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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2013

Di come ho vinto un libro e di come vincerò al SuperEnalotto.

Sentite un po' questa.
Commento un post su questo blog raccontando molto brevemente la storia della casa editrice e della sedia. Mica vi svelo niente, no?
L'aveva capito pure mia nonna novantacinquenne che era una storia vera e non una specie di racconto di finzione come volevo far credere (e poi io ce l'ho davvero la maglia a righe grigie e viola, e l'ho davvero indossata per andare a quel primo indimenticabile colloquio).

Ho vinto un libro.
Per quel commento/bussolotto numerato pescato dalla dea bendata, sorda e muta.
Gioite, forza.
Io non ho mai vinto niente, nemmeno i 2€ al gratta e vinci che era costato 2€.
Il prossimo passo è fare 6 al SuperEnalotto (e non 5+1 che mi è sempre suonato come un ripiego, una scusa accampata da chi non è in grado di puntare in alto e si accontenta del traguardo a portata di mano).

6 al Superenalotto is the limit.

Comunque. Vinco il libro di Gianluca Comuniello Nessuna esperienza richiesta, edito da Intermezzi.
Non lo nasconderò: ho avu…

Cinedomeniche vol. VIII - Special edition: La Compagna di Divano.

-Io amo tutti i tipi di film, capisci? L'unica cosa che non riesco proprio a sopportare è la violenza gratuita.
-Ah beh, giusto. E qual è il tuo film preferito?
-Arancia meccanica.
E' con queste parole incise nella pietra che voglio presentarvi La Compagna di Divano.
Non esistono parole più rappresentative della sua persona, perché:
1) Le ha stampate sul suo biglietto da visita.
2) Inneggiano alla cialtronaggine come stile di vita.

Mi pare evidente che andiamo molto d'accordo.

Lei è l'ospite d'onore di questo volume di Cinedomeniche un po' speciale e, ovviamente, molto cialtrone.
L'esistenza della Compagna di Divano è propedeutica all'esistenza del divano stesso, nonché all'uso che ne faccio. In altre parole, odio guardare un film da sola.
A meno che non si tratti di un porno, è chiaro.
Anche se, forse, anche il porno è meglio in compagnia, considerando tutta una serie di ripercussioni che -

Mh.
Let's start again.

Odio guardare i film da sola, sop…

Che.

Che piove da ore e non me n'ero accorta.
Che le ginocchia me le porta via il vento, molli come le corde delle persiane.
Che il tetto è tenuto fermo solo da chiodi infilati poco in profondità.
Che si sente vivere in lontananza, dove ci sono più luci.
Che batto i tacchi degli stivali di pelo e voglio tornare a casa.
Che capisco che saltare la ringhiera sarebbe il modo più bello di morire, ma lo penso solo per curiosità e casistica, nel caso si giocasse a chiederci come preferiremmo morire.
Che il vento che stacca i rami fa un rumore di sparo.
Che a un certo punto incasinerò tutto.
Che il cielo sfuma verso un rosso apocalisse.
Che la nebbia nasconde la Torre Biologica.



Lo capisco una sera che infilo il cappotto sopra il pigiama e esco sul balcone perché dentro fa caldo e mi gira la testa.



Non so mai che farci.

C'era la luna ed era sull'acqua. Una luna in miniatura che dondolava sulle piccole onde. Vedo sempre belle immagini del genere ma non so mai che farci. Credo che uno dovrebbe condividerle con qualcuno. O metterle in una poesia. (In stato di ebbrezza, James Franco)

La frustrazione è una cosa bellissima.
Io ne ho a pacchi.
Invidiatemi.

Un anno di minchiate d'autore.

Oggi questo posto di cose che non esistono compie un anno.

Gioia e gaudio, perché è un compleanno che non ci fa girare le palle come il ventottesimo.
"Ci" nel senso "a me".
Plurale maiestatis.

Io me lo ricordo quando ho iniziato.
La notte di capodanno dondolavo ubriaca per la strada e ho lasciato camminare gli altri, e sono rimastata indietro di proposito, e ho detto all'Architetto che avrei chiamato il blog cose che non esistono, perché mi sembrava appropriato. Davvero appropriato.

Lui stava appoggiato alla vetrina di un negozio chiuso. Mi ha detto che gli sembrava perfetto e, dicendolo, mi sembrava felice.

Speriamo in un altro anno ancora più pieno di minchiate.


Banjo is the future.

Oggi mi è tornato in mente uno che mi disse:

"La letteratura non serve a niente, i libri non mi fanno né caldo né freddo. Una che studia letteratura francamente non la capisco perché è, e sempre sarà, una fallita di merda. Io piuttosto ho un piano di crescita personale e professionale da attuarsi entro 5 anni. Degli step a traguardi intermedi di sei mesi. Se sono qui con voi è solo perché devo acquisire le competenze necessarie per il mio obiettivo".

E quale sarebbe il tuo obiettivo?


Mi pare si chiamasse Fabio.
Da quel giorno, noi del corso di formazione iniziammo a chiamarlo B.
Una mattina, un attimo prima che si aprissero le porte dell'ascensore, gli dissi:

"C'hai la faccia talmente da stronzo che quanto meno un giorno ti troviamo in politica".


La gente come me non gli fa niente alla gente come quello.

Il fatto era che un po' ce l'avevo, perché aveva attaccato il suo pippone durante la mia presentazione agli astanti. Stavo in piedi in mezzo al ce…

The shape of things to come.

Ho ascoltato per tutta la notte un disco letteralmente rotto.
Eppure, tra i pezzi mancanti e i capelli che strofinavano sul cuscino, ho intravisto l'infinito che c'era di buono.

Vorrei che fosse un presagio.
Saper vedere.

Vorrei che, ascoltandolo di giorno, per intero e senza singhiozzi, non si scoprisse che era un album di Toto Cutugno.


Soprano.

Era solita piangere, quando la mattina camminava -troppo veloce- davanti all'entrata del conservatorio, e non sapeva riconoscere gli strumenti musicali che venivan fuori dalle finestre.
Una voce, certo, con il suo pianoforte.
Un violino, pure - un esercizio nervoso.
Ma quella volta -che sembrava Gershwin che sale morbido le scale- quella volta, non avrebbe proprio saputo dire.