Però insomma boh.

Ho in cantiere alcuni post cialtroni e qualche cinedomenica.
Però insomma, boh. Non mi va.
L'altra sera camminavamo e ho detto all'Architetto che era un brutto periodo. Lui mi ha portato a mangiare il Crocque Monsieur, perché sa che mi fa piacere. Però l'ha fatto come se l'idea gli fosse venuta in mente in quell'istante, equivalente tra tante.
Quando non voglio parlare, lui è bravissimo a parlare di altro.
Ho pensato che quando è il mio compleanno sono depressa, quando viene la primavera sono depressa, quando arriva il caldo sono depressa, quando torna Natale sono ancora più depressa.
Ha a che fare con il fatto che, tutto intorno, mi pare ci sia il vuoto delle persone che potevano fare qualcosa e invece si sono allontanate. Ecco che allora sono depressa, di una depressione fisica, di un avvallamento del cuore.
Ho pensato a quella volta che stavo seduta in una pizzeria e spiegavo che non mi entusiasmava niente, nemmeno le cose che avevano sempre avuto il potere di farlo, e nessuno mi capiva e tutti continuavano a mangiare e io bevevo solo un po' d'acqua. Potrei rispiegarlo adesso, con la stessa precisione, più o meno, a chiunque avesse voglia di ascoltarmi.
Però vado a leggere, ché almeno questa volta una riserva naturale intellettuale me la sono preservata.
Tanto poi mi passa.