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Cinedomeniche vol. IV - Bad guys.


Io non voglio generalizzare o categorizzare il genere femminile e l’umanità tutta.
Però, amici telespettatori, sullo schermo i cattivi sono affascinanti e i principi azzurri so’ ‘na palla.
Sullo schermo.
In linea di massima, non mi sognerei mai di accasarmi e covare uova con un serial killer, soltanto perché è più figo di quello che vende il latte.
Però il serial killer è più figo.
Nel regno della finzione possiamo fare quel cavolo che ci pare.
Quindi questo quinto volume di cinedomeniche è tutto dedicato ai bad guys.
Pazzi, esaltati, violenti, meschini: sono quelli che  rubano lo schermo ai fautori della legge, del bene o semplicemente della morale comunemente accettata. Come mai?

Boh. Però è così.

I nuovi tronisti di Uomini e Donne.

 I maschi che passassero di qua sono liberi di confermare che, sì: vorrebbero sicuramente essere Woody Harrelson in Natural born killers, piuttosto che Patrick Dempsey in Come d’incanto.
Come volevasi dimostrare.



Trilogia "c’ho la faccia del carcerato".
American history X (1998), La 25° ora (2002), Schegge di paura (1996).

Detta anche, Edward Norton Trilogy.
Ed si merita una trilogia dedicata perché come fa lui il bad boy da prigione, francamente nessuno.
Cotanto talento nel fare il cattivo è confermato dal fatto che in American History X parteggiamo per il nazista.
Per il nazista muscoloso in boxer e anfibi. 

L'outfit d'effetto per incontrare i genitori della tua ragazza.

E non ce ne frega niente del successivo cambiamento. O meglio, sì: preferiamo che non legga il Mein Kampf prima di addormantarsi la sera, ma ci piaceva anche mentre sparava stronzate razziste e picchiava ignari commessi portoricani e sfracellava mandibole sui marciapiedi. Tutta quella redenzione successiva lo induce solo a indossare un’oscena t-shirt bianca elasticizzata infilata dentro i pantaloni a vita alta con cinturone. 


 Potevamo farne a meno.
Non vorremmo essere noi tutti Rosario Dawson? Non per i motivi che credete, ma perché sembra essere l’unica cosa che interessa a Ed in La 25° ora. Ed è uno spacciatore e si becca 7 anni di prigione. Spike Lee mette in scena la sua ultima giornata di libertà. Piangete lacrime amare sul finale, uno dei più belli che ho visto negli ultimi anni.
In Schegge di paura c’era Richard Gere, ve lo ricordate?
No.
E lo so, perché sarebbe potuto essere anche il microfonista, per quanto mi riguarda. Tale e tanta è la bravura di Ed nel prenderlo bellamente per il culo durante tutto il film. No, dico. Ed è il fottuto Dio delle prigioni cinematografiche
Sarò lì ad aspettarti all’uscita, baby. Stai tranquillo.


Trilogia "dammi una lametta che ti taglio le vene".
Arancia meccanica (1971), Funny games (1997 o 2007, a piacere), Oldboy (2003) .

Questa è la trilogia dei violentoni. Ma quanto sono fighi questi protagonisti?
Non devo parlarvi di Arancia Meccanica, vero? Ad Halloween stiamo ancora a vestirci da drughi, tutti fieri del nostro sospensorio.
E ovviamente parliamo di Kubrick, mica di Gabriele Muccino. C’è Malcom MacDowell, Beethoven e tutto il resto.
Di Oldboy non posso dire una parola, tranne che è il capolavoro della vendetta.
La cattedrale della Vendetta.
La torre di Pisa della Vendetta. 

