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Visualizzazione dei post da Aprile, 2012

Comicon 2012, ovvero: io lo so che tu lo sai che non capisco niente di fumetti.

Il Comicon Napoli è una fatata manifestazione in cui una trentenne obesa può travestirsi da Stregatto o da Sailor Venus senza che i passanti le lancino addosso oggetti contundenti.
Questo perché i passanti sono dei quindicenni vestiti da Joker o da One Piece o da un personaggio a caso di Naruto o Dragonball o Death Note. O dei trentenni vestiti da Pacman. O delle sgualdrinelle vestite da Lara Croft. O dei tredicenni brufolosi che regalano free hugs sperando di trovare l'amore.
Aggiungete sessantenni q.b. in ieratico silenzio, che attendono l'autografo presso lo stendo di Sergio Bonelli Editore. Zagor? Tex? Nathan Never? Se non è giapponese l'adolescente manco si avvicina.

Tutto questo non è meraviglioso?

Lo è.



Soprattutto per me e l'Architetto che siamo appassionati di fumetti come Snooki è appassionata del Canzoniere di Petrarca.


Saldi ed ernia del disco.

Non compro un cd originale da quando ascoltavo i Backstreet Boys. Credo. Eh sì. Capita anche nelle migliori famiglie. Di infrangere la legge, dico.
Eppure ieri io e l'Archietto abbiamo speso ben tredici euro in cd e dvd. E non su una di quelle magiche bancarelle che ormai credete pòpolino Napoli. Da Fnac, cioè un luogo in cui è normale che ti diano lo scontrino fiscale. Non compravo un dvd da Fnac da quando la Compagna di Divano, persa ogni speranza nel procurarsi illegalmente Fino alla fine del mondo di Wim Wenders, pianse lacrime così amare che decisi di regalarle il cofanetto originale.  Un Natale di qualche anno fa.
L'Architetto mi ha regalato uno dei più bei doppi cd che esistano. Sciò Live di Pino Daniele, ovvero: quando Pino Daniele ancora non aveva dimenticato come si scrivono le canzoni. Io ho preso un doppio dvd con le quattro puntate dell'Ed Sullivan Show in cui sono andati ospiti i Beatles. Lo so.  Anche l'architetto ha fatto la vostra stessa faccia. Mentre io ero …

Questo post non è sponsorizzato dalla Giornata Mondiale del Libro.

Uno delle innumerevoli ragioni per cui "La giornalista" non sarà mai la mia risposta alla domanda "Cosa fai per campare?", è che io non so mai le cose per tempo.
Figuriamoci in anticipo.

E quello del giornalista è un lavoro che richiede una certa tempestività. Una certa curiosità.
Queste sconosciute.

Oggi sono successe due cose che ai più sembreranno collegate.
Ma non lo sono affatto. Credetemi.
E' del tutto casuale che oggi sia la Giornata Mondiale del Libro e che sia anche il giorno in cui scrivo che amo le bancarelle dei libri.
Io non lo sapevo mica che oggi c'era una festa del genere. Nessuno mi aveva invitata.
L'ho scoperto per caso mentre, dal Master of horror, mi connettevo clandestinamente a Twitter per sconfiggere la noia.
E domenica, cioè in tempi non sospetti, compravo tre libri per la modica cifra di sei euro totali, presso una bancarella della celeberrima Port'Alba. E' stato ieri che ho deciso di scrivere questo post.
Come vedet…

Rachel Vinrace è morta sulla linea C40.

Ho iniziato a fare pilates pregando che lo spirito di Jane Fonda calasse su di me come lo Spirito Santo e mi possedesse.
Invece mi fa solo molto male una gamba.


Poi ho letto tutta La crociera andando e venendo dal Master of horror. Mi pare che, a star stesa sul letto o sul divano, non mi venga più bene leggere.
Necessito di stare in piedi. La spalla rattrappita a sostenere la borsa, la destra ad allargare il libro, la sinistra a stringere un sostegno sudicio. Appena arrivo corro in bagno a lavarmi le mani.
Nei pullman parlano tutti, parlano troppo, parlano alle otto di mattina, ma che cazzo c'hanno da dirsi, non so. Per non bestemmiare mi sono portata i libri nei pullman. Per non bestemmiare.
E per le gattare, ovviamente. Ma già lo sapete.

E' successo che ho imparato a concentrarmi benissimo. Tipo che salgo sul C40 e quando scendo posso raccontarti cosa è successo a Brunch Bacardi, ma non so dirti se c'era traffico sulla tangenziale.
Una sorta di sistema di difesa, suppongo…

Cinedomeniche vol. III - Arrivano i vampiri.

Sono stata una fan di Buffy.
È colpa di Sarah Michelle Gellar se ho iniziato a consumare telefilm in maniera compulsiva.
Prima c’era stato Friends, certo. Ma Buffy mi fece uscire di senno.
Comprai i dvd di tutte le stagioni in uscita con TV sorrisi e Canzoni. A conti fatti, se avessi chiesto ai protagonisti di farmi una performance live nella mia stanzetta, avrei speso meno.
Purtroppo internet doveva ancora schiudermi le sue infinite possibilità di delinquere.

 Ho dunque pensato che un volume di #cinedomeniche dedicato ai vampiri avesse una sua dignità.
Ma è doverosa una premessa.
I vampiri sono gente cattiva. Non l’ho deciso io. È la letteratura che lo dice.
Dal 1897.
E ancora prima le leggende. I secoli di terrore e gente impalata da Vlad l’impalatore. Mica un soprannome a caso.
Poi sono diventati anche sexy, perché il male è affascinante. Come la morte e la vita eterna con un demone che si stabilisce al posto della tua anima. Il peccato è sexy, le orge, gli occhi trasparenti, la…

Cieli di marmellata.

Carissimo Paul McCartney,
senza dubbio la nostra precedente missiva è andata smarrita. Non si spiega altrimenti il fatto che tu non ci abbia risposto. Sappiamo che persona sei e , di solito, non ti neghi su Twitter. Quindi la nostra precedente lettera si è certamente persa nelle maglie della Poste Britanniche. Tutto il mondo è paese. Ti scrivo a nome di Cieli di Marmellata primo fan club dei Beatles in numero di adesioni sottoscritte tra il 1991 al 1993. In quanto presidente del club, eletto a maggioranza di voti nel dicembre dello scorso anno (72 favorevoli, 10 contrari, 3 astenuti), mi permetto di riproporti il quesito già espresso nella lettera perduta.
Ci troviamo nel pieno di una delle nostre sessioni annuali di esegesi dei testi beatlesiani. Lontani dal configurarle come anacronistica e narcisistica pratica per pochi eletti, intendiamo queste giornate di studio come mezzo per divulgare la parola dei Fab Four e stimolare il dibattito intellettuale sulla sorte della musica modern…