lunedì 10 giugno 2013

Trenta.

Mi dà l'idea che siamo un'idea. E come la spieghi un'idea, come la spieghi agli altri?
Puoi solo fare un disegno, uno schema, un progetto e poi metterla in pratica. La nostra idea è una stanza d'albergo che sembra una casa, e in cui giochiamo a fare i grandi; è la città che scorre liquida sotto le ruote; un bacio sulla spalla sinistra, i soppalchi a cui abbiamo dovuto rinunciare, le scale sotto al sole - fino al sole - in un disegno d'estate fatto a matita. Al momento di mettere i mattoni i progetti sono solo progetti, un segno su carta, verosimile desiderio, verosimilmente inconsapevole.
Nonostante tutto non mi sembra tanto male: che le cose intorno rovinino, mentre ti ho - mi hai - vicino. Annulli la gravità e il peso. Con te sarò 8 chili, non di più, come sulla Luna.

Vorrei farti leggero, il giorno del tuo compleanno.

Il giorno del tuo compleanno abolisco la barbara abitudine medievale di guardarsi indietro e soppesare e mettere un segno di spunta vicino alle parti fallimentari del progetto, ai muri crollati, alle lunghezze mal calcolate.
Il giorno del tuo compleanno decido che non dobbiamo chiudere il negozio per un paio d'ore, e fare l'inventario delle cose che non abbiamo in magazzino, tra scatoloni e luce fioca.
Il giorno del tuo compleanno sono pigra, l'inventario lo faccio al contrario: abbiamo solo una cosa, ed è il tempo, e dentro possiamo metterci tutto quello che abbiamo soltanto ordinato e ancora non è giunto a destinazione.
Il giorno del tuo compleanno ci mettiamo un attimo.
Andiamo fuori a camminare, ché oggi è festa e c'è un bel sole.


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12 commenti: