giovedì 28 marzo 2013

Sotto la W.

Toglietemi tutto, ma non gli occhiali (a meno che non vogliate vedermi sbattere contro i muri), e la capacità di capire quello che leggo.
Non sono un' intellettuale spocchiosa, piuttosto una sfigata che si è fatta sessanta esami universitari utilissimi, tipo Latino Medievale di-sta-minchia e Filologia Romanza quattordicesimo modulo.
Adesso coltivo asparagi sul balcone, ma io ho letto la Gran conquista de Ultramar, e voi no.



Studiare, non solo mi piaceva, ma mi riusciva benissimo.
Eppure la sera andavo fuori a bere e mangiare, e facevo tanto sesso scatenato. Le frontiere della secchionaggine sono cambiate da un sacco di tempo. Ciao Steve Urkel, sei passato di moda.

Non vi ho mai raccontato di quella volta che mi sono laureata con un anno di ritardo per colpa di Ungaretti. Aspettai, vigliacca, che il programma di Letteratura italiana novantesimo modulo cambiasse. Non ci capivo niente delle poesie, dei saggi critici, delle letture aggiuntive, delle spiegazioni del professore più incapace nella storia della gloriosa Università di Napoli Federico II. Ci ho pianto su quelle cazzo di poesie. Credevo di aver perso il tocco magico.
Il programma cambiò. Presi il solito 30. Via per la mia strada.
Ciao Peppino, a mai più rivederci.
Spippola via da me, if you know what i mean.

Giurai che non sarebbe più successo. Essere sconfitta da un libro.
Voi Dei dell'Olimpo, non avete altro da fare oltre a umiliarmi? Avete deciso che non sarei mai stata un ingegnere, non vi pare già sufficiente?
E dunque non successe più, perché leggo tutto, fino alla fine, e i diritti del lettore di Pennac sono una stronzata. Io non abbandono mai un libro, perché ho fatto in modo che nessun libro mi risultasse noioso.
Pensate un po' che figa che sono.

Poi a gennaio dell'anno scorso compro Infinite Jest di DFW, leggo 300 pagine, lo chiudo e lo rimetto a posto alla lettera W della mia libreria.



(Se è vero che there's more then one of everything, c'è un'altra Marianna, in una differente timeline. Questo doppione probabilmente ha avuto il coraggio, almeno una volta nella vita, di farsi la frangia. Questo doppione una volta ha letto un libro. Era un libro di Paolo Coehlo. E' sicura di sé, fa l'estetista, ha le unghie lunghe e finte: ha fatto la colata di gel spessa mezzo centimetro. Ama il mare e l'estate, si definisce simpatica e solare. Ha un sacco di amici, la sera va a ballare in discoteca e si fa le foto nel cesso, insieme alle amiche, con la bocca a culo di gallina. Guida una Smart. Fuma. Guadagna strappando i peli dalle gambe delle persone. Non ha mai nemmeno visto un libro di 1200 pagine. Vive felice e non gliene frega un cazzo di DFW. Per la verità guarda un po' turbata questo acronimo: le si aggrottano le sopracciglia ad ala di gabbiano.
Ebbene, la sottile membrana tra i nostri universi deve essersi deteriorata. Un Walter Bishop di là deve aver tentato di trasportare di qua Infinite Jest, ignaro del fatto che avrebbe dovuto sostituirlo, nel suo universo, con qualcosa che avesse stesso peso, forma, volume. Invece ha tentato di metterci al suo posto un libricino striminzito di Banana Yoshimoto. Così qualcosa si è rotto e io non capisco più i libri che leggo, come quella cretina dall'altra parte. Come quella volta con Peppiniello Ungaretti).

Provo a leggere Infinite Jest e mi sento una cretina. Affascinata dai lustrini e dai colori, solo perché ho una cornea, una retina, un vetrino adatti a essere stimolati - perché rimanere indifferenti starebbe a significare una patologia grave, una malattia rara. Ma in realtà non ci capisco un cazzo.
Il prossimo passo sarà leggere le riviste dal parrucchiere e le conversazioni nella chat di Facebook.

Per un anno intero DFW lo odio con tutta me stessa. Lo odio anche se non perderò sessioni di laurea per colpa sua. Lo odio più di Ungaretti. Stavolta non ci sono professori da fregare.

Poi inizia il 2013 e si sa: le leggi di mercato, la domanda, l'offerta, la borsa di Milano, Saturno contro, Urano amico. Il 2013 diventa anno sponsorizzato.
Anno Wallaciano.
Il terzo libro di gennaio mi fa capire un sacco di cose e mi rende più intelligente. Oddio, meglio: mi fa capire quanto insulsa sia la mia stupida mente, confrontata con quella di DFW. Questa consapevolezza mi rende più intelligente.
Ero la persona sbagliata al momento sbagliato.
Non vedo perché, allora, applicare tutta questa severità alla persona e non al momento. Era sbagliato lui quanto me. Forse persino più stupido di me dato che, in fondo, era solo un momento. Ed è già passato.

