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Cinedomeniche vol. X - Aprile.

Potete dirlo senza paura di offendermi: state un amore quando non scrivo. Il vostro pianeta gira per il verso giusto e sembra che niente possa giungere a turbare lo sbocciare dei fiori. Quando non scrivo tutte le impurità vengono espulse come se steste facendo una sauna facciale all’anima.
Ma tanto lo sapete che non durerà. La sauna facciale non serve a niente. Io ritorno, come torna un punto nero, con tutto il suo carico di insesatezza e disagio.
Perché proprio adesso? Perché proprio a me?
Ma come perché? Su su. Maggio è già iniziato e voi non sapete ancora cosa ho visto ad Aprile.
Non vi vergognate?

Aprile dolce dormire per influenza viulentissima.
Intrecciamo coroncine di fiori e saltelliamo nei prati scansando cacche di vacca! Oppure giaciamo a esanimi a letto invocando la morte! Secondo Paola Marella, una perfetta padrona di casa dovrebbe inaugurare l’arrivo della bella stagione con uno di questi due rituali. Io ho scelto il secondo senza paura di sbagliare e, causa impossibilità di aprire lo sportellino del lettore dvd, ho subito la programmazione televisiva per due giorni interi. DUE.
Il convento passa Sul lago dorato (1981) con un bouquet di bellissimi: un’anziana Katherine Hepburn, un anziano Peter Fonda, e una palestratissima Jane Fonda. Vorrei dire, io nemmeno a 15 anni ero in forma come Jane a 40. Comunque, il film è tutto un piangere sul tempo che passa e sull’incomprensione tra padri e figlie (ma va?), però la Katherine è sempre quella delle commedie anni ’40, e un po’ mi fa venir voglia di rivedere un film con Spancer Tracey, e quasi mi stavo per alzare e prendere il dvd di Indovina chi viene a Cena o La segretaria quasi privata, solo che la febbre è salita di botto a 39 e mezzo e sono andata, più o meno, in coma.

Spencer caro, questi giovani non sanno proprio campare!

Al risveglio c’era Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni (2010) di Woody Allen e niente, invocando Annie Hall, ho chiesto - e ottenuto - che mi si mettesse in coma farmacologico.

Perseverare è diabolico, oppure da cretini.
A maggio di un anno fa io e l’Architetto festeggiavamo il mio onomastico in un cinema.
Cosa vuoi vedere amore della mia vita? fa l’architetto.
Ho due locandine davanti.
Molto forte incredibilmente vicino con Sandra Bullock e Tom Hanks dal libro di Foer.
Cosmopolis di Cronenberg con Pattinson.
Elaboro velocemente una lista di pro e contro.


  PRO MOLTO FORTE                                          CONTRO COSMOPOLIS
   Amo il libro di Foer.                                                 Odio Cronenberg. 
   Amo Tom Hanks.                                                     Non ho letto il libro di DeLillo 
                                                                                   Pattinson, really?


La scelta è ovvia.
Vediamo Cosmopolis.
Il grado di disagio percepito durante la visione del film è paragonabile solo ad alcune scene del crimine particolarmente sanguinose o a certi genocidi. Un uomo di mezza età durante la proiezione si alza e urla “Stronzi!” a noi che stiamo ancora seduti. Poi se ne va. Il resto del film risulta piacevolissimo.


Ecco, ad aprile leggo il libro di DeLillo e faccio vedere Cosmopolis alla Compagna di Divano. Così, per dimostrarle il mio amore.
E a lei piace un sacco.
Ed entra benissimo in tutta la problematica del libro (senza averlo mai letto), addirittura percepisce qualcosa che nel film è solo accennato ma nel libro è ben approfondito, ed io sono solo una povera cretina che ha visto per la seconda volta un film che ritiene non riuscito.
EPIC FAIL.
A volta rivedere un film è un’ottima idea invece.
È il caso di Linea Mortale (1990) di Joel Schumacher, interpretato dai capelli di Kevin Bacon, l’impermeabile di Kiefer Sutherland e la bocca di Julia Roberts. Un capolavoro anni ’90 in cui quattro studenti di medicina si uccidono a vicenda e poi resuscitano per vedere cosa c’è dall’altra parte. Da piccolina l’ho visto cento volte e mi faceva una paura ladra. Adesso no, perché ho fatto caso più ai capelli di Kevin e all’assurdità della trama tutta, e alle inquadrature aeree in cui sventolava l’impermeabile di Kiefer come un brutto video di Celine Dion su Mtv. Però che bello lo stesso, mi pareva di avere di nuovo 10 anni.

Prendetela! È quella a cui non piace Fellini!
Molti molti anni fa vidi La voce della luna (1990) con Paolo Villaggio e Roberto Benigni e decisi che Fellini poteva pure andarsene affanculo.
Sì, avevo visto in tempi remotissimi Amarcord (1973) e mi era piaciuto – anche se ricordo solo le tette della tabaccaia – e sì, pure La dolce vita (1960), e sì pure Fellini Satirycon (1969), però insomma, certe cose viste o ascoltate troppo presto non è che perdano fascino: non lo acquistano proprio. È l’effetto indesiderato di avere una Genitrice radical chic che ti fa ascoltare De Andrè a 6 anni: può succedere che De Andrè non ti piaccia mai veramente.
Idem per Fellini e per tutta una serie di altre cose.
Però questo aprile mi è sembrato il momento giusto per ripensare a Fellini e è stato il perfetto punto di partenza per allontanarmi da quel mondo caciarone, colorato, sudato, grassoccio e burroso che Fellini ha sempre significato per me provocandomi, sempre, grande fastidio.


 Mi ritrovo davanti a un’eleganza che non si può dire. Un'eleganza che trasuda da ogni inquadratura e quindi niente, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati.

#Got
Che non è un suono da avvenuta digestione, ma semplicemente Games of Thrones. Questo aprile ho recuperato le prime due stagioni di un telefilm di cui tutti parlavano su twitter. Mi sentivo esclusa e triste.
Ora ne parlo pure io e sono felice, anche se ogni puntata mi provoca una gastrite causa: alcuni dei personaggi più odiosi mai immaginati.

iamasasha.tumblr.com
Riassumere la trama? Ma anche no. Piuttosto vi riassumo i canti della Commedia di Dante. Sappiate solo, se non l’avete visto, che c’è un trono fatto di spade fuse tra loro e un bordello di persone che reclamano il diritto a sedercisi sopra.
Io una preferenza ce l'avrei, ma la tengo per me.
Questo è quanto. 

Sempre vostra Khaleesi.
    

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