lunedì 24 settembre 2012

Il sosia di Max Von Sydow.

Assomigliava a Max Von Sydow.
Si sarebbe potuto dire che erano gemelli se non fosse stato per una certa disparità di destini e vicende, oltre che di nazionalità e di età.
Senza contare il dna, la cui inoppugnabile spocchia era tuttavia smentita dalle borse sotto agli occhi pressocché identiche, e dalle spalle curve esattamente alla stessa angolazione.
Cose che, per un tipo come me, hanno una certa importanza.

Una volta ho incontrato un suo sosia (cioè un sosia del sosia di Max Von Sydow) sul tram, a via Marina, forse andavo all'università, non c'era motivo alcuno, altrimenti, per trovarmi in via Marina.
Era proprio uguale a Max Von Sydow di spalle, solo che io non credo in niente, praticamente niente di niente e quindi, niente.
Era solo uno che assomigliava a quello che assomigliava a Max von Sydow.

Però mi venne la tachicardia perché certe cose, anche se non ci credi, fanno venire la tachicardia ai tipi come me. Scesi dal tram alla mia fermata: già avevo le palpitazioni, scendere prima tutta agitata per farsi un pezzo a piedi solo perché fa molto cinema, non era il caso.

L'ultima volta che l'ho visto, il sosia di Max Von Sydow voleva tagliare il suo fazzoletto di stoffa e regalarmene una metà. Perché non tornassi a casa senza portar via niente.
Non aveva monete nelle tasche del pigiama.
Poi non lo so che successe, una serie di mani si misero in mezzo tra me e il fazzoletto e decisero che era arrivato il momento di andare nell'altra stanza.
Non ero né grande né piccola.
Potevo, forse, vedere certe cose, ma non proprio tutte, ecco. E decisero di non portarmici più dal sosia di Max Von Sydow, perché non ero né grande né piccola.
Ero media.

Non mi portarono al funerale. Nemmeno sapevo che ce n'era uno a cui andare.
Io ero a scuola quella mattina, tutta adolescente e insicura con i miei anfibi e il pantalone a zampa, che parlavo in bagno con una ragazza antipatica, orrendamente brutta e grassa, ma che era stata capace di rubarmi tutte le amiche. Avevo la faccia pensierosa e mi disse di non rompere le palle con quel tipo del quarto anno che mi piaceva.
Io le dissi che stavo pensando a Max Von sydow e doveva smettere di fare la stronza, invece non era vero.
Stavo pensando a quello del quarto anno e a quanto lei era stronza.

Una volta a casa, dormii molto.

Ogni volta che vedo un film con Max Von sydow mi faccio due conti e ricordo quello che sempre dimentico, cioè che ci passano più di venti anni tra il sosia e Max Von Sydow.
Il sosia era di ventidue anni più vecchio.

Quindi lui non era il sosia di Max Von Sydow: è Max Von Sydow che ha copiato.
Share This:    Facebook  Twitter  Google+

0 commenti:

Posta un commento