mercoledì 14 marzo 2012

Come sopravvivere alle gattare grazie a Martin Woodhouse.

Ci sono diversi e bellissimi motivi per cui ho deciso, di punto in bianco, che portarmi dietro un libro da leggere negli spostamenti per raggiungere il Master of horror, potesse rivelarsi piacevole.

Perché lo faceva Rory in Gilmore Girls.
Perché sembro molto raffinata.
Perché finché avrò un masterizzatore dvd non passerò sera senza guardare film; e quindi non leggerò.
Perché non mi piace chiaccherare con le vecchie alla fermata del pullman.
Perché il tentativo di ascoltare la musica è fallito miseramente.

L'autrice in un momento di relax.

Solo che. Solo che.

Solo che io vivevo nell'errore. Credevo di vivere in una città in cui una ragazza con i capelli rosa, lo smalto blu, una maglietta stracciata e un cappottino Burberry potesse salire e scendere dalla metropolitana con un libro sotto un'ascella e l'IPad sotto l'altra, nell'indifferenza più completa.
A Berlino. O su Plutone. Non so.

E invece no.





Io ho i capelli normali, la faccia normale, dei vestiti normali, un cappottino grigio e le unghie banalmente rosse, però ho scoperto di essere un panda. Una bestia rara che suscita curiosità e tenerezza. E mi lancerebbero delle noccioline, se non fosse che il cartello lo vieta. Solo perchè, invece di guardare il panorama mozzafiato della tangenziale, mi metto a leggere.

Così, in queste convulse giornate senza né capo né coda, mi hanno avvicinato, nell'ordine:

  • un uomo che, intravista la doppia "O" della Woolf, mi ha chiesto come mai leggessi Woodhouse. Ma chi è Woodhouse? Sono ignorante? Wikipedia mi rimanda a un tale Martin Woodhouse, sceneggiatore di The Avengers e di Supercar. Insomma, ha scritto anche dei romanzi il cui merito sta, a quanto pare, nell'aver anticipato Crichton di qualche anno. Ed era bravo col computer e certamente era una persona squisita, ma: dovrei conoscerlo? E' plausibile che una ragazza legga l'opera di Woodhouse su un pullman?

L'autrice fonderà a breve l'Istituto per la Diffusione
dell'opera di Martin Woodhouse.
  • un uomo che, per la stessa ragione, mi chiedeva lumi sugli scritti di Woody Allen;
  • un giovane esponente dei Cavalieri di Cristo o dei Cristiani Avventisti del Giorno del Giudizio o come diavolo si chiamano che, dopo avermi chiesto cosa stessi leggendo, ha tentato di convertirmi alla parola del Signore. E, appena si è reso conto che non ero il tipo, mi ha dato un volantino promozionale sui corsi di inglese tenuti dai giovani Apostoli Madrelingua del Signore.
Che poi io, tutte le volte che mi ha preso la curiosità di sapere cosa stesse leggendo un tizio che passava, mi mordevo la lingua e mi facevo gli affari miei. Al massimo piegavo il collo in maniera ridicola per sbirciare la copertina. Comunque non tiravo a indovinare deducendo qualcosa da una lettera.

E vabè.

Tutto questo è comunque sopportabile se penso ai tragici momenti in cui, per sbaglio, incroci lo sguardo della vecchia-pazza-gattara che inizia a maledire l'autista, i controllori, i marocchini con i borsoni, e questa lady ti si attacca addosso, e ti racconta che ha male all'anca e, anche se non la guardi, pare che stia parlando proprio con te, e vorresti buttarti giù dall'autobus in corsa.

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2 commenti:

  1. Splendido!
    ti ho scoperta per caso, ma ho letto il tuo blog e in questo post mi ci rispecchio proprio tanto!!
    fai bene a voler fare la scrittrice, sei proprio brava. Aspetto il tuo libro!;)

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    Risposte
    1. Oh, ma grazie mille <3

      Piuttosto, vedo dal tuo blog che sei davvero una signorina tuttofare, complimenti :)
      A rileggerti :)

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