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Come festeggiare gli anniversari.

Un gigantesco beep steso su un'altrettanto gigantesca imprecazione. 
(David Foster Wallace - La scopa del sistema)

Qualcuno avrà intuito che io e l'Architetto ci troviamo, nostro malgrado, in mezzo alla marmaglia che festeggia San Valentino, perché il 14 febbraio festeggiamo il nostro anniversario.
Non è mica colpa nostra se ci siamo baciati selvaggiamente contro i muri della notte dei baci Perugina proprio quel giorno.
Non potevamo certo trattenerci e aspettare una data meno commerciale.
Se uno deve baciarsi e palpeggiarsi non sta a pensarci su troppo.

Qualcuno avrà anche intuito che l'Architetto gode della mia compagnia e della mia innata simpatia da un considerevole numero di anni. Questo ha incrementato le possibilità che, proprio in qualla data, in mezzo ad altre 364 date disponibili, tutto vada di merda.
Non chiamatemi scaramantica, non lo sono affatto. Anzi, se c'è una categoria che disprezzo al pari di quelli che credono nei segni zodiacali, è quella di chi getta il sale, fa le corna, non passa se il gatto nero gli ha tagliato la strada. Però l'esperienza mi ha portato a trarre questa conclusione: il 14 febbraio si accumulano aspettative, positività, negatività, qualche virus, una pioggia di troppo, e niente, va tutto a puttane.

Come la volta che mi salì la febbre a 39, solo due ore prima di dover uscire.
Come quell'altra che mi venne la bronchite e l'Architetto aveva preparato una romantica cena.
Come quest'anno che l'Architetto si è preso la febbre.
L'Architetto.
Che è tipo Wolverine, ghisa fuori e adamantio dentro. Con vestiti di mithril.

Un bagno rilassante secondo l'Architetto.

Allora eccola la soluzione.
IGNORARE.
Gente, ignorate compleanni, onomastici, feste, san valentini, anniversari.
Rimandate tutto e non pensateci.
Non prenotate in ristoranti di lusso, non fate a tutti i costi qualcosa di speciale e diverso da quello che fate di solito. Ho visto una ragazza rovinare al suolo come un fagiano impallinato, perché inerpicata su un paio di tacchi che, evidentemente, non erano le calzature che era solita indossare. Tutti a ridere. Una tipa ha urlato a un'altra, qualche metro più avanti: "Oh, ma hai vist' ch' carut' ha pijat' chest'?!" (Trad. "Amica, hai per caso avuto la fortuna di vedere la distastrosa caduta della ragazza, proprio qui in mezzo alla strada e davanti a tutti?)
Mettete le scarpe basse se non siete in grado, ragazze. Non siamo mica in una puntata di Uomini e Donne?
E voi ragazzi, non comprate mazzi di fiori se non li avete regalati nemmeno una volta nella vostra vita.
Non andate a mangiare pesce, se il vostro stipendio non vi consentirà di ripetere l'impresa per un altro anno.
Non pretendete di essere stupiti tutti i giorni. Di rendere indimenticabili certi momenti diventando, per un po', qualcun'altro. Amiamo la normalità, gente. E i caffè presi al volo tra un impegno e l'altro pur di potersi vedere per cinque minuti.
Celebrate sottotono, tra di voi. Non ci sono telecamere che vi inquadrano. Non dovete condividere le foto della vostra felicità su Fb.
Poi certo, se voi tutti i giorni saltate con l'elastico da un ponte, e andate a scuola con la macchina fotografica, e al cesso con l'Iphone, va anche bene che per il vostro compleanno vi gettiate da una mongolfiera e per san Valentino scriviate una frase sgrammaticata su un muro.
Contenti voi.

Per quanto mi riguarda io preferisco, quando nessuno se lo aspetta, e quando non me lo aspetto nemmeno io, prenotare quattro giorni in un'altra città, non dirlo a nessuno e chiudermi in albergo.


Ciao, ci vediamo al rientro.


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