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Visualizzazione dei post da Agosto, 2012

Prague 2012.

Ebbene, ho anche io dei piedi.
Mi hanno scarrozzato dolenti in giro per Praga.
Sono banalissima come tutti quelli che partono: non sarei voluta tornare.
Chiedo di essere seppellita nel fiume Moldava, nelle vicinanze di Kampa. Non portate fiori, ma birra.
Tra il gay pride, l'oro, le plurime personalità starbucksiane dell'Architetto, il gotico, il barocco, l'art noveau e i pinguini finisce che, in certi posti, con certe persone, ti ci trovi alla perfezione.
Per qualche giorno piangerò lacrime amare, poi tornerò a dire baggianate qui sul blog.
E per la strada.


Me ne andrei.

E niente.

Se non ci sono ritardi
gente che va all'ospedale
gente che va al manicomio
donne anziane che urlano di star morendo da quando sono giovani
se non ci sono mal di gola che peggiorano
e angosce varie che avanzano come ogni agosto,

io domani me ne andrei in vacanza.

Sempre se c'è posto per i miei vestiti in un angolo di valigia.


Motivo #23 per cui non pubblicherai mai un romanzo.

"Perché sulla copertina non puoi metterci una tipa in tubino nero, guanti al gomito e cappellone."
Lo sapevate che il pasto più glamour della giornata è la colazione? Soprattutto se fatta in una capitale della moda a caso. Come dite? I vostri personaggi non fanno colazione

 Lo sapevate che se non andate a fare colazione in tubino, tacchi e occhiali da sole in una New York/Parigi/Londra piena di bella gggente prima di recarvi nel vostro fighissimo posto di lavoro nel mondo della moda o del giornalismo (di moda), non siete assolutamente nessuno? Come dite? I vostri personaggi non conoscono bella gggente?
Lo sapevate che tè, pasticcini, cupcake, macarons sono la colazione dei campioni? Che lo yogurt non è glamour? E nemmeno le fette biscottate? Come dite? Nel vostro romanzo non ci sono nemmeno vaghi riferimenti austeniani? Non lo sapevate che è la via del successo? Ora lo sapete. Andate a cercarvi un lavoro onesto.

"Tu non hai paura che finisca troppo presto?"

Il mio agosto è intraprendere la carriera dell'architetto, fotoscioppare tutto il giorno, uscire di casa alle nove e tornare alle otto di sera, dopo ore nell'aria condizionata, ore sulla tangenziale calda come un asciugacapelli in faccia, ore sulla Vespa che non ammortizza, ore a gridare "Eccolo!" e puntare i piedi per evitare le buche nell'asfalto.
E' fermarsi nella corsia di emergenza e scacciare un'ape che si è infilata nel reggiseno, è perdersi in paesi mai visti e sentiti in provincia di Caserta, solo perché vogliamo tentare una strada nuova per andare in un posto verso cui conosciamo già la strada vecchia.
E' chiedere indicazioni a una macchina della polizia e, solo dopo, accorgersi che non avevamo i documenti dell'assicurazione.
Ad agosto sognamo piscine e ombrelloni, ma poi non ci andiamo perché, anche ad agosto, siamo gente di città e ci piace l'asfalto.


Al massimo.

E niente, è arrivato Agosto.

Non ho più le ginocchia rosse di mercurocromo, al massimo la sciatica da sollevamento anguria.
Al massimo libri che non mi va di leggere. Al massimo il solito pensiero che settembre sarà diverso. Ecco, magari tarda a venire Settembre, agosto facciamolo di quarantacinque giorni.
Al massimo mi stendo all'ombra, su una sdraio scomoda, e leggo la guida di Praga che no, Praga va benissimo, al massimo niente.