Ciao Infinite Jest, ci rivediamo presto. Sto arrivando.
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11 commenti:

  1. DFW (insieme a Dave Eggers) è molto sopravvalutato, secondo me.
    Come la maggior parte della letteratura americana contemporanea, secondo me.
    Take it easy, che non è la Recherche.

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    1. Che per me sia diventata una questione di principio è sicuro.
      Ho, per esempio, abbandonato Franzen perchê mi annoiava a morte ma non mi era mai successo che un libro mi fosse così ostico. Poi devo dirti: La scopa del sistema mi è piaciuto moltissimo, La ragazza dai capelli strani anche, ma un po' meno. Leggerò ancora qualcosa di breve prima di iniziare IJ. DFW diceva che il problema della letteratura postmoderna era essere tanto criptica da non valere, per il lettore, lo sforzo. Essere tanto difficile che il divertimento non esisteva più.
      Lui sosteneva di non esserci caduto con IJ. Lo scoprirò.

      (Secondo i propositi del nuovo anno, nel 2013 avrei dovuto leggere Proust. Non si sa mai che, in crisi da eccessiva esposizione al postmoderno, io trovi sollievo in Marcel).

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    2. Mi aggiungo qui. Io, per riuscire a leggere IJ, mi sono dovuta trovare nella disposizione mentale adatta, ovvero quell'insieme di lievissima disperazione e leggera malinconia che trova conforte nella sicurezza di un lungo libro.
      Sopravvalutato non so. Ché io AMO la letteratura americana. Certo cerebrale, faticoso e a suo modo freddo.

      Anche il mio alter ego è estetista. Guida una Smart fourfour (quella grande), ha un mutuo e fa aperitivo ogni sera.

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    3. Yeeeah, libro forum!
      Non so, ma quel poco che ho letto di dfw, eggers, fante e altri mi ha fatto pensare a un po' di pretenziosità.
      Senza negare che comunque altri autori e qualche dialogo di La scopa del sistema meritano davvero.
      Dave Eggers non riesco a salvarlo, non so se avete letto L'opera struggente di un formidabile genio.

      Per il resto, il mio alterego ha un chihuahua bianco in borsa e le unghie rifatte da tirannosauro ricchione.

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    4. La lunghezza non mi spaventa affatto, anzi. Ne sono da sempre una big fan. Una delle esperienze di lettura più belle della mia adolescenza fu quella de Il signore degli anelli, proprio perchè era infinito, leggevo letteralmente ORE. L'ansia che mi mettono i libri piccini, i racconti, mamma mia. Tutto e subito. Sarà che mi immagino lo sforzo del condensare (nel senso di rendere denso, non di abbreviare) durante la scrittura.

      Quando inizierò cercherò il tuo conforto Mareva bella. Io SENTO che devo andare avanti in questa impresa bellissima.

      (La smart x4 è l' evidente prodotto di un universo malvagio).

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    5. Ragà gruppone di sostegno DFW, Eggers e compagnia bella.

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    6. Dovremmo farlo un super gruppone, davvero!

      Sui libri lunghi sono come te, anzi più pagine hanno meglio mi sento. Generalmente le raccolte di racconti non fanno per me. Io ho bisogno di affezionarmi ai personaggi e i racconti sono così rapidi da non permettermelo. E mi portano a essere letti con un distacco tale da non farmeli apprezzare. Insomma, mi boicotto da sola!

      Sulla pretenziosità di alcuni autori sono anche d'accordo ma a me è proprio quella che me li fa amare. Ho un certo fascino verso il "razzismo" intellettuale. Sii snob e sarò ai tuoi piedi!

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  2. Ad essere sincera tutte le tue citazioni non le ho capite, non so se mi è neanche venuta voglia di capirle.
    Minchia che cultura :)
    Dai ora puoi vantarti di più e farmi sentire di più un ignorante ;)
    Ecco il mio commento inutile :D

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    1. Nessun commento è inutile qui, men che mai il tuo Barbarella!
      Ho solo 10 anni più di te, non ci si può vantare dell'anagrafe. E poi ho parlato di libri che non sono riuscita a leggere, quindi c'è poco da vantarsi :D

      In ogni caso se cerchi qualcosa da leggere, qui è pieno!

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  3. Barbara stai tranquilla, io ci vivo con questa donna e ho sempre la paura che in un discorso citi qualche libro o qualche frase dotta (che lei da per scontato che tutto il mondo conosca) che non comprendo data la mia ignoranza. Ormai la tecnica più affermata è annuire sempre e comunque .Comunque confermo che nonostante la sua alta cultura, anni fa due poesie di Ungaretti l'hanno stesa a tappeto per un anno. Ciao

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    1. Uhauhahaha sei un bastardo!
      Nonchê bugiardo perché io non cito mai niente (ho pessima memoria) e certo non faccio vivere nessuno nella paura. Tu piuttosto: ci sono alcuni classici tormentoni con cui mi umili di continuo!

      É strano vedere come vi sia sembrata sborona in un post in cui parlo di almeno 2 cose che non sono stata in grado di leggere.

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