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Visualizzazione dei post da Luglio, 2012

Tuona che è la fine del mondo.

Non venne concessa nessuna pietà ed essi furono gettati avvolti  nei loro mantelli, con i loro spadini e ornamenti, a capofitto fuori dalla finestra che guarda a occidente per per precipitare nel fossato al di sotto del palazzo. Essi gridarono Ach, ach, oweh! e tentarono di aggrapparsi allo stretto davanzale, ma Thurn colpì loro le nocche delle mani con l'elsa della spada finché non furono costretti a lasciare la presa.
Trovo estremamente divertente questa descrizione della defenestrazione di Praga del 1618.
Me li immagino questi nobili protestanti che danno randellate sulle mani degli amministratori cattolici.
Sono cose che mi scaldano il cuore.



Sto combattendo la depressione armata di saghe cinematografiche.
-Guardiamo tutto Il signore degli anelli?
-E i Terminator, anche quelli brutti?
-E gli Alien, ma senza i Predators?
-E tutte le parti del Padrino, ma non su rete 4?
-Il decalogo? Heimat?

(Solo io d'estate mi deprimo?
Tutta questa luce e questo tempo a disposizione, che già…

Cinedomeniche vol. V - Marlene Dietrich

Dalla regia hanno trovato di che lamentarsi. Troppi uomini. Nelle mie cinedomeniche. Ma anche in cabina regia, evidentemente.
Potrà essere sembrato che io guardi solo film in cui uomini molto belli fanno cose varie che passano comunque in secondo piano in virtù del fatto che sono uomini molto belli.
Sbagliato.
È solo il mio modo cialtrone di vedere le cose perché, come mi disse un vecchio saggio, “il tuo talento sta nello sforzarti a non farti prendere mai sul serio. E ci riesci benissimo!”.
I più attenti avranno capito che io consiglio solo capolavori, in cui talvolta ci sono uomini molto belli. Ma è sempre stato un caso.


Ve lo dimostra questo V volume di cinedomeniche dedicato ai grandi personaggi femminili. Quelli grandi davvero, però. 

E nel finale, colpo di scena: la protagonista muore.

Il fatto è che sono una che non vede mai il punto di niente. Lo scopo. I miei primi e secondi giorni sono sempre senza entusiasmo e senso. Dove credete di farmi arrivare? Cosa pretendete di volermi insegnare?
Nei miei terzi e quarti giorni, tutti sono meno intelligenti. Tutti meno interessanti. Non parlo con nessuno e mi annoio. Mi annoio tanto da giurare di non essermi mai annoiata tanto, nemmeno alle lezioni di filologia romanza. È che voi esseri umani dimenticate il dolore e continuate a partorire. Io dimentico e rinnovo la noia. Durante i terzi e quarti giorni non ascolto nessuno e probabilmente rispondo in maniera sgarbata e non dico né grazie né prego, piuttosto dico vaffanculo.
Al quinto giorno medito di abbandonare tutto. Probabilmente non mi faccio vedere.
Recupero la routine che, nella mia testa, è una parola che brilla come un’insegna teatrale di altri tempi.


Quelle emozionanti mattine sdraiata sul balcone a prendere il sole. Interi pomeriggi passati a scegliere il color…

Zitti tutti.

Che arriva José.
"A memoria di guardia di frontiera non si è mai vista una cosa del genere. Questo è il primo viaggiatore che in mezzo alla strada ferma l'automobile, ha il motore già in Portogallo, ma non il serbatoio della benzina, che si trova ancora in Spagna, e si sporge dal parapetto in quel preciso centimetro per cui passa l'invisibile linea di frontiera. E sulle acque scure e profonde, fra le alte scarpate che moltiplicano gli echi, si sente la voce del viaggiatore che predica ai pesci del fiume." (José Saramago, Viaggio in Portogallo)
Adoro questo incipit, adoro Saramago, sposami José, sposami e rendimi intelligente.


 Ma ho pessima memoria. Non saprei citarvi nemmeno una riga di quello che stavo leggendo l'altro ieri.

E' il mio unico difetto.

Quindi aiutatemi, fatemi leggere gli incipit più belli su cui avete poggiato gli occhi, fatto l'orecchio alla pagina, sottolineato a matita.
Ché a me vengono in mente solo quelli di Lolita, Anna Karenina