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Prospettiva Salerno.

Io e l'Architetto programmiamo ogni anno fughe pre-natalizie per svariati motivi.

1. Vedere come le altre città, sotto Natale, sono infinitamente più belle della nostra.
2. Avere almeno una buona scusa per essere scontrosi con i parenti (Nonna, non ci far caso, è appena tornata da LuogoBellissimoACaso, è un po' nervosa, non voleva davvero lanciarti i roccocò in fronte).
3. Ci piace sentire freddo e abbasso l'estate buuu.

Quest'anno ci sarebbe dovuta essere Madrid.
Ci sarebbe dovuta essere e invece una minchia, perché EasyJet ha ben pensato di cancellare, non il volo, ma l'intera tratta. Insomma, non esiste più Napoli-Madrid. Avevamo prenotato da mesi.
Che poi, non vorrei salire in cattedra e fare una lezione sulle connessioni storico-politiche tra Napoli e la Spagna, e quindi non lo faccio: ma ci avete fatto una brutta figura a cancellare, con un volo, secoli di storia.

Buuu pure ai signori di EasyJet.

Ma noi siamo gente piena di risorse e molto gggiovane. Abbiamo preso la moto, signori miei, e siamo andati a Salerno con le sue luci natalizie iperstrombazzate che persino quelli del Trentino vengono a vedere. Loro che sono i padroni dei mercatini di Natale.
Salerno.
Salerno che figurati, è dietro l'angolo!
Salerno che ci vogliono solo 40 minuti di viaggio!
Salerno che è sempre più calda di Napoli!
Salerno che le previsioni dicono che è bel tempo!
Salerno che ho trovato un albergo carino a pochi minuti dal centro!

SALERNO E' LA FOTTUTA LAPPONIA.

Lo stemma del Comune di Salerno.

Ho dovuto comprare di corsa un cappello di lana perché il cervello veniva giù sotto forma di granita dai condotti lacrimali. Ho indossato 2 paia di collant tremila denari sotto il pantalone, tre maglioni a collo alto, un piumino, una sciarpa: tirava un vento che nemmeno nella steppa.
Ora, per voi amici del nord, non sarà niente di sconvolgente sentire la necessità di un misero cappello di lana il 10 dicembre. Ma per me sì, soprattutto se non lascio la Campania.
A Napoli non fa così freddo da mettere cappelli di lana. Se siete napoletani sotto i 70 anni, senza particolari patologie, indosserete un cappello al massimo 10 volte in tutto durante l'inverno.
Io non indosso guanti da quando avevo tre anni. Non ce li ho proprio i guanti: non so che farmene.
Il piumino è un optional riservato alle giornate di pioggia o a quelle in vespa. Gli orrendi stivalotti informi con la pelliccia non hanno ragione di essere, se non quella di sfoggiare cattivo gusto nel vestire.
E invece Salerno ci ha colto di sorpresa con un fine settimana di temperature fuori dalla norma. Un po' come quando, questa estate, a Praga l'albergatore ci disse che non faceva così caldo da 30 anni.
La fortuna proprio.

Eppure avrei potuto prevederlo. Il buon vecchio Franco aveva descritto Salerno con mirabile poesia nella sua Prospettiva Nevski:

Un vento a trenta gradi sotto zero
incontrastato sulle piazze vuote e contro i campanili
a tratti come raffiche di mitra disintegrava i cumuli di neve.


Il nostro albergo era in collina è c'era il dannatissimo ghiaccio sulle strade.
GHIACCIO+MOTO.
Riuscite a intuire la tragedia che si nasconde dietro questo binomio?
Forse sto invecchiando e fra poco avrò bisogno di uno scialle e di una sedia a dondolo.

Ho consumato quintali di burrocacao: sulle mie labbra si sono aperti crateri e faglie. 
Ripenso ai video in cui le biuti-bloggher comparano l'efficacia di settordici balsami labbra.
Mi sono sempre chiesta: ma che cazzo pretendete da un burrocacao? Dove vivete? Io lo uso certo, ma non è che ho le necessità di Filippa Lagerback o dei grassoni svedesi della caramelle Ricola.

E' stato in questo fine settimana che mi sono risposta. Le biuti-bloggher sono tutte del nord. O di Salerno.

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