martedì 21 febbraio 2012

Cinedomeniche vol.I - Alfred Hitchcock

Si dicono #cinedomeniche le mie domeniche.
Io e la Compagna di Divano tentiamo di sfuggire al giorno più triste della settimana guardando in media tre film. In questo modo arriviamo al tristo lunedì sane e salve e non discutiamo più della coincidenza per cui uno pensa al suicidio sempre nel giorno del Signore.
Anche voi potete avere le vostre cinedomeniche. E trasformale in cinequalunquegiornodellasettimana, a seconda delle necessità. L’importante è sedersi sul divano verso le tre del pomeriggio e alzarsi verso mezzanotte. È permesso solo l’uso del bagno.
Dalla regia mi hanno suggerito di condividere questa esperienza domenicale, dato che non posso inserirla in nessun CV.
E vabè.

Sir Alfredo amava fumare volatili.
 In questo Cinedomeniche Vol.I un paio di combinazioni da tre che favoriscono la circolazione sanguigna, rinforzano i capelli e purificano la pelle come le maschere al cetriolo.




La trilogia classica.
Gli uccelli (1963), Psyco (1960), Io confesso (1953)

Il tailleurino verde di Tippi Hedren e il gracchiare degli odiosi pennuti. La quasi totale assenza di colonna sonora, i bambini che cantano una filastrocca che gli scialbi tormentoni estivi si sognerebbero di rimanere nelle orecchie così a lungo.
Quanto ci piacciono i fondali dipinti di Sir Alfredo? Tanto, tantissimo, più degli sfondi reali.
La natura si ribella così, senza motivo, e Hitch crea uno dei suoi film più disperati e senza speranza.
Psyco è la storia di una donna con le mani lunghe. E di uno così mammone che è meglio non ritrovarselo mai come amante.
C’è la scena della doccia, è vero. La conoscono tutti. Ma quanto è più inquietante la casa in lontananza e l’ombra della vecchiaccia contro la finestra?

Edward Hopper e Alfred Hitchcock si scambiavano
cartoline di auguri per Natale.
Psyco ha una delle colonne sonore più belle mai sentite, la più bella tra i film di Alfredo, senza dubbio. Peccato che sia diventata la sigla di Quarto Grado su Rete4.
Pure il tema di Via col vento se l’è rubato Porta a porta.
La vita è fatta di disgrazie. Lo so.
Quando si guarda Io confesso si prova un irresistibile desiderio di confessarsi. In chiesa. Da un prete. Possibilmente bello come Montgomery Clift. Altro che Uccelli di rovo: padre Logan è bello, buono e santo. Perfino troppo. Vado in crisi mistica davanti a uno così.

La trilogia Jimmy Stewart.
La finestra sul cortile (1954), Nodo alla gola (1948), La donna che visse due volte (1958)

Se mi dovessero chiedere qual è il film che non mi stanco mai di vedere, direi La finestra sul cortile.
Oltre a cento altri. Ma più di tutti La finestra sul cortile. La storia di uno che voleva far passare al più presto un periodo di convalescenza ma non era stato ancora inventato il dvd. Pensate che incubo.
Vedere questo film è cosa buona e giusta, non perché c’è Grace Kelly che è bella, bionda e indossa vestiti superfashion, ma perché Jimmy attrae i nostri occhi seduto su una sedia a rotelle e farneticando.
La sexiness sta tutta nel cervello.
Qui c’è la quintessenza dell’ hitchcockianesimo. Dell’hitchcockianismo. Dell’hitchcokitudine.


Dopo la tachipirina, Jimmy Stewart si diletta
nell'osservazione delle stelle.
 In Nodo alla gola Jimmy Stewart, invitato alla festa più noiosa del mondo, capisce le potenzialità dei padroni di casa e scopre che hanno nascosto un morto nella cassapanca. Se non è un party esclusivo questo. Ambiente chiuso e asfissiante, intero film girato come un unico piano sequenza, il paesaggio disegnato fuori dalla grande finestra del salone che man mano cambia e gira in notte. Sappiamo chi è il colpevole dopo i primi 30 secondi e, nonostante questo, ci viene l’ansia: altro che bambini morti che vengono dall’oltretomba per turbare i nostri sogni. Diavolerie moderne.
La donna che visse due volte è un film tanto diverso dai soliti di Alfredo. È girato molto in esterna innanzitutto e proprio per questo ci fa venire l’ansia degli spazi aperti e alti. Qui Jimmy è un vero stalker, ai limiti del codice penale. Da vittima passa a carnefice della povera Kim Novak, mettendo in piedi un pietoso e umiliante spettacolo di sovrapposizioni.
Una bella novità per Jimmy il perfettino per cui la vita era meravigliosa ed esistevano gli angeli e tutto il resto appresso.

