giovedì 15 marzo 2012

Aspetta. E chi si muove.

Qualcuno sa dirmi in che anno è uscito il Libro delle Risposte? Non mi va di chiedere a Google.
No, perché ricordo di essermi nascosta dietro un pilastro in una libreria Feltrinelli e avergli chiesto se avrei mai trovato l’amore. E visto che ho trovato l’Architetto da un numero di anni tale che, a dirlo, sembrerei molto più vecchia di quanto sono, deve essere successo, diciamo, molto tempo fa.

In ogni caso, sono poi usciti i vari libri tematici. Perché, per fare i soldi sulla stupidità della gente, si trova sempre un modo.

Il libro delle Risposte d’Amore (consultabile online, amici da casa. Toccatevi la fronte e contemporaneamente fate click col mouse:saprete la verità sul vostro partner. Cercatelo, se avete coraggio.)
Il libro delle Risposte di Lavoro.
Il libro delle Risposte di Paulo Coelho.
Il libro delle Risposte di Paolo Brosio.

Però l’originale è quello con la copertina nera e la scritta argentata che fa molto Holy Bible nei cassetti dei comodini dei motel americani.
Un libro in cui credere, questo delle Risposte.

Nei motel si prega di continuo.

E dunque sono messa così male, e ho così tante domande da porre e nessuno a cui porle, che l’altro giorno, da Mondadori, ho tolto il Libro delle Risposte da una pila (stava nel reparto Real Time, tra Arredo casa disperatamente di Paola Marella e Matrimonio da favola di Enzo Miccio), e l’ho portato in un angolino buio e poco frequentato: quello dei Meridiani.
Ne ho presi tre e ho creato un fortino dietro cui nascondere il Libro delle Risposte.



Un commesso mi ha guardato sorridente, perché avrei di lì a poco speso 160 euro per i volumi sulla storia del giornalismo italiano.
Come no.
Io volevo solo fare una domanda e avevo bisogno di concentrazione. E comunque: ad averceli.

Si sa: se non ti concentri abbastanza, poi il libro ti risponde di merda.
È un algoritmo complicato, quello per cui le pagine sentono le tue vibrazioni e ti inducono ad aprire una pagina piuttosto che un’altra. Bisogna farci attenzione. (Tenete però conto che non ho idea di cosa sia un algoritmo.)

Così ho chiuso gli occhi. Ho domandato. E lui ha risposto.

Aspetta. 

Ora. È possibile che i furbi autori abbiano messo al centro le pagine con le risposte più vaghe/interpretabili come positive/adattabili a tutta l’umanità? Non ne sono sicura, ma penso di aver aperto più o meno nel mezzo. E mi sa che tutti aprono nel mezzo.
Sono un'allocca.

Probabilmente all’inizio o alla fine ci sono le risposte più di merda.

Lascia perdere.
Ha un’altra.
Prenota un viaggio a Medjugorje.
Rinuncia.
Lo specchio non mente.
Perché hai l’alitosi.

Però no. Ci voglio credere. Perché gli autori del Libro delle Risposte sono persone serie, altrimenti non avrebbero scelto una copertina tanto simbolica.
Aspetta non è una risposta a caso, di un libro a caso, di una copia a caso messa in un Mondadori a caso. L’algoritmo ha funzionato e mi sono concentrata nella maniera giusta e le mie dita sono state guidate dalla forza superiore della matematica.

Sono un'allocca. Crederei pure a un orsetto del cuore, se mi dicesse quello che voglio sentirmi dire.
Share This:    Facebook  Twitter  Google+

2 commenti:

  1. io di solito quando la risposta non mi piaceva non la prendevo per valida e ritentavo finchè non arrivava quella che mi garbava xD #comeprendersiingirodasoli


    http://imnotgossipgirl.blogspot.it/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prendersi in giro da soli è necessario per andare avanti, mi sa XD
      Grazie per essere passata :)

      Elimina