venerdì 9 novembre 2012

The day after.

Ovvero: quando i 28 non sembrano poi così male, dato che il prossimo traguardo sono i 29.

Il rogo generato dalle mie prossime 29 candeline.
Il peggio è passato.
Non ho nemmeno dovuto spegnere le candeline, dato che mia sorella è ancora a New York e mi invia foto di tombini che fumano e neve sulle macchine. Le spegneremo poscia.
Il mio genitore maschio ha dimenticato di chiamarmi o mandarmi un sms tipo Bn cmplnn, tvtb!!! 
Ma più che altro, ha dimenticato di farmi un presente, sottoforma di moneta sonante.
E vabè.
In fin dei conti è quello che non capiva di dover tacere quando compivo un quarto di secolo.

In compenso l'Architetto mi ha regalato una borsa spettacolare fatta, probabilmente, di sorrisi di unicorni e rugiada di orchidea. Un giorno vi parlerò del gusto sopraffino dell'Architetto. Della sua capacità, in tutti questi anni, di regalarmi oggetti bellissimi che io non avevo mai nominato in sua presenza e di cui, addirittura, non conoscevo nemmeno l'esistenza.

Mistero.

Dovevate vederci, la sera del mio compleanno.
Io con la mia camicetta bordò (ciao, fashioniste, ciao, la traduzione per voi decerebrate è burgundy) e l'Architetto con un pacco di fazzoletti Tempo confezione famiglia che si intonava benissimo con la sua camicia. A bere birra e chiedersi se avrebbe fatto reazione con l'aspirina, o con il Tachiflu dec.
Nel nostro posto preferito, pieno al punto giusto. Perché ormai si sa: i veri fighi escono di martedì.
(La verità è che non vedo più posti vuoti in nessun giorno della settimana, e da molte settimane a queste parte).

Una volta tornata a casa mi sono addormentata subito. Ho fatto un terribile incubo.
C'era la mia migliore amica sul pianerottolo di casa mia, in pigiama, con i polsi tagliati, che piangeva e sbatteva la testa contro la porta della mia vicina.C'era anche un gabbiano che voleva entrare a tutti i costi da una finestra.
La mattina dopo le ho mandato un messaggio.
-Ti prego, dimmi che è tutto a posto. Non hai idea di che incubo ho fatto.
-A parte il mal di stomaco, non c'è niente che non vada esattamente come dovrebbe.
-Tvb.
-Pure io.
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5 commenti:

  1. Che belli i compleanni passati così, senza doveri, nella semplicità. E in compagnia dei germi.

    A febbraio i miei saranno 30 (ssssh) e io vorrei una birra e basta mentre sento il peso di dover festeggiare perché "30 anni bla bla bla".

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    1. Nuoo Mareva, resisti, non ti far colpire dalla "sindrome della festa dei 18 anni". Lo so che i numeri tondi portano quell'idea di dover fare qualcosa di indimenticabile, solo che poi diventa indimenticabile per i motivi sbagliati.
      A me (a te) piace fare cose dimenticabilissime.

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    2. Farò resistenza con tutte le mie forze.
      Le cose dimenticabilissime sono quelle che mi scaldano il cuore.

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  2. Si è vero i compleanni più belli o per generalizzare, le serate più belle, sono quelle passate in buona compagnia, senza obblighi e organizzate senza particolare impegno.magari la prossima volta senza raffreddore e starnuti è meglio!

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    1. La sento ancora nelle orecchie la TUA amica, che mi chiede "E dove andate stasera, Mary? Dove???"

      Un giorno racconterò di tutti gli anniversari organizzati con cura, e miseramente falliti.

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