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Public speaking.

Io da grande voglio fare un lavoro in cui posso stare chiusa in una stanza.
Da sola.
Considerando che tutto il mondo ambisce a un ambiente dinamico e stimolante, credo di non pretendere molto.
Da grande voglio fare un lavoro in cui non devo parlare con nessuno.
Un lavoro in cui posso comunicare tramite e-mail e allegando, allegando l'ira di Dio. Considerando che il più delle volte non si riesce a capire quant'è lunga la gamba e dove arriverà il passo, credo che una persona che sappia riconoscere il suo punto debole sia persona da tenere in considerazione.
Una persona, cioè io.
Da grande voglio fare un lavoro che non implichi il parlare a una platea di cose di cui so poco e niente, ma anche di cose di cui so molto.
Io da grande vorrei semplicemente stare zitta.

La copia dell' Institutio oratoria in possesso dell'autrice.

E con questo stato d'animo esco dalla lezione del master of horror in cui abbiamo parlato del pablic spiching.
Ah, beh.
Ho dato il meglio di me mentre confessavo la mia incapacità di stare dritta in piedi davanti a una folla di cinque persone.
E come non ammirare la naturalezza con cui gli altri, contagiati dal mio imbarazzo e mossi a compassione, mi hanno concesso di cambiare argomento e parlare dell'ultimo film visto?
Che, manco a dirlo, era un film con Paolo UomoNuovo. Quindi non credo di aver fatto una migliore impressione mentre decantavo i suoi occhi di ghiaccio.
E vabè.
D'altra parte è prevedibile, oltre che auspicabile, che un master ti dia gli strumenti necessari per capire quello che vuoi fare. O non vuoi fare.
Io non voglio parlare. Master of horror 1 - Me 0.

In compenso, ho scritto il primo comunicato stampa degno di questo nome. Ottimo mi ha detto il prof. E io ero contenta come quando la maestra alle elementari mi scriveva Bravissima sul quaderno, in fondo all'esercizio.

Tutto. Tutto. Persino il comunicato stampa. Basta che non mi facciate parlare a voce alta. Quando sto zitta sono incredibilmente affascinante.

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