domenica 2 settembre 2012

Ho fatto le elementari dalle suore, ecco perché sono venuta su così.

Dunque. Incontro per caso questa ex compagna di università dai bellissimi occhi verdi trasparenti, che frequentavo abbastanza all'inizio della specialistica prima di ritirarmi definitivamente nelle mie stanze a riflettere e mandare a fare in culo il genere umano che frequentava Filologia Moderna.

Ecco, questa ragazza non era stata ancora trascinata nel tunnel, tanto alla moda, di "Facciamo un miliardo di esami integrativi per diventare le professoresse fallite di domani!", cosa che la rendeva, ai miei occhi, un pelo più frequentabile del resto delle mie colleghe.
Aveva altresì un piccolo difetto: cercava di coinvolgerti nelle attività della parrocchia e della comunità religiosa e degli incontri spirituali del primo venerdì del mese.

Un paio di volte mi ha portato pure il volantino degli incontri.
L'IMBARAZZO.

Lei mi vede da lontano e inizia a sbracciarsi. Io, che sono un po' miope, ci metto un attimo di troppo a fare dietro front e fingere di non averla vista. Io e l'Architetto veniamo catturati.
Da lei.
E dal marito.
E dalla figlia di un anno.
E dalla suocera.




"Ah, siete ancora fidanzati?" chiede questo maritino che abbiamo il piacere di conoscere per la prima volta, con l'aria indagatrice di chi sente puzza di bruciato sotto un fidanzamento che dura da millemila anni.
"A quando il matrimonio? Fra poco?"
Sono passati 37 secondi e già non so più cosa dire.

-Come sono andate le vacanze?!- faccio io, campionessa olimpica del Cambio di Argomento singolo e a squadre.
-Ci siamo andati a luglio. A settembre andiamo in pellegrinaggio a Medjugorje, ci portiamo la piccola - fa lei.
-Con l'aiuto di Dio- fa lui.
-E con il tuo spirito- rispondo.

Per ammazzare il tempo giocherello un po' con i piedini di questa bambina che, piangerà pure la notte e farà pure la cacca dappertutto, ma almeno non rompe il cazzo come i genitori.
Ma non so più che smorfie fare, e ho ripetuto troppe volte che è bellina e tutto il resto, così mi getto in un disperato abbraccio a questa ragazza dagli occhi verdi e le dico che è stato davvero un piacere vederla.  
Ma proprio tanto.
E quando sto per salutare il maritino, questo mi chiede se voglio prendere la bimba in braccio.

Una coerenza tipo:
-Che ore sono?
-Dodici euro e cinquanta.

Me la schiaffa in braccio mentre farfuglio qualcosa sul fatto che non vorrei farla piangere.
Perché non vuoi prenderla in braccio, mi chiederete voi.
Perché lo so come vanno a finire queste cose, con questa gente, vi rispondo. Ti dicono che stai bene con un lattante addosso, manco ti stessero dicendo che stai bene con il blu.
E infatti il maritino lo dice e mi augura un matrimonio pieno di figli.
E io l'Architetto vorremmo essere in un posto un po' meno affollato di una via dello shopping napoletana il sabato mattina, perché TANTA è la voglia di grattarci le palle.
Certe cose non si dicono a due fidanzati.

E' iniziato così settembre.
Il mio settembre è pieno di coetanei che:

o si sono sposati e hanno prole
o non trovano un cazzo di lavoro e quindi non possono sposarsi e sono depressi e vogliono far deprimere pure te.

Gli estremi.

Io appartengo formalmente alla seconda categoria, con la differenza che non ammorbo il prossimo parlando di stage non retribuiti e crisi (e questo, senza dubbio, Iddio lo apprezza).
Sappiate, nel caso dovessimo incontrarci per la strada, che non mi va di parlare né dei vostri figli, né della mia laurea, né delle prospettive per il futuro, vostre, mie o di vostro cugino che ha intrapreso una carriera risultata fallimentare o di grande successo.
Non chiedetemi nemmeno quanti anni ho, se il vostro intento è quello di storcere il naso pensando che sia ormai troppo grande o ancora troppo giovane per fare una qualsiasi delle cose che vi passa per la testa e credete sia giusto che io debba fare.

Il consiglio è: se mi incontrate per strada fatemi vedere cosa avete comprato. Così vi faccio vedere cosa ho comprato io e poi ci prendiamo un caffè.



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3 commenti:

  1. Allora potremmo anche incontrarci per strada senza impicci, io non sopporto i divulgatori di ansie e idee politico/religiose.

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