Fate voi.
Killbill è la puntata di Natale dei Teletubbies a confronto. E considerate che io dormo con un santino di Tarantino sotto il cuscino (quanta cacofonia in sole tre parole.)
Guardando Oldboy vi ritroverete a gridare "Che genio! Che genio!" Parlando di uno che ha distrutto l’esistenza di svariate persone.
Ora capitolo Funny Games. C’è quello tedesco e quello americano, entrambi girati dallo stesso regista (Michael Haneke), ma non uno il remake dell’altro. Sono proprio lo stesso film. Inquadratura per inquadratura. 

Quando Michael Haneke si annoia rigira i suoi stessi film due volte.

Non ha senso vederli entrambi: sceglietene uno. Io consiglio l’originale tedesco. Ma se subite il fascino di Naomi Watts o di Tim Roth o di Michael Pitt non avete che da dirlo.
Fatta la vostra scelta vi ritroverete davanti a una violenza talmente senza senso che vi disturberà profondamente tanto è gratuita. E i due bastardoni in completino bianco vi faranno salire i nervi a fior di pelle e, quando incapperete in una visione notturna di Funny Games su Raimovie, cambierete canale al solo sentire nominare la parola uova.
Tutto questo senza che si versi una sola goccia di sangue on screen.


Trilogia "se fossi uno dei telefilm, sarei Don Draper".
Closer (2004), Match Point (2005), Shame (2011)

La trilogia del bad boy con le donne. E per intenderci: in questo volume di cinedomeniche ci piace essere trattate male. Qui non giudichiamo mica. Ma solo qui. Altrimenti vi meno.
Tra belli e belle Closer ci confonde. 
Però, nonostante la mia antica passione, il personaggio di Clive Owen è di tutt'altra levatura rispetto a Jude Law. No davvero, uno che dice "Grazie per la tua onestà. Ora vaffanculo e crepa!" merita di essere qui tra noi e merita di essere ricordato nei secoli dei secoli.



 Prendiamo spunto, caso mai ci trovassimo in una situazione simile.
Conosco persone che hanno lasciato il lavoro perché amare Jonathan Rhys-Meyers richiedeva loro già uno spreco di energie eccessivo. Figuriamoci andare anche lavorare.
Ora: tralasciamo per un attimo che molte odiano cordialmente Scarlett Johanssonn. E il fatto che lui la accolga in casa con un fucile a pompa possa così assumere connotazioni vagamente positive.
In Match Point è davvero un cattivone.

Toh-toh sul sederino. Non lo fare più.
Oppure sì.
Il personaggio che Fassbender interpreta in Shame ha una priorità assoluta: il benessere del suo pene. 
Poverina, ci va di mezzo la sorella. Non si fa. Una si aspetterebbe come minimo che il suo fratellone non la lasci sola e disperata nel bagno, preferendo recarsi a un festino gay e subito dopo partecipare a un'orgia.
E che diamine.




Trilogia "so' cattivo, ma non lo do a vedere".
Il terzo uomo (1949), Il servo (1963), Thank you for smoking (2005)

Qui tre cattivoni subdoli. Senza pistole, senza svastiche tatuate in fronte, senza mazze ferrate. Orson Welles, Dirk Bogarde e Aaron Eckhart c'hanno il cervello più grosso di tutti.


 I rispettivi film non sarebbero degni di nota senza la loro faccia.
Di Orson Welles si parla per due ore di film senza che si veda. Poi fa la sua prima apparizione e ci sorride in quel modo. No, davvero? Hai ucciso decine di bambini? Hai messo l'acqua di fior d'arancio nei vaccini? Come dici? I can't hear you.

Dirk Bogarde ha l'abbonamento con i ruoli ambigui. L'ex nazista che ha una relazione sessuale morbosa con l'ex detenuta nei campi di concentramento doveva ancora venire (Il portiere di notte, 1974). Intanto Dirk interpreta un governante inglese che conosce il vero significato dell'espressione "dominio psicologico".
E "lotta di classe".
E "mi prendo tutto quello che hai, borghesuccio che non sei altro".

Aaron Eckhart mi aveva quasi convinto a iniziare a fumare. Dico solo questo.

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