venerdì 21 dicembre 2012

Forse, se ne avrò voglia, magari se mi va.

Non scriverò la letterina a quelli che leggono questo blog e mi conoscono anche nella vita reale e mi fanno regali Babbo Natale per alcune importantissime ragioni. 
Ad esempio, non desidero nulla in particolare. Eh. Lo so. E' la verità. Non un patetico tentativo di psicologia inversa o una maniera per sembrare la tipa che si disinteressa della cose materiali. Mi piacciono un sacco di cose materiali, e alcune le riceverò per Natale. Ma non muoio di desiderio per niente e vi assicuro che, se non riceverò la borsa che ha la Ferragni in un post a caso, continuerò ad usare il deodorante e a indossare il reggiseno e a vivere serenamente secondo le regole della società.
La Genitrice ha la buona abitudine di regalarmi un consistente buono da Feltrinelli. Alcune delle cose materiali che più mi piacciono sono, infatti, parallelepipedi di carta. I vestiti me li compro da me. Sono affetta da una rara malattia per cui è assolutamente proibito che l'Architetto mi regali vestiti. Ab urbe condita, l'Architetto non mi ha mai regalato di sua spontanea volontà un capo di abbigliamento, perché lo trovo un gesto molto volgare e sa che lo menerei fortissimo.
Non meno importante la considerazione per cui, se anche desiderassi qualcosa in particolare, a voi non fregherebbe una minchia di saperlo nel dettaglio. Questo vale anche per il periodo post Natale: non infetterò i vostri computer con il virus delle foto dei regali ricevuti, e so che mi ringrazierete per questo.

Allo stesso modo non credo che scriverò una lista di buoni propositi per l'anno nuovo.
L'anno nuovo inizia a settembre, lo sanno tutti: perché vi affannate a promettere di non piangere più di 3 volte al giorno davanti al poster di Justin Bieber proprio il 31 dicembre? Perché invadete il pannello di controllo di Blogger con la promessa di non comprare più di 23 ombretti al mese? Continuate a fare quello che state facendo, ci rivediamo alla fine di agosto.
In ogni caso, se anche avessi la ripartenza impostata su gennaio, io sono praticamente perfetta e la mia condotta morale non necessita di correttivi (ogni commento dell'Architetto, che suonasse in contraddizione con questo assunto, verrà censurato. Questo blog non è una democrazia. Ciao Architetto, ti voglio bene).

Certo è che voglio pur dare un senso alle calorie di troppo che sto immettendo nel mio corpo e al bellissimo albero di Natale che ho addobbato. Quindi ecco a voi

LA LISTA DELLE COSE CHE FORSE, SE NE AVRO' VOGLIA,
MAGARI SE MI VA, FARO' NEL 2013.

  • Leggere Proust e scrivere post di auto-aiuto qui sul blog.
  • Farmi pagare per fare qualcosa. Che, detto così, suona malissimo, ma sto parlando di lavoro. Lavoro decentemente retribuito, non spiccioli. Né monete commemorative.
  • Fare qualcuna delle cose che mi fanno paura. Ma non ci mettiamo troppo il pensiero, che già so come andrà a finire.
  • Scrivere il romanzo del secolo. O almeno dell'anno. Magari anche del mese. Insomma, quella roba lì su cui metto le mani in questo periodo, potrebbe prendere corpo e arrivare a una conclusione, se mi va. Poi editing pesante sulla panchina tra via Morghen e via Scarlatti.
  • La pace nel mondo attraverso l'eliminazione violenta di individui specifici.
  • Farmi la frangia.
  • Mettere il rossetto rosso e non sentirmi una battona.

E niente. Buon Christmas chainsaw massacre a tutti.

TOTALLY.



Share This:    Facebook  Twitter  Google+

4 commenti:

  1. - Mettere il rossetto rosso e non sentirmi una battona.
    Quanto mi piacerebbe. Ma con il mio incarnato bianco e i miei capelli rossi sembro direttamente venuta da Bratislava. Sembro una scappata di casa, insomma.
    Ti capisco molto.
    E Proust leggilo. Che tolto lo shock iniziale poi, non sembra, ma prende!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pallore = Est Europa.
      E' una legge ingiusta e noi siamo vittime.
      Dovremmo allenarci con l'accento, per essere pienamente in character.

      Comunque questo è l'anno di Proust, me lo sento.

      Elimina
  2. avrei qualche cosa da ridire sul "la mia condotta morale non necessita di correttivi " però te la risparmio,comunque non è vero che non desideri nulla. Magari non ci fai caso ma quando per strada adocchi qualcosa che ti piace cambi espressione quindi per me significa un "lo voglio". però il mio arduo compito nel farti i regali consiste proprio nel non farti mai il regalo che aspetteresti, speriamo di riuscirci io ce la metto tutta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Architetto, ma è ovvio che se guardo le vetrine mi piacciono certe cose. Volevo dire che non muoio per nessuna in particolare, né venderei organi per possedere quelle più costose tra esse.
      Tu fammi i tuoi soliti regali che saltano fuori dal nulla: non sbagli mai.

      Elimina