venerdì 26 ottobre 2012

Di quella volta che l'Architetto mi ha regalato la Naked.

Se fossi un film, sarei un flashback con una colorazione pesante e troppo satura. Ho dai 7 agli 11 anni e sono la protagonista di una festa di bambini fighissima.
Vivo in una casa enorme in provincia e il salone è grande come tutta la casa in cui ancora non posso immaginare che andrò a vivere, ma che già conosco, perché ci passo ogni anno le vacanze estive.
E' pieno di palloncini, il salone. Il tavolo di cristallo (che si romperà una notte, tanti anni dopo, in una casa che invece non conosco affatto, e nella quale traballerà sempre pericolosamente) il tavolo, dicevo, è coperto di roba da mangiare, patatinepizzettearanciata.
Ho un mucchio di amici.
Bambini che urlano, sudati e rossi in faccia. Ci sono un sacco di giochi da fare, gare tra maschi e femmine, corse lungo un corridoio molto lungo, travestimenti, mummificare un compagno con la carta igienica.
Io urlo perché sono la festeggiata, è il mio compleanno e il giorno dopo, ogni 7 novembre, devo assolutamente svegliarmi senza voce. Fai parte dei festeggiamenti e dell'averli fatti per bene.


A 25 anni ho litigato con mio padre perché aveva detto che compivo un quarto di secolo.
Ancora credevo di poter cavare fuori qualcosa di buono da lui. E vabè, poi l'ho capito che mi sbagliavo, tranquilli. Ci sono arrivata.
Un po' facevo la parte, e un po' no.
M'incazzai di brutto.
Perché non capiva che scherzavo.
Perché non capiva che non stavo scherzando.

Metto la crema antirughe intorno agli occhi anche se so di non avere nemmeno una ruga, perché noi giovani e istruiti lo sentiamo il tempo che passa, intorno invecchiano, li vediamo tutti stanchi e acciaccati, alcuni sono morti, alcuni sono sposati, alcuni sono andati in un altro paese per aprire un chiringuito.
La visuale si restringe. Capita solo alla nostra.

Il 6 novembre di ogni anno l'Architetto fa cose di questo genere: percepisce la figaggine di cui io investo certi oggetti, e me li regala.
Non comprarmi niente, Architetto, portami fuori a bere, e a mangiare. Dimmi che sono vecchia così potrò risponderti che sarò, sempre e comunque, un po' più giovane di te.
Il 6 novembre cade di martedì. Speriamo che faccia caldo, e che la città sia mezza vuota.
A Napoli fa sempre caldo il 6 novembre, o almeno è così da quasi 28 anni.
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5 commenti:

  1. Bellissimo il flashback iniziale!! E sei ancora in tempo per fare in modo di non avere voce poi, il 7! ;)

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  2. ma che dici?stai invecchiando proprio bene! eh eh. mi sa che dato il tempaccio che si prepara quest'anno il 6 novembre farà freddo, ma nulla ci può fermare i festeggiamenti non conoscono ostacoli

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  3. L'insostenibile velocità degli anni che passano. Da bambina era tutto più dilatato. Ora i giorni non lasciano scampo. E mi trovo, anche io, a chiedere cene e abbracci per i compleanni.

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    1. Hai capito perfettamente. Grazie di essere passata :)

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