martedì 5 febbraio 2013

The days seem so strange from my windowpane.

Fuckyeahhipsterpics


Ci sono io.
C'è una madre, una sorella, una nonna, praticamente un gineceo - i cicli mestruali sincronizzati come in prigione. C'è un padre lontano, l' Architetto, la Strega di Blair, il direttore, una migliore amica che si sposta per l'Italia, gli amici di master.

C'è quello che provo per me stessa, quello che dice il mio personaggio, quello che scrivo di me.
C'è l'amore per una, lo straniamento dall'altra, il senso di colpa e le porte a vetri sbattute, una finzione costante e perpetua piuttosto dolorosa - difficile da non contraddire, la complicità e il sesso, l'affanno di sembrare seria quanto sono, sbottonarmi la cintura e fare la cretina, il silenzio condiviso di chi si conosce tanto e bene, essere buffona quasi sempre.

C'è quello che pretendo da me stessa, quello che dico di pretendere, quello che vorrei pretendere.
La serenità e la sicurezza, la superficialità e poche domande, il buongiorno ogni mattina e fingere di non sentire gli insulti e gli "stronza puttana", resoconti periodici e un lavoro che lo liberi, la fedeltà e tutta la mia attenzione, idee giovani e articoli precisi a testa bassa e senza scherzare troppo, che sia io a mettere la stanza di buonumore, che alzi il telefono più spesso o almeno che scriva più email, che prenda la parola quando loro stanno zitti.

C'è quello che voglio fare, quello che dico di voler fare, quello che scrivo di voler fare, quello che vorrei volere.
Pomeriggi a cucinare dolci, una cosa in comune - piccolissima - da condividere, almeno un ricordo che non sia un travaso di bile. Ammettere che ci ho sperato fino all'ultimo e credevo che avesse ragione e, adesso che so che non è così, può anche morire in un fosso. Aprirmi tanto da fargli leggere tutte le cose belle che mi ha scritto addosso, essere più simile a lei, osare chiedergli un'opportunità, e non dover riepilogare la mia vita ad ogni telefonata ma parlare di un libro o delle sue mattonelle, ed essere più vicina ai loro sentieri per fare ancora un po' di strada insieme.


Andare a dormire, sognare molto.
Svegliarsi.
Ricominciare da capo.


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3 commenti:

  1. No ma ve be', dillo che ci hanno separate alla nascita. "C'è quello che pretendo da me stessa, quello che dico di pretendere, quello che vorrei pretendere." Ma, sostanzialmente, potrei evidenziare tutto ciò che hai scritto. Ad esclusione dei cicli sincronizzati. Qui, di femmine, siamo poche!

    E poi la vogliamo smettere di scrivere così bene ché poi a me vengono i brividi e piango e non ho nemmeno più la scusa dell'adolescenza? <3

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    Risposte
    1. Sospettavo fossimo vicine di culla: ho un vago ricordo di una rossa alla mia sinistra che chiedeva latte in polvere e un tatuatore degno di questo nome.

      Mi lusinghi, perché sei tu quella che scrive davvero bene e quindi, niente, scriviamo un romanzo a quattro mani e liberiamoci dalla condizione di povere ma belle, per diventare ricche sfondate e belle.

      <3

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  2. Ma vedi che eri tu? Sai anche che bevevo il latte in polvere perché intollerante al lattosio. Vedi? <3

    Dovremmo uscire dall'ideale romantico della cultura e iniziare a fare soldi. Quelle tette nuove non si pagheranno certo da sole :D

    <3

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