domenica 22 settembre 2013

Cinque minuti.

Non credo di poter dedicare più di cinque minuti totali alla scrittura e alla revisione di questo post (evitando orrori quali ""qual'è" e "perchè" e "un'amore") perché (vai di acuto) ho sviluppato una gravissima stanchezza cronica e un'intolleranza (vai di apostrofo) ai colori a video.

Volevo solo dirvi che ho un nuovo amico. Ha 50 anni e prende l'autobus con me tutte le mattine. Fuma la pipa e parla da solo per tutto il tragitto. Scende alla mia stessa fermata. Ha la parlata del nobile decaduto napoletano. Non so se avete presente, qualcosa di simile la faceva Totò.
Solo che questo mio amico ha svoltato. Nella rappresentazione sociale della pazzia, intendo.
Parla da solo, MA indossa un enorme auricolare bluetooth.
Sembra che stia parlando al telefono.
In fondo quelli con il bluetooth sembrano dei pazzi imbecilli che parlano alla vetrine, o almeno io lo penso sempre.
Lui parla da solo nell'indifferenza dei più (voglio dire, mica tutti staranno attenti a cose del genere? E' solo un uomo che parla e nell'autobus sono tutti impegnati a non farsi prendere il portafoglio o a non farsi toccare il culo), e adora raccontare ogni giorno un episodio diverso, di solito qualcosa che faceva da giovane.
Dice che è saltato dalla scogliera, insieme a non so quanti amici, dopo un conto alla rovescia urlato ai motoscafi in lontananza.
Dice che ha strappato tutte le lettere, tutte le carte, strappato ogni carta nascosta in casa, soprattutto nei cassetti.
Dice che ha incontrato un vecchio amico e se lo ricordava molto più magro da giovane. Infinitamente più magro. Pure lui era più magro. "Pure tu eri più magra", ha detto al bluetooth. "Avremo avuto al massimo 20 anni", ha detto.
"A vent'anni sono tutti magrissimi", conclude, e scende dall'autobus, e se ne mette ad aspettare un altro.


Share This:    Facebook  Twitter  Google+

6 commenti:

  1. In pausa mensa capitava pure a me di incrociare sempre uno che usava l'auricolare del cellulare per nascondere, nascondere si fa per dire, la sua pazzia.
    Grande invenzione il blutut :-)

    p.s. perchè "perchè" è sbagliato?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. (È sbagliato perché la e di perché è chiusa e, per segnalarla, si usa l'accento acuto).

      Mi dici dunque che la tecnica del blutut è consolidata? :D

      Elimina
  2. @PuroNanoVergine per l'accento. Infatti ogni volta che scrivo perchè in questo modo me lo segna rosso. Andrebbe scritto "perché".

    Io ho preso poche volte l'autobus. Ricordo che, una volta, una mia amica,con cui ero in autobus per l'appunto, mi indicò un tizio seduto di lato a noi che parlava da solo.Poi aggiunse: "non guardarlo mai altrimenti non ce lo scrolliamo d' addosso". Ho fissato il pavimento per tutto il tragitto.

    Ciao bella <3

    RispondiElimina
  3. Adoro! :)
    I mezzi pubblici pullulano di potenziali nuovi amici!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Casi umani e nuovi amici racchiusi nella stessa persona <3

      Elimina