 1984.
Noi diamo per buona l'uscita negli Stati Uniti, ovviamente. GNEGNE.
Thriller ci piace. Non sentiamo, pressante, il bisogno di inserire un link a tradimentOPS.

[Nel '95-'96, anno di Stranger in Moscow, scoprii Mtv e un sacco di altre cose, ma soprattutto Mtv. Oltre che la canzone, il video mi sembrava una bomba e infatti ancora adesso sono una scemolona patita del ralenti: mi ci relaziono come davanti a una misteriosissima magia.]

Birthday sadness #11.

Terminator, regia di James Cameron, 1984.


Sarah Connor sei una delle donne più cazzute che siano mai esistite sullo schermNemmeno mi sogno di paragonare la saga di Terminator con quella di Santa Ellen Ripley da Cascia - ovunque tu sia Ripley, il mio pensiero va a te unica e sola eroina della fantascienza. Però Sarah è stato capace di lasciarmi dentro un segno, e sono sicura che per voi è lo stesso. Anche se Ripley vola altissima sopra tutti noi: per me sarà sempre in orbita nello spazio profondo, a dormire e non invecchiare mai. Ciao, amica.
Però, parliamone: in Terminator c'è Hicks.
Hicks.
Hicks di Aliens - Scontro finale.


Hicks e Sarah Connor. Cameron regista di entrambi i film.
CROSSOVER TERMINATOR - ALIEN. ORGASMO DELLE SINAPSI.


[Link a tradimento del trailer di Aliens (1986), il Solo e Unico film che io abbia visto più di 25 volte nella mia breve esistenza.]

Birthday sadness #10.

Tonight, David Bowie feat. Tina Turner, 1984.


Il solo fatto che David Bowie abbia respirato nel 1984 mi fa felice come se avesse inciso Heroes che probabilmente è la mia canzone preferita in assoluto, a partire dai canti gregoriani fino a l'ultimo cd di Violetta. Certo, se fossi nata quando è stata pubblicata Heroes questo post ne avrebbe guadagnato in qualità, ma io sarei più vecchia, quindi occhei così.

[Questa Tonight fa troppo schifo, scusate: link a tradimento di Heroes.]

Birthday sadness #9.

Smiths, What difference does it makes?, 1984.

Ho un pessimo rapporto con la musica anni '80 - i Queen non valgoni come musica anni '80 -, ma proprio brutto tipo che sparliamo uno alle spalle dell'altra e poi derido le acconciature dei frontmen. È stato solo qualche anno fa che ci ho fatto pace, ed è stato merito di Morrissey. [Poi oggi è proprio una giornata adatta.]

Birthday sadness #8.

Amedeus, regia di Miloš Forman, 1984.





C'è una vocina che non sta mai zitta, è la vocina della Marianna cagacazzo, che ripete senza mai fermarsi e con la voce di Lisa Simpson che questo film non è storicamente accurato, Salieri non era così sfigato, Mozart non era così coglione. Ok.
Ma quanto è più bello così?

(Link a tradimento della parodia dei Simpson)

Birthday sadness #7.

Paolo Conte, Paolo Conte, 1984.


Birthday sadness #6.

a-ha, Take on me - (1984)


Che fighi i norvegesi. Il video rimane uno dei più belli di sempre: così anni '80 che o lo odi o lo ami.
Dalla regia mi dicono che gli a-ha hanno (a-ha-hanno, che ridere, ok la smetto) cantato dal vivo questo pezzo in ogni concerto fino allo scioglimento nel 2010. Link a tradimento di una performance live.
Che altre canzoni hanno scritto gli a-ha?
Ci interessa davvero?
Non credo.

Birthday sadness #5.

Splash - Una sirena a Manhattan - 1984, regia di Ron Howard



[Scusate se amo Tom Hanks versione '80, '90, '00, e pure la versione di due giorni fa.]

Birthday sadness #4.

Bruce Springsteen, Born in the U.S.A. - 1984

Ciao Bruce, sono nata nel 1984 così come il tuo più famoso album e non mi sei mai piaciuto granché!
Ammetto, tuttavia, di apprezzarne la copertina e alcune canzoni caciarone-troppo-americane-per-i-miei-gusti adatte però a ben precisi momenti della vita.
Pochi però, eh.


Certo non starò qui a inimicarvi voi ammerigani dentro. Mi limiterò a farvi ascoltare la canzone che preferisco - uscita come singolo l'anno dopo, ma chissene, vale la data dell'album. Canzone che ho conosciuto durante la visione diPalombella Rossa di Nanni Moretti. Se cliccate sul titolo vi ho linkato a tradimento la scenapiù bella.

Basta chiacchiere. Sotto c'è il Boss con I'm on fire.


E poi, se volete, l'assurda e bellissima scena del film di Moretti in cui si sente.

Birthday sadness #3.

Bianca, Nanni Moretti, 1984.


Io amo incondizionatamente Nanni e dovrebbero tutti.


Ma sì, facciamo che chi lo ama ok, chi non lo ama va a vedersi il cinepanettone - che orrore anche solo a battere questa parola sulla tastiera.

Vi sento.
-Ma come, mette Bianca e non mette il barattolone di Nutella?
No, non ve la metto la Nutella perché Madre la Nutella non ce la faceva mai mangiare, preferendo cucinare sani plumcake senza grassi idrogenati, o al limite Sacher torte col cioccolato del commercio equosolidale.

Birthday sadness #2.

Details of Renaissance Paintings (Sandro Botticelli, Birth of Venus, 1482), 1984.



Sui miei capelli il vento non fa mai un così bell'effetto.




Birthday sadness #1.

Fra esattamente un mese compirò trent'anni e la cosa non mi lascia indifferente. Questo perché ci hanno insegnato che esistono "passaggi importanti" e "fasi" e "soglie" ed enormi portoni con pesanti maniglie da spingerespingerespingere usando le spalle come se fossero arieti.  Inoltre, come ignorare la questione bellezza eterna, una questione che invero mi sta molto a cuore. Non assomiglio alle modelle di intimissimi e già farci i conti è un problema: se poi scopro che hanno 23 anni, beh. Sono donna, ci tengo a queste cose. Scusate.
La premessa finisce qui.
Il succo è il seguente: ci sono cose belle targate 1984? Pare di sì. Saranno queste cose in grado di non farmi pensare a questo mese come a una specie di miglio verde?
Vedremo. Ma tanto non abbiamo cose importanti da fare: vale la pena tentare.
Queen - Radio ga ga (1984)

Inizio senza paura col classicone che mi farà sentire giovane forever. Mi concederete di rimanere salda nella mia comfort zone, a…

In mezzo ai maschi.

Non ho ancora imparato a camminare i mezzo ai gruppi di maschi, succede addirittura che attraversi per cambiare marciapiede, così perdo minuti e arrivo sempre tardi.
Prima sono andata al bar a prendere il caffè per tutti ed ero contenta perché per cinque minuti non sarei stata illuminata dai neon che mi fanno la pelle verde e mi seccano gli occhi.
Camminando riprendevo il mio colorito umano e sorridevo, poi un gruppo enorme di ragazzini che tornavano da una partita di calcetto - borsoni Legea, rossi in faccia - ha occupato il marciapiede. Ma io ero proprio a due passi dal bar, che senso avrebbe avuto attraversare? Così non l'ho fatto, ci sono passata in mezzo veloce e con la testa bassa e nessuno di loro mi ha degnato di uno sguardo. Ho quasi trent'anni e loro la metà, ma vincono sempre loro anche se non mi notano, anche se sono piccoli, vincono sempre perché mi sono buttata nel bar con il sollievo che se fosse stato un rifugio antinucleare durante una guerra termonucletcet…

You dance like Zizi Jeanmaire.

Non so esattamente come comportarmi, nello specifico non so decidermi tra le seguenti opzioni:
piangere molto per essere tornata da Parigipiangere molto perché lunedì si torna a lavorarepiangere molto perché questa estate non ho fatto niente di ciò che mi ero promessa di fare - scrivere meglio, leggere di più, scrivere di più e leggere meglio, fare ogni cosa senza macchia e senza paura. Ebbene, scelgo di non scegliere, continuo a sorseggiare uno dei molteplici costosissimi tè acquistati nella capitale francese - dolcificato con miele e aloe vera diomio - nella speranza che, come acido muriatico, sciolga il colesterolo che mi si è accumulato nelle vene a botte di croissant.

Procediamo con ordine.

You live in a fancy apartment of the boulevard of St. Michel. (X)
Parigi è una cazzo di malattia. Scusate se guardo solo serie tv americane e se il cinema francese non mi garba più di tanto, ma Parigi è lo stesso una cazzo di malattia, è più bella e moralmente più giusta di tutte le città che ho…