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Visualizzazione dei post da Marzo, 2013

Cinedomeniche vol. IX - Marzo.

Sentivamo la necessità di un nuovo volume di cinedomeniche?
Probabilmente no.
E di uno che desse una vaga idea di cosa sia passato a marzo su questi schermi?
GIAMMAI.
Eppure eccolo qua, gradito come una sorpresa Enrico Coveri nell'uovo di cioccolato Bauli Grandi Firme.La mia vita miserable.
(Les miserables, 2013)
Il 4 marzo ho visto Les Miserables.
Poi l'ho rivisto il 10.
Poi l'ho rivisto verso il 20.
Amo i musical? Preferisco un calcio in bocca.
Ma questa è un'opera, e fa piangere, e io e Madre abbiamo allagato il cinema vergognandoci molto. Hugh Jackman non fa che chiedere altri 5 minuti a Russel Crowe, che non fa altro che camminare sui cornicioni e parlare alle stelle. La Hathaway appare 10 minuti in tutto, facendoti piangere tutte le lacrime non piante. Pure quelle di quando, all'asilo, ti rubarono il pastello giallo (semicit. Chi la capisce vince un caffè).Per favore, sparate sul regista.
(Anna Karenina, 2013)
O comunque fategli cambiare spacciatore, perchè una r…

Sotto la W.

Toglietemi tutto, ma non gli occhiali (a meno che non vogliate vedermi sbattere contro i muri), e la capacità di capire quello che leggo.
Non sono un' intellettuale spocchiosa, piuttosto una sfigata che si è fatta sessanta esami universitari utilissimi, tipo Latino Medievale di-sta-minchia e Filologia Romanza quattordicesimo modulo.
Adesso coltivo asparagi sul balcone, ma io ho letto la Gran conquista de Ultramar, e voi no.



Studiare, non solo mi piaceva, ma mi riusciva benissimo.
Eppure la sera andavo fuori a bere e mangiare, e facevo tanto sesso scatenato. Le frontiere della secchionaggine sono cambiate da un sacco di tempo. Ciao Steve Urkel, sei passato di moda.

Non vi ho mai raccontato di quella volta che mi sono laureata con un anno di ritardo per colpa di Ungaretti. Aspettai, vigliacca, che il programma di Letteratura italiana novantesimo modulo cambiasse. Non ci capivo niente delle poesie, dei saggi critici, delle letture aggiuntive, delle spiegazioni del professore più inca…

Fireworks.

Ogni sera una festa di piazza e i suoi fuochi d'artificio. Vedo lungo, lontano, fino a Caserta e oltre. Festeggio anche io il mio santo patrono, con i banchi delle caramelle e le insegne sacre. Mischio l'anima e il cuore malandato con la polvere da sparo.

Persino molto più che belle.

Una certa fatica ad alzarsi dal letto la mattina. Una certa fatica a guardare le doghe del letto a castello (io il soffitto non ho il privilegio di vederlo), e risolvere il problema Cosa fare di questa giornata. Una certa fatica a fare colazione (e mi forzo anche se non ho fame, perché la colazione è il mio pasto preferito e saltarlo non mi pare il caso, e ingoio tè, cappuccini, fette di torta, una dopo l'altra, ché la vita è dolce).
Una certa fatica a capire la gente e a gestire i rifiuti, e i sottili rifiuti, e i sottilissimi rifiuti.
Un sacco di ansia a disposizione. A pacchi. La incartiamo e la spediamo worldwide. Spese di trasporto gratuite se, da uno a dieci, siete ansiosi a livello Lexotan, ma siete troppo ansiosi e avete paura di prenderlo.

-Dovresti distrarti.
-Ma da che cosa, se non faccio niente tutto il giorno?

Uno si distrae da qualcosa. La gente non lo sa? Io sono nata distratta.

Passo la vita al setaccio e cade tutto nel cesso, solo qualcosa è trattenuto dalle magli…

Però insomma boh.

Ho in cantiere alcuni post cialtroni e qualche cinedomenica.
Però insomma, boh. Non mi va.
L'altra sera camminavamo e ho detto all'Architetto che era un brutto periodo. Lui mi ha portato a mangiare il Crocque Monsieur, perché sa che mi fa piacere. Però l'ha fatto come se l'idea gli fosse venuta in mente in quell'istante, equivalente tra tante.
Quando non voglio parlare, lui è bravissimo a parlare di altro.
Ho pensato che quando è il mio compleanno sono depressa, quando viene la primavera sono depressa, quando arriva il caldo sono depressa, quando torna Natale sono ancora più depressa.
Ha a che fare con il fatto che, tutto intorno, mi pare ci sia il vuoto delle persone che potevano fare qualcosa e invece si sono allontanate. Ecco che allora sono depressa, di una depressione fisica, di un avvallamento del cuore.
Ho pensato a quella volta che stavo seduta in una pizzeria e spiegavo che non mi entusiasmava niente, nemmeno le cose che avevano sempre avuto il potere di …

Il problema.