La trilogia Cary Grant.
Intrigo internazionale (1959), Il sospetto (1941), Caccia al ladro (1955)

Cary Grant si deve amare. Con quella faccia indisponente, il sorriso affascinante e tempi comici così azzeccati che non se ne vedono più.
In Intrigo internazionale tutti cercano di metterlo in mezzo: la CIA, una bionda bugiarda, mia zia, un tizio che passa. Povero Cary. Mentre vorremmo spiegargli chi è George Kaplan, scorrono sullo schermo alcune delle scene più famose mai girate: l’aereo nel campo di grano, Cary che sfugge alla polizia travestito da facchino o che, fighissimo, scala le pareti rocciose per salvare Eve Marie Saint.
Che in tutta onestà non se lo meriterebbe, ma vabè.
Ne Il sospetto Cary fa quello che ci si aspetta dalla sua faccia.
Si fa voler bene e si fa odiare.
Ti regala una pelliccia di volpe e poi cerca di avvelenarti.
Dice che ti ama e poi vende le tue sedie da pranzo preferite. Che sono orribili, in tutta onestà, ma a te piacevano.
Ti porta a fare un giro in auto in costiera e poi tenta di buttarti giù.
Forse. Probabilmente. Non si sa. Ne sarebbe capace. O forse no. Il sospetto appunto.
Cary è l’uomo che fa impazzire ogni donna. Nel senso che la porta al manicomio.
Caccia al ladro è un film un po' antipatico. C'è Grace Kelly ed è ambientato in Costa Azzurra. Non vi sembra uno scherzo di cattivo gusto? Eppure è così. E ci sono quei tempi comici perfetti, l'amore dietro l'angolo, gli equivoci e...vabè. Una commedia alla Hitch: tutto trasuda classe e ironia.

Ovviamente, se avete voglia di contraddirmi e/o contrariarmi, potete scomporre queste trilogie.
Vi vorrò bene lo stesso, dopo un breve periodo in cui terrò il broncio.
Suppongo che l’importante sia amare Alfredo, non compiacere me.
Quindi è fortemente consigliata la visione di Io ti salverò (1945) in cui a salvarci è niente meno che Gregory Peck; Il delitto perfetto (1954) se credete che sia un film del '98 con Gwyneth Paltrow e Michael Douglas; Frenzy (1972) per ridere di un cadavere colto da rigor mortis su un camion che trasporta patate; Rebecca la prima moglie (1940) per gli amanti di Laurence Olivier; Marnie (1964) se siete dell’idea che Sean Connery era sexy anche da giovane e non solo da vecchio (e se volete tremare all’idea che una scarpa faccia troppo rumore cadendo da una tasca).

Sono una cialtrona.
Il fatto è che potrei parlare di cinema come se dovessi preparare un saggio universitario. Solo che per me è una cosa talmente seria che non sempre mi stanno simpatici quelli che ne parlano troppo seriamente.
E non voglio correre il rischio.
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7 commenti:

  1. Ah pero'... 3 film a domenica? Forse un po' troppo ma due si, dai... Pomeridiano e serale con pausa cena nel mezzo!

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    1. Ottimo anche così!
      La stanchezza coglie anche me e la Compagna di Divano a volte :D

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  2. Io direi...un film ogni sera della settimana! no?? =) cmq psyco penso non lo guarderò mai...gli altri due di cui hai parlato mi ispirano di più =)

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    1. Ma guardo ANCHE un film ogni sera della settimana :D
      Pensaci bene, Psyco è un grande classico del terrore a cui si sono ispirate decine di film moderni, ne vale la pena ;)

      Grazie per essere passata :)

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  3. Nuuuuuuuuu! E Cary in Notorious? E' uno dei miei sex simbol assoluti.
    E la Bergman in quel fil è divina.
    E Hitchcock mette su quel film con una maestria commovente.
    Hitchcock, che dire?

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    1. Se non l'hai mai letto ti consiglio un libro notevole Il cinema secondo Hitchcock, che è un'intervista conversazione tra H e Truffaut. Superlativo

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    2. Che bella lettura quel libro, ha contribuito a far nascere il mio amore <3
      Notorius lo amo moltissimo, solo ho un piccolo problema con la Bergman che è bella e brava e intelligente, però non ci stiamo tanto simpatiche.
      Come hai giustamente detto è Hitchcock, c'è poco da dire.

      Grazie per essere passata: ti ho scoperto oggi, cioè troppo tardi :)

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