Stringerti forte (non) è mainstream.

Certi modi di fare e certe pose finiscono per diventare dei tratti del carattare.
Essere quella incazzata, fare la parte della disillusa.
Mi porti del sarcasmo alla brace su un letto di cinismo e guarnizione di dragoncello, grazie.

Essere il genio sprecato, il talento incompreso, quella che stringerti forte è mainstream, è meglio fare gli intellettuali.
Una fatica, signora mia. Una ruga in più sulla pelle. Le vertebre si incurvano anzitempo sotto il peso dei sottintesi che nessun'altro capisce.
Aveva solo 28 anni, porella. E già era stanca della vita o, almeno, si impegnava molto per sembrarlo. Si è staccata la spina da  sola, un pomeriggio di maggio. E' bastato allungare la mano.

I mesi passati in tribunale a chiamare in causa il destino, la sfortuna, il fato, le congiunture astrali, i lavori di manutenzione sulla Via Lattea. Il lamento non è più uno sfogo, ma la piega che assume il sorriso.
Era una bella ragazza, con gli occhi verdi e gli occhiali. La vedevi dietro a un libro o dietro a un ragazzo su un motorino, sempre lo stesso ragazzo. Ai semafori rossi si baciavano tutti storti tra le visiere. E' sepolta sotto strati di presunto malcontento.

Una fatica, signora mia. Le dirò: non vale lo sforzo.
Certi atteggiamenti e certe frasi ad effetto finiscono per diventare dei tratti del carattere. Li vede mai quelli sempre allegri? Non è vero che sono allegri perché sono stupidi: sono allegri perché ci si sono allenati tanto da farlo diventare un tratto del carattere.
E allora lo spleen non è produttivo. Essere produttivi è produttivo, lo diceva Baudelaire. 
Vedere oltre allunga le ciglia. 
Baciarti ai semafori stira le rughe.
Stringerti forte non è mainstream, ma l'unica piega del mio sorriso.