Il problema di quando costruisci le cose, e te le inventi, e ti circondi di grattacieli, e fai il cielo rosso, e il mare sempre calmo, o sempre agitato, e sono tutti molto simpatici, o molto antipatici, e bevono tutti le birre che vorresti bere, e fumano tutti e non fa male a nessuno, e pensano come la pensi tu, o ti contraddicono con quel fare che piace a te - che piace a te perchè sei stata tu a inventartelo -, e nell'aria c'è proprio la malinconia che hai nello stomaco e quella sospensione di quando si è in sala d'attesa, e tutto è esattamente come dovrebbe essere perché legiferi e governi e mandi a morte senza sottostare a organismi di controllo, e lui vorrebbe stringerle la mano e lei le infila sempre in tasca, il problema, dicevo, è che, se quelli non si prestano più a fare come dici, il mondo si rompe, e  non ne hai un altro a portata di mano, che faccia da riserva.

Vari altri modi.

Penso che essere timidi significhi sostanzialmente essere talmente concentrati su se stessi che diventa difficile stare in compagnia della gente. Per esempio, se passo del tempo con te, non riesco neanche a capire se mi stai simpatico o antipatico, perché sono troppo occupato a chiedermi se io sto simpatico a te. E' stressante e odioso [...]. Allo stesso tempo credo che per chi scrive, parte della motivazione stia nel fatto di imporre se stesso e la propria coscienza agli altri. C'è un'arroganza incredibile anche solo nel provare a scrivere qualcosa; figuriamoci nell'aspettarsi che qualcuno paghi dei soldi per leggere quello che hai scritto. Ecco secondo me gli esibizionisti che non sono timidi si ritrovano a salire sul palco. Finiscono per fare il loro mestiere alla presenza diretta di altra gente. E gli esibizionisti che invece sono timidi trovano vari altri modi in cui esprimersi. (David Lipsky, David Foster Wallace - Come diventare se stessi. David Foster Wallace …

Fumo nero e uomini pazzi.

Considerando che nemmeno troppi anni fa i miei tracolli nervosi erano spesso legati all'impossibilità di ottenere l'ID Alto con Emule, mi viene da pensare che nella vita si può sempre guarire.
Non sono più consumata da domande quali "perché io scarico a 3kb/s mentre tutto il mondo ha già visto l'ultima puntata di Lost sette ore fa?" e "cosa ho fatto di male per non poter vedere in anteprima assoluta la scoperta della botola e dell'esistenza di Desmond "brotha" Hume e PennyPennyPenny?"


Si può migliorare dunque, se sono passata dalla fase lo voglio adesso, subito, lo voglio di più (il telefilm), a quella denominata mettiamo insieme un po' di puntate, ché una alla settimana è troppo poco.
Fase che sfocia addirittura nella stoicissima Guardiamo la serie tutta di seguito A FINE STAGIONE.

Succede sempre più spesso ormai.
Il mestiere della spettatrice di telefilm si è trasformato in un hobby.
Che strano.
Che malinconia.

Un tempo discutevamo …

Achtung! Alta concentrazione di me stessa.

Dato che la mia serata prevede una lunga sessione di gioco a The sims 3, non rischio certo di apparire improduttiva rispondendo al questionario della carinissima Patalice , la quale mi ha gentilmente taggata in questo post.


Come funziona il tutto?
Io rispondo alle sue 11 domande.
Poi scrivo 11 cose a cazzo su di me.
Poi faccio 11 domande a 11 fortunati estratti col metodo bussolotto.

Tutto chiaro?
Mi accingo dunque a rispondere.

1) Cosa guardate prima in una donna/uomo?
I denti. Tipo concorso ippico. 
2) Ultimo desiderio prima di abbandonare questo mondo triste e crudele.
Spero che ci sia una Melinda Gordon che mi faccia passare "oltre".
3) La persona su cui avete pensato più volte mentre vi masturbavate.
Una cosa a tre io, l'Architetto e Anna Torv.
4) Un libro, un film e una canzone sull'isola deserta.
Le iene di Tarantino, Brain Damage dei Pink Floyd, Survivor di Palahniuk. Ma se me lo chiedi fra 5 minuti dico tre cose diverse (tipo Il pianista di Polanski, Dear Prude…