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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2012

Serissima Birthday Wishlist.

Ecco una pratica lista a disposizione di tutti coloro che nel giorno maledetto nel giorno dei miei natali avessero intenzione di omaggiarmi.

QUI SI PARRA' LA VOSTRA NOBILITATE.
1. Una lampada liberty originale d'epoca.
2. Un appartamento nel quartiere Vinohrady di Praga.
3. Un'esperienza alla "Midnight in Paris". Passato, scrittori, artisti, feste, champagne, Parigi, passato, scrittori, pittori, scrittori, scrittori. Credo le vendano in quelle gift box.

4. Essere Quentin Tarantino come in "Essere John Malcovich".
5. Essere Christina Hendricks.

6. Essere Anna Torv.

7. Un'arma semiautomatica, una macchina fuori ad aspettarmi, la completa immunità.
8. Un biglietto per vedere l'aurora boreale.
9. Un biglietto per vedere i We are augustines.
10. Fare la groupie di Paolo Conte.
11. Un imprinting della Dollhouse. Superintelligente, superdivertente, nessuna ansia, abilità di kung fu sui tacchi.
12. Vivere in un quadro di Vettriano. Se la gift box non c&#…

Di quella volta che l'Architetto mi ha regalato la Naked.

Se fossi un film, sarei un flashback con una colorazione pesante e troppo satura. Ho dai 7 agli 11 anni e sono la protagonista di una festa di bambini fighissima.
Vivo in una casa enorme in provincia e il salone è grande come tutta la casa in cui ancora non posso immaginare che andrò a vivere, ma che già conosco, perché ci passo ogni anno le vacanze estive.
E' pieno di palloncini, il salone. Il tavolo di cristallo (che si romperà una notte, tanti anni dopo, in una casa che invece non conosco affatto, e nella quale traballerà sempre pericolosamente) il tavolo, dicevo, è coperto di roba da mangiare, patatinepizzettearanciata.
Ho un mucchio di amici.
Bambini che urlano, sudati e rossi in faccia. Ci sono un sacco di giochi da fare, gare tra maschi e femmine, corse lungo un corridoio molto lungo, travestimenti, mummificare un compagno con la carta igienica.
Io urlo perché sono la festeggiata, è il mio compleanno e il giorno dopo, ogni 7 novembre, devo assolutamente svegliarmi senza voc…

Cinedomeniche vol. VII - Halloween

Ci avviciniamo ad Halloween.
E' il momento dell'anno in cui gli amanti dell'horror sentono il bisogno parlare.
Ma di Halloween non mi frega niente. Non mi trucco da Cyborg o da Gothic Cretina perché su Youtube mi dicono di farlo.
Qualche anno fa è successo, sì, che io abbia cucinato muffin da cui usciva una glassa rossa sanguinolenta e deliziosi biscotti a forma di bara. Ma lo feci solo perché mi andava. Non c'erano feste o gente a cui distribuire da mangiare.
E' evidente che quel comportamento non aveva nulla a che vedere con Halloween, ma con qualche esaurimento nervoso del momento di cui, fortunatamente, non ho memoria.
Tuttavia, nella casa delle #cinedomeniche, ogni occasione è buona per guardare film credendo che ci sia un criterio dietro la loro scelta, un disegno più grande che solo le genti che amano il cinema sanno decifrare.


Ebbene.
Io non sono amante dell'horror perché sono una fanciulla cagionevole di salute e deboluccia di cuore. Ho paura dell…

Non lontano come questo ufficio.

C'è questo stretto studio ingombro di libri, bobine e monitor troppo grandi che si prendono tutta l'aria e restituiscono rumore di ventola.
C'è una sola scrivania, rettangolare, e siamo in otto ad esserci seduti intorno.
In carcere 3 mq per persona è lo spazio minimo di vivibilità.
E' evidente che qui non valgono le stesse regole del carcere.
Tutti prendiamo appunti, fingendo di crederci: stiamo costruendo il nostro futuro. E se non è incertissimo, che futuro è.
La strega di Blair è splendida e aggressiva. Non ammette che due persone si parlino senza che le sia data la possibilità di intervenire. Così interviene anche se non sa di cosa stanno parlando, queste due persone. Dice la sua che è sempre giusta, quindi vale sempre la pena dirla.
Faccio fatica.
Faccio fatica a gestire l'aggressività degli altri, quelli che non capiscono le battute, quelli che anche se gli dai ragione devono essere certi che sia chiaro anche su Alfa Centauri che loro hanno fottutamente ragio…

L'insostenibile pesantezza delle braccia.

Se hai paura di parlare in pubblico, evita che il tuo discorso in pubblico inizi con "Ciao, sono Marianna e ho paura di parlare in pubblico".

Così dice il Profeta.
Ma il Profeta, di solito, parla in un tempio tutto gemme e splendori, dall'alto del suo metro e passa ottanta e sa più o meno dove tenere le braccia (spesso intorno ai suoi scultorei fianchi o incrociate a contrarre i marmorei bicipiti).
Io le braccia non le capisco, così come altri non capivano le sopracciglia.

Mettete 15 persone che non si conoscono.
Mettetele sedute in cerchio stile Alcolisti Anonimi.
Mettete LEI a dirigere il tutto.
Mettete che ognuno deve alzarsi, dirigersi verso il centro di questo abbraccio virtuale, e presentarsi.





Vi avevo già detto che non so parlare in pubblico.
Lo sottoscrivo.
Sono invece capace di bofonchiare frasi sconnesse che contraddicono inequivocabilmente tutto il mio percorso di studi e le mie aspirazioni professionali.
Oltre che abbozzare eleganti passi di danza per ammaz…

Strimpellamenti, ovvero: come non diventare Lane Kim.

Pensate che bello un programma musicale condotto da me.

Questa settimana, come la settimana scorsa, ascoltiamo il White Album dei Beatles. Parliamone. Per la seconda settimana consecutiva. Parliamone, dannazione.
Oppure:

Stanotte ho ascoltato Heroes di David Bowie 63 volte. Parliamone, ma non ditemi che ho le borse sotto agli occhi. E così via.


Mettere su una puntata sarebbe abbastanza semplice: basterebbe sostituire "Heroes" e "David Bowie" con un titolo qualsiasi e un nome qualsiasi.

Ciao produttori televisivi. Abbiamo il canovaccio per ottomila puntate. Mi finanziate?

Anche da adolescente ascoltavo e riascoltavo le stesse cassette (perché io ero adolescente nell'età della pietra, è evidente), finché arrivavo a scrivere un poema epico su un passaggio di tonalità.
O finché non mi rompevo il cazzo e trovavo un'altra fissazione. Ecco come ho provveduto alla mia cultura musicale. Anzi no: come ho provveduto alla mia cultura STOP.
A botta di fissazioni.

Un pr…