lunedì 30 aprile 2012

Comicon 2012, ovvero: io lo so che tu lo sai che non capisco niente di fumetti.

Il Comicon Napoli è una fatata manifestazione in cui una trentenne obesa può travestirsi da Stregatto o da Sailor Venus senza che i passanti le lancino addosso oggetti contundenti.
Questo perché i passanti sono dei quindicenni vestiti da Joker o da One Piece o da un personaggio a caso di Naruto o Dragonball o Death Note. O dei trentenni vestiti da Pacman. O delle sgualdrinelle vestite da Lara Croft. O dei tredicenni brufolosi che regalano free hugs sperando di trovare l'amore.
Aggiungete sessantenni q.b. in ieratico silenzio, che attendono l'autografo presso lo stendo di Sergio Bonelli Editore. Zagor? Tex? Nathan Never? Se non è giapponese l'adolescente manco si avvicina.

Tutto questo non è meraviglioso?

Lo è.



Soprattutto per me e l'Architetto che siamo appassionati di fumetti come Snooki è appassionata del Canzoniere di Petrarca.




Senza snobismo, senza fare la figa: ammetto la mia estraneità al mondo. Non leggo fumetti e non li ho mai letti.
Perché, boh.
I Peanuts sì, però.
Il resto niente, anche se in casa ci sono sempre stati e la mia illustre sorella non ha letto altro per anni, causando gravi sofferenze alla nostra letterata genitrice.
Ma sono cresciuta ugualmente in salute e non posso dire di aver subito traumi (che derivassero dalla mancanza di supereroi, almeno).

Fa lo stesso. A noi il Comicon ci piace.
Con le nostre banalissime ballerine e le nostre banalissime camicie a righe, ci siamo fatti strada tra ragazzine in pigiama e spilungoni in completo da basket. E davanti alle action figures corrispondenti abbiamo esclamato:

-Oh cazzo, ma allora quelli erano travestiti da una cosa che si chiama Slam Dunk?!-



Ho dimenticato di dirvi: al Comicon, io e l'Architetto, dobbiamo parlare a voce molto bassa.

Riporto le stime sul numero di visitatori in questi primi tre giorni: un bordello.
Migliaia e migliaia di Milord e Sailor Moon, Regine di Cuori e Cappellai e cose che non conosco.

E, voi napoletani all'ascolto, sapete cosa può nascondersi in un assembramento di concittadini.
Il CAOS.
Le mazzate.
Qualche strascino, se Lara Croft ha guardato Cappello di Paglia che, fino a prova contraria, sarebbe il mio ragazzo.
Qualche mamma che fa la gnorri e ti passa avanti nella fila per comprare i noodles, manco fossimo al Carrefour. 

E invece no.
Al Comicon si fa la fila in maniera ordinata.
Un conte e una contessa medievali passeggiano sul prato.
Si gioca per ore a Monopoly.

A Napoli facciamo le cose in grande.

Quando c'è il Comicon un'allegra fauna viene fuori, ma poi torna dentro, a vivere sul web che, diciamoci la verità, regala soddisfazioni che nella vita reale manco tra cent'anni.
E vabè, ci vediamo l'anno prossimo.
Ma fatevi sentire ogni tanto, che preferisco le Sailor obese ma educate, piuttosto che quelle con la Louis Vuitton al braccio che non hanno mai pronunciato una parola in italiano in tutta la loro esistenza.
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4 commenti:

  1. Il mio ragazzo è appasionata di fumetti, manga e affini...io non ne capisco niente!Ha provato a convertirmi ai manga, ma leggere "al contrario" mi urta. Ma a un Comicon vorrei andare, anche solo per fare la foto con Sailor Moon :)

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    1. E' davvero una bella manifestazione, non perderla nei prossimi anni!

      Grazie di essere passata :)

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  2. Che bello il comicon, per qualche ora ti puoi tuffare in un mondo tra il fantastico e il surreale. Io la mia cara scrittrice non ce ne perdiamo uno. W il Comicon

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    1. E scoprire di essere una supereroina non ha prezzo!

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