venerdì 18 ottobre 2013

Easyjet.

C'è questa giornata di ottobre, no?
Il dio di photoshop ha alzato tutti i valori di saturazione e vividezza, le lenti degli occhiali sono pulitissime anche se non porti gli occhiali, ci sono 10/10 in regalo per tutti, diottrie da ritirare come premio al box informazioni. Un aria trasparente, ragazzi. Vedi il limite ultimo di ogni cosa. Un orizzonte dietro ogni angolo, la stanza dietro ogni muro, lo sfondo dietro il blu del cielo, nettissimo e contrastato.
E date le particolari condizioni, dati i perfetti spigoli nell'aria, stai spesso con il collo all'indietro, è bello ovunque oggi, vale la pena distrarsi.
Io in queste giornate penso sempre di partire, di prendere un aereo. Lasci un posto bello per uno ancora migliore. Non so voi a che pensate, io a questo. E ci sono in effetti le sagome inconfondibili di 3 o 4 easyjet. Quell'arancione zucca che stona con tutto, però oggi no.
È proprio bello distrarsi oggi.
Le pause inaspettate, le boccate d'aria impreviste, in una perfetta giornata di sole.

Ci hai mai pensato che un corpo umano che si rompe fa lo stesso rumore di qualsiasi altra cosa che si rompe? Tipo le bottiglie quando le lasci cadere nella campana del vetro. Tipo il motore dell'auto che, prima di zittirsi in una piazzola di sosta, macina e sferraglia, come se ci fossero pezzi in più o pezzi in meno. Tipo un secondo prima del terremoto, ogni altro suono cessa e rimane quello della terra incazzosa sotto ai piedi.
Un corpo umano che si rompe fa lo stesso rumore di un volgare pezzo di plastica, fa il rumore di un cantiere, del carpentiere, della sega, fa il rumore delle cose che si frantumano.
Qualcuno sta lì per settimane a pensare che sarebbe bello fare un volo e poi morire, perché chi ce l'ha veramente il coraggio di spararsi un colpo in bocca, o tagliarsi le vene? Già ho deciso di mettere un punto fermo su tutta questa storia, non mi va pure di soffrire.
Invece poi succede che la voglia ti coglie che stai in camicia da notte - ancora, alle 3 del pomeriggio - e diventi il centro di un capannello di passanti e da un palazzo all'altro si mettono d'accordo su chi debba chiamare l'ambulanza, e dal quinto piano cercano di identificarti alla bell'e meglio - era la figlia o la madre? - e sì, hai sentito bene, già parlano di te al passato nonostante quella del primo piano stia urlando agli altri che ti stai muovendo ancora. Doveva essere veloce e poetico, un battito d'ali e uno di cuore, ma stai sanguinando da parti del corpo molto strane, persino gli uomini si allontanano con la mano alla bocca. Dall'alto cade un lenzuolo che sembra una piuma, giù te lo sistemano addosso per un senso di decoro molto vintage, considerata la folla che si sta accalcando, e non te lo saresti aspettato di certo, vero? tutto questo splatter e questo rumore di cosa rotta e di voci e di ambulanza che sta sfumando in un mai sperimentato niente.
Fossimo anche 30 chili, saremmo sempre e comunque sovrappeso per l'asfalto.

Share This:    Facebook  Twitter  Google+

2 commenti: