lunedì 16 dicembre 2013

Hawaiano, Islandese, Pliniano.

Immaginatemi così: 6 anni, occhialotti plasticosi e colorati, capelli corti da maschio.
Cose che mi rendono felice: andare a scuola.
Attività più divertente mai svolta: disegnare cerchietti rimanendo all'interno del rigo.
La maestra scriverà sempre Brava oppure Bravissima, Benino non più di un paio di volte. A 6 anni il mondo è Mi Piace o Non Mi Piace: Benino Mi Fa Schifo così mi impegno a fare cerchietti - e poi lettere e poi pensierini e poi temi - sempre più perfetti e curati e raffinati perché studiare è la cosa più figa che mi sia successa, anche se figa è una parola che dirò per la prima volta solo moltissimi anni dopo. Però lo sento anche a 6 anni che quando la sera so di sapere più cose della mattina Mi Piace Un Sacco.

Un altro modo di immaginarmi è: 6 anni, capelli tanto da maschio che la suora che sta facendo supplenza mi scambia per un maschio. Tanto è imbarazzante che i miei compagni non ridono nemmeno. Io mi sto anticipando i pensierini per il giorno dopo.
'Testa di pezza che non sei altro, sono femmina e mi chiamo Marianna', non ho il coraggio di dirlo e non conosco ancora l'espressione testa di pezza. Lo fa presente qualcun'altro alla suora, io continuo con i miei bellissimi pensierini in calligrafia.
'La mamma legge un libro e mangia una mela' è la frase che descrive mia mamma meglio di qualsiasi altra. Lei è tutta pagine e i noccioli.

Ecco ancora un modo giusto di immaginarmi: 19 anni, capelli molto lunghi e riccioluti, gastrite incipiente in una aula universitaria affollata. Nonsonientenonsonientenonsoniente BOOM il mio primo 30 e lode. Per un po' ho pensato che la mia strada sarebbe stata la linguistica. L'ho pensato finché non ho preso 22 a un altro esame di linguistica.
Benino a penna rossa. Mai più maestra, mai più. Il libro studiato da pagina 1 a 376. Ripetuto da 1 a 376 e da 376 a 1, così stiamo sicuri sugli ultimi capitoli che di solito li arronziamo sempre.
I trenta sul libretto sono il bacio con la lingua dopo che ci siamo guardati per settimane intere.

Un altro modo ancora, vi prego: 8 anni, sotto il letto bassissimo di una bambina di 8 anni, con il libro di geografia. Come nascono le montagne? Sì, perché nascono e in maniera piuttosto violenta, lo sto imparando a 9 anni. Una placca terrestre si scontra con un altra, la forza è tale che esplode verso l'alto. L'avevo già visto.
L'avevo già visto in Fantasia, nel pezzo sulla nascita della Terra, quello prima dei dinosauri.
Bello, oh.
C'è questo disegno sul libro: un brufolo irritato di crosta terrestre che vuole uscire fuori e sfogarsi, e due frecce ai lati, come a premere verso al centro.
Immaginatemi così, col dito sul disegno.
Bello davvero.
Magari farò la vulcanologa. Girerò col martelletto sulle montagne come Tozzi, anche se Tozzi non lo conosco ancora. Farà un bel programma in tv e parlerà del clima e della glaciazione e cose che non conosco perché devo ancora arrivarci a quelle pagine del sussidiario.
Il sussidiario è la chiave della realtà anche se non spiega alcune particolarissime manifestazioni quali: papà che svuota il mobile dei bicchieri scaraventandoli con una manata per terra.
Quali: papà che passa a quello dei piatti.
Quali: il legame tra una certa quantità di energia X che preme per venir fuori e le stoviglie di casa.
Boh. Forse nei capitoli successivi.
Immaginatemi così: 9 anni, capelli corti da maschio, occhiali con la montatura verde sottile. Mi infilo sotto al letto e salvo il libro di geografia. Poi esco di nuovo fuori e mi porto dietro mia sorella che ancora non ha capito un cazzo. Forse non l'ho ancora mai detto ad alta voce, ma l'ho sicuramente pensato. Cazzocazzocazzo.
Stiamo lì un po', sfoglio qualche pagina, vedo cosa mi riservano i paragrafi successivi: Diverse tipologie di vulcano.
Hawaiano, Islandese, Pliniano.
Bello, oh.
Ecco perché non penso alla cosa che pure, in sottofondo sto pensando: dove mangeremo la pasta domani?
Boh.
Mamma ci trova finalmente, camminando piano su una superficie lunare di frammenti di cristallo di Rocca, ma solo perché si mette a cercare con molta attenzione.

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5 commenti:

  1. Pugno allo stomaco.
    E non c'è altro da dire.
    Però voglio dirla una cosa un pò scemotta. Tu che prendi tua sorella e la porti via, aspettando Madre, mi ha ricordato Dean che porta via Sam aspettando suo padre.
    L'ho detto che era una cosa scemotta :D
    <3

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  2. Non posso fare a meno di pensare che la tua abilità con le parole è qualcosa di raro.
    Sei vivida.
    Ora, però, puoi uscire da sotto il letto. Il sussidiario non dice tutto, certo, ma ti ha regalato la chiave per essere grande.

    PS Anche io: 30 e lode. Poi boom, 22. Due esami di linguistica. E poi ci ho fatto la tesi. Perché non siamo dei numeri, tiè.

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  3. Che c'ha fatto a noi la linguistica? :D

    (Graziegrazie, mi fai sciogliere <3)

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  4. che da piccola sembravi un maschietto non ci sono dubbi, colpa degli occhiali e dei capelli corti , vabbè tutti hanno un'età critica ma vogliamo parlare di quanto sei bella ora!

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