giovedì 1 agosto 2013

Eppur si muove.

Gli indizi:
-Non si fa vedere più tanto sull'internèt.
-Non aggiorna il blog da parecchio.
-Condivide su twitter foto di gente mal vestita.

Le alternative:
-E' stata arrestata ed è in carcere (dove non mi pare ci si vesta granché bene).
-E' in crisi depressiva (ma, miei piccoli Sherlock, se uno ha un blog e non ci scrive quando è depresso, ditemi: il blog che ce l'ha a fare?)
-L'Architetto è diventato amish, così lei lo ha seguito in questa radicale scelta di vita. Quindi può vestirsi di merda e non può usare un pc.

NO.




PARE CHE ABBIA TROVATO UN LAVORO.


Riflettiamo, amici.
Riflettiamo, se siamo in grado di trattenere le risate.
Un lavoro.
Quella cosa che la mattina metti la sveglia ed esci di casa.
Quella cosa che ti porti il pranzo e lo mangi da sola nella fresca solitudine creata da un condizionatore.
Quella cosa che, a un certo punto del mese, ti danno i fottutissimi soldi e poi esci un sabato pomeriggio e ti ci compri le borse, i vestiti, gli smalti e le altre fottutissime cose belle che esistono nell'universo sprecone e capitalista.
E non si tratta del tutoraggio, signori miei. Col cazzo.
Si tratta di qualcosa che è venuto dopo, qualcosa di assolutamente diverso, capitato in questo luglio 2013 chissà come. Gente simpatica, amici, clima sereno, macchinetta del caffè con le cialde, sedia/scrivania/computer tutti per me. Ci saranno fighissimi pianeti allineati in qualche galassia lontana, che ne so.

Parliamone.
Superate velocemente le fasi dell'infanzia in cui da grande avrei voluto fare, nell'ordine:
la veterinaria -wtf'?!-
la biologa -ero 'mbriaca-
la scienziata NASA -ahahah-
c'è sempre stata una sola idea fissa, una soltanto.

IO DOVEVO FARE LA SCRITTRICE.

Lo so.
L'esperienza mi ha insegnato che farfugliare qualcosa di generico come "vorrei scrivere" toglie dall'imbarazzo. Almeno, un certo tipo di imbarazzo perché, se è vero che nessuno pensa realmente che la persona con cui sta parlando abbia come ambizione di vita quella di scrivere romanzi, d'altra parte questa stessa persona ritiene che "vorrei scrivere" stia a significare la volontà di fare la giornalista, quanto meno.
Ehm, sì. Certo.
Capisco però che la gente possa sentirsi disorientata da una ragazza che frequenta un master in giornalismo e comunicazione, e non vuole fare la giornalista.
Touché.
E però sono fatta così, ho tentato. Ho voluto che niente fosse tralasciato per principio.

Ho questa idea: se il bersaglio è lo spazio giallo esattamente al centro, andare a pizzicare con la freccia le zone limitrofe non ti renderà felice tipo "su dài, è pur sempre il bersaglio, no? E hai pur sempre l'arco in mano, no?". Ti farà sentire solo una triste cogliona.
Scribacchiare articoletti da due soldi in giro per il web è la copia della copia della copia. E' lontano anni luce.
Anche questo mio lavoro è lontano anni luce dal fare la scrittrice, ma io ci vedo più dignità perché non mi illude, non mi racconta bugie. E' diverso, e ha la sua bellezza proprio in questo, e non mi maltratta facendomi sentire la persona sbagliata.
Se voglio diventare principessa, comprare un costume di carnevale e indossarlo per le strade di Pollena Trocchia non mi renderà felice.
Piuttosto mi renderà felice pianificare un attacco a lunghissimo termine che parte con l'iscrizione a una specifica università - un tassello che, visto da vicinissimo e nella sua singolare peculiarità, non ha niente a vedere con il progetto finale - e finisce così


Cioè, la Kate voleva una cosa precisa, non un surrogato.
E fatemi capire: non ho gli stessi diritti di Kate? Perché a me il surrogato?
Quindi gli articoletti e i finti giornalisti lasciateli agli altri. Io mi prendo la mia bella scrivania in campo neutro e il caffè di prima mattina e poso l'arco e mi esercito nella corsa campestre.

Che, poi, non lo poso l'arco.
Oggi sono iniziate le mie ferie. E ho un'idea per questi 30 giorni di agosto, che ha a che vedere con l'arco e le frecce, manco a dirlo.



(Sono molto felice, non sono certa si sia capito in mezzo a questa emorragia verbale)
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13 commenti:

  1. dice l'adagio buddhista: mira alla luna e mal che vada... mira alla fottutissima luna!

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  2. Oh ma... tripudio! Sono felicissima per te. E siccome sono curiosa come una scimmietta, se ti va, dettagliami sul tutto! <3

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  3. E c'hai ragione, sì.
    E poi, sono sicura che saranno 30 giorni bellissimi. Altroché.

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  4. Risposte
    1. Ma meno male <3
      Vi porto a mangiare la pizza, dai.

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  5. Appena atterrata su questo blog...in bocca al lupo allora!

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