martedì 22 gennaio 2013

Che.

Che piove da ore e non me n'ero accorta.
Che le ginocchia me le porta via il vento, molli come le corde delle persiane.
Che il tetto è tenuto fermo solo da chiodi infilati poco in profondità.
Che si sente vivere in lontananza, dove ci sono più luci.
Che batto i tacchi degli stivali di pelo e voglio tornare a casa.
Che capisco che saltare la ringhiera sarebbe il modo più bello di morire, ma lo penso solo per curiosità e casistica, nel caso si giocasse a chiederci come preferiremmo morire.
Che il vento che stacca i rami fa un rumore di sparo.
Che a un certo punto incasinerò tutto.
Che il cielo sfuma verso un rosso apocalisse.
Che la nebbia nasconde la Torre Biologica.

Northern--sky


Lo capisco una sera che infilo il cappotto sopra il pigiama e esco sul balcone perché dentro fa caldo e mi gira la testa.



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3 commenti:

  1. Penso moltissimo anche io ai modi in cui morire. In realtà non a come uccidermi ma a come, casualmente, potrei cadere dalle scale, essere investita, scivolare sul ghiaccio.

    Ci conosciamo abbastanza bene da sapere di poter incasinare tutto. Dovremmo correre ai ripari anziché vedere le cose andare dove sapevamo sarebbero andate.

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    Risposte
    1. Certe volte, quando leggo i tuoi commenti mi sento in compagnia.

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    2. Eh il potere delle parole!

      Mi dai la stessa sensazione.

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