martedì 16 aprile 2013

Comunque la cipolla mi piace, se usata con moderazione.

Considerando che non posso parlarvi della primavera o dei fiori o degli ultimi acquisti o del Coachella, in questo post parliamo un po' di niente. Giusto per farci compagnia.


Sono bloccata a letto, dato che non sto mangiando praticamente nulla. Io mangio tutti i santi pasti tutti i santi giorni (più alcuni pasti inventati di sana pianta da me medesima). Immaginerete i miei leggeri capogiri.
La tv è per i fessi.
I film per chi ce la fa fisicamente a seguirli.
Le serie tv pure.
Passo dalla posizione semiseduta, alla semistesa, alla stesa, alla seduta con tre cuscini a sostenere la schiena. Sembro - vorrei sembrare- una bella antica romana con un grappolone di uva in mano nel suo triclinio.
Sono più John Belushi in Animal House.
Comunque ho il mio bel Ernesto da leggere e mi sto innamorando - anche se sicuramente troppo in ritardo. Tutto il Twitter sa che sto leggendo i racconti di Hemingway (leggi: ho rotto i coglioni a tutto il twitter perché non ho un cazzo da fare e ho uno smartphone).



Gioite voi che non siete su Twitter.
Un giorno vi racconterò questa cosa dei peli delle braccia, anche se in parte l'ho già fatto.
Comunque.
Ernesto era nei miei programmi di lettura solo dopo Pigmeo di Chuck Palahniuk, la storia di questo ragazzino straniero, terrorista sotto copertura, che arriva in America per uno scambio studenti.
A me Palahniuk piace. Non tutto quello che ha scritto mi fa impazzire alla stessa maniera, e non credo sia un santone da citare in ogni conversazione, ma mi piace in maniera discontinua e per -forse- strane ragioni.
Così apro Pigmeo piena di belle speranze, leggo, e lo richiudo dopo una pagina, e prendo un secchiello di metallo, e ci butto il libro dentro, e lo cospargo di cherosene, e accendo un fiammifero cantilenando un rituale di purificazione.

Dovete sapere che tanti anni fa, quando lessi Ogni cosa è illuminata, credetti di aver acquistato una copia difettosa simile a quella di Se una notte di inverno un viaggiatore di Calvino, con l'impaginazione sbagliata e l'italiano a cazzo di cane. Già mi pregustavo avventure amorose tra gli scaffali di una libreria quando capii che rientrava tutto nella norma: Alex scriveva come uno straniero scriverebbe qualsiasi lingua che non fosse la sua madrelingua. E comunque non era l'unica voce del libro. E comunque, se anche fosse stata l'unica voce, sarebbe stata capace, più avanti nel testo, di poesia non indifferente.

E' in preda alla nausea galoppante che scopro - troppo tardi- che Pigmeo è scritto per 238 pagine così.

Porta magica scivola orizzontale silente, scompare dentro muro aprendo cammino da fuori. Non tutto totale vetro, sporgenza di metallo alluminio in bordo cornice colore argento, porta scivola finché dentro appare donna vecchia, donna schiava con casacca rossa, apparato a molla pinzante fronte di casacca e appesa piccola insegna stampata con DORIS.

Ehm.
Vaffanculo.
Mi dicono che superato questo piccolo scoglio linguistico, il libro faccia molto ridere e sia una bella satira dell'America, della politica, delle dittature e compagnia bella.
Ma perché devo superare questo scoglio linguistico?
La lingua fa parte della bellezza di un'opera letteraria. E' dalla prosa, dalla grammatica, dall'ordine e dalla scelta delle parole (oltre che dalla storia) che si trae piacere.
Un libro volutamente e - non lo metto in dubbio - coerentemente sgrammaticato può essere sagace, divertente (e a questo punto è il minimo, Dio mio. Deve essere almeno tutte queste cose), ma taglia fuori tutto il piacere del suono di cui voglio godere.
Perché mai dovrei superare lo scoglio linguistico, dico io. Perché hai pensato di mettercelo questo scoglio, Cristo santo.
E' come se io odiassi la cipolla e mi mettessero davanti un cibo zeppo di cipolle e mi dicessero "Tranquilla, è buonissimo, ci sono tutti gli ingredienti che ti piacciono di più e lo ha cucinato il migliore chef in circolazione, solo non far caso alle cipolle".

Ma anche no, scusa.

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20 commenti:

  1. influenza e palahniuk non vanno d'accordo...

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    1. Per fortuna che qualcosa da leggere che ci faccia compagnia la si trova sempre!

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  2. Madonna pigmeo ho provato a leggerlo anche io e anche io ho mollato alla prima pagina.. Impossibile proprio

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  3. Gli scogli linguistici devono essere affrontabili, però, non devono precludere la comprensione del testo e non devono farti disinnamorare di ciò che stai leggendo. Ché la sperimentazione ha senso se porta da qualche parte. E che cavolo!

    Riprenditi! <3

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    1. Esattamente.
      Sgrammaticato ok, ma parliamone. Ragioniamo sulle proporzioni. Una cosa come Pigmeo secondo me è improponibile. Se un esordiente avesse azzardato tanto lo avrebbero deriso - giustamentr - fino alls fine dei tempi.

      Mah.
      Nessun senso.

      (<3)

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  4. Il paragone con le cipolle è da 10 e l'ode!!
    :-)

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    1. Risvegli la studentella secchiona che vive in me :D

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  5. Uff. Io adoro Chuck bello.
    Ho comprato Pigmeo e non l'ho ancora letto.
    Tutti ne parlano male, però.
    E ho anche ogni cosa è illuminata. Ancora lì che mi guarda. Da leggere.

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    1. Eh, lo adoriamo tutti Chuck. Ma non accostarti a Pigmeo, salvati finché puoi. Vendilo a un nemico.

      Ogni cosa è illuminata corri a leggerlo invece, ché è davvero indimenticabile!

      <3

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    2. Io non lo adoro Chuck.
      E fu così che rimase senza amiche <3

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    3. Uhahahaha!
      Ti vogliamo bene uguale <3

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  6. Io la prima volta che lessi Chuck lo amai.
    Che colpi di scena, che lunguaggio, che tutto.
    Poi lessi un altro suo libro. E un altro. E n'altro.
    Me pareva un po' strano.
    E infine capii che usa lo stesso schema, la stessa minestra riscaldata, la storia strana/inverosimile e colpone di scena finale.
    No dico, evviva.
    Ma se si parla di libri dimmerda, niente batte il momento maledetto in cui comprai (si! CI SPESI DEI SOLDI, dannatissima me) V.M.18 della Santacroce.

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    1. Esatto. In fondo penso che si possano leggere 3-4 suoi libri e non sprecarsi con gli altri (il mio preferito è Survivor. Quindi Survivor, Soffocare, Fight Club. Forse Invisible Monster. Cavie già è un boh. Ho letto anche Gang Bang più che altro per vedere la faccia di quelli che mi stavano di fronte in autobus).
      Con Pigmeo io saluto Chuck: me lo voglio ricordare giovane e bello.

      Sulla Santacroce ho sentito solo cose terribili ma non ho mai avuto il piacere! Secondo me li scrivono dimmerda apposta: lo fanno per il nostro LOL.

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  7. io ho letto solo 4 pagine di angeli e demoni perché non mi piaceva l'uso del linguaggio diretto. Ma pare che fosse una merda anche per altri motivi che non scoprirò mai.
    Su Palahniuk e il suo suscitare amore e odio a libri alternati ti capisco.

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    1. San Pietro, l'antimateria, il Cern, gli enigmi sparsi per le chiese di Roma, il papa, il camerlengo: Angeli e Demoni è un'accozzaglia al di là del bene e del male <3

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  8. pigmeo è veramente un'assoluta vaccata

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    1. La definizione che meglio gli si addice, senz'altro